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"Non è un giornale di partito". È deciso Nino Rizzo Nervo,
ex direttore di Tg3 e Tgr, quando definisce Europa, il nuovo
quotidiano proposto dalla Margherita in edicola dal
12 febbraio, di cui sarà direttore.
Sedici pagine, formato tipo Herald Tribune, Europa sarà in
edicola da martedì a sabato e affronterà questioni europee,
internazionali e interne "non con un'ottica nazionale, bensì
europea" afferma il direttore. In seconda pagina gli esteri,
al posto degli interni, e in penultima una rassegna stampa
internazionale completa - con notizie europee, americane e
dal resto del mondo - Europa avrà una tiratura tra le 40mila
e le 50mila copie. Il break even dovrebbe essere raggiunto
tra tre anni con le vendite assestate sulle 15mila copie.
Il nome. Un elemento politico e uno contenutistico.
Una scelta mirata, quella del nome del quotidiano, che definisce
non solo la peculiarità di contenuti ma che "marca la differenza
con una delle coalizioni oggi presenti in Italia, dopo averne
trovato un segno distintivo" dice Rizzo Nervo. E prosegue
"abbiamo constatato che sull'Europa c'è una netta divergenza
tra le posizioni del centro sinistra e quelle della maggioranza:
una posizione di rafforzamento per quel che riguarda l'opposizione
e, al contrario, una di euroscetticismo per quel che riguarda
il centro destra. Questo elemento politico ha influito sulla
scelta del nome".
"Non un giornale di partito"
Un quotidiano promosso dalla Margherita che, attraverso il
partito, riceverà il finanziamento pubblico. Certo è che,
un quotidiano, non può vivere solo grazie al finanziamento
pubblico considerando inoltre che il break even sarà
tra tre anni. Chi saranno dunquei finanziatori? "Per ora i
nomi non si possono sapere. Si conosceranno nella conferenza
stampa per l'uscita del giornale".
Europa non sarà "il tradizionale giornale di partito. Infatti
la direzione di Europa è affidata a professionisti e non ha,
come hanno di solito i giornali di partito, un direttore politico.
È un esperimento nuovo, il tentativo di fare un giornale di
area seppur promosso dalla Margherita". Il condirettore
Federico Orlando, già condirettore di Montanelli per Il Giornale
e La Voce, per mesi ha lavorato con Rizzo Nervo all'ideazione
di Europa e entrambi avevano convenuto che "non doveva essere
un giornale di partito".
Massimo Cacciari e Gad Lerner
Durante la fase di ideazione e preparazione sono trapelate
numerose indiscrezioni. Una su tutte, la collaborazione di
Massimo Cacciari ha fatto tanto scalpore che Europa è stato
definito "il quotidiano di Cacciari". "Non è la giusta interpretazione
del ruolo di Massimo - precisa il direttore - in quanto sarà
semplicemente uno dei collaboratori del giornale. A Milano
dirige un gruppo di intellettuali e al sabato avrà una pagina
su cui si confronterà con Gad Lerner sul tema o fatto più
importante della settimana".
L'idea e la progettazione
Già da tempo, all'interno della Margherita, si discuteva
l'opportunità di creare un nuovo giornale o continuare con
il Popolo. Lo storico giornale della democrazia cristiana
ha però pubblicato l'ultimo numero il 18 gennaio. Il giornale
che fu di Luigi Sturzo, Giulio Andreotti e Amintore Fanfani
cede il posto a Europa. Rizzo Nervo, tuttavia, precisa che
non c'è nessuna relazione tra le due testate. "Il Popolo ha
chiuso, ma continua ad esistere come testata. Probabilmente
sarà trasformato dalla società editrice - Popolo S.r.l. -
in una rivista periodica." Hanno scritto che Europa sarebbe
rinata dalle ceneri del Popolo ma il direttore è chiaro "il
Popolo non è morto. Non possiamo rinascere dalle ceneri di
qualcosa che non è morto".
Tra i redattori, oltre i sette del Popolo che verranno inseriti
nella redazione di Europa, figurano i nomi di Francesco Saverio
Garofani - direttore del Popolo - e Stefano Menichini - ex
Manifesto - che saranno i vicedirettori.
(31 gennaio 2003)
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