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L'hanno
chiamata la battaglia editoriale del Nord-est. Non a caso,
se si pensa che nel solo 2002 sono approdate quattro nuove
testate. Tutte lanciate da editori nazionali. Econ l'intento
di accaparrarsi una torta pubblicitaria che però, nel
frattempo, non è cresciuta.
I
nuovi arrivati
Esattamente
due mesi fa sbarcava nel Nord-est il Corriere Veneto, venduto
in accoppiata con il quotidiano di Via Solferino. Tra marzo
e aprile scorso, poi, è iniziata la distribuzione gratuita
- con tanto di strilloni - di tre testate cosiddette free-press:
Incittà, City e Leggo. Il primo è nato dall'accordo tra Itv
(che fa capo alla società Sep, editrice del Gazzettino) e
la Nuova Editoriale, riconducibile ad Athesis (Giornale di
Vicenza e Arena di Verona). Il secondo è di proprietà Rcs-Rizzoli,
mentre l'ultimo fa riferimento al gruppo editoriale Caltagirone,
lo stesso che controlla Il Messaggero.
Lo
sbarco del Corriere
Il
CorVeneto, ultimo arrivato, mantiene lo stile del giornale
milanese, anche se ha scelto una redazione genuinamente veneta.
Nel progetto ha investito un gruppo di imprenditori, fondatori
dell'Editoriale Veneto, che detiene il 51% della società,
contro il 49% della Rcs Editori. Il direttore, Ugo Savoia,
viene da Milano ed è il padre dell'edizione online della testata
di Via Solferino, prevista prossimamente in versione "civetta"
anche per il CorVeneto.
"Al
progetto di lavorare in Veneto si pensava da tempo - confessa
- questa regione è infatti la terza per numero di copie vendute
del nostro quotidiano". Secondo Savoia, il lettore tipo è
simile a quello del Corriere: una persona interessata non
solo ai fatti locali, ma che cerca spunti e riflessioni di
più ampio respiro. È proprio per questo che il Corriere Veneto
(41.000 copie vendute) sottrae più copie ai quotidiani nazionali
che alle testate locali. Il maggior timore del Gazzettino,
quotidiano leader con nove edizioni provinciali (120.000 copie
di venduto), ma da tempo in difficoltà, è quindi il calo della
pubblicità. "Da alcune testate arroccate nei propri possedimenti
il nostro arrivo è stato accolto come un'intrusione", ricorda
Savoia. "Ma noi offriamo un prodotto diverso".
L'informazione
per le imprese
Antesignano
dell'ampliamento del mercato editoriale nelle regioni nord-orientali
è stato il Sole24ore che nel 2000 pubblicò il supplemento
"NordEst", in edicola il lunedì. Un altro strumento per conoscere
e comprendere meglio quanto avviene nelle realtà locali, in
questo caso imprenditoriali.
Terra
di conquista
Il
Nord-est, quindi, fa gola alle testate nazionali: "Più di
un anno fa anche Repubblica tentò di aprire un foglio locale
in queste regioni", ribadisce Stefano Micelli, docente di
Marketing all'Università di Padova e direttore di "TeDIS",
centro ricerche per l'innovazione industriale. "La grande
attrattiva del Nord-est è, senza dubbio, legata al fenomeno
Lega, ma anche e soprattutto al modello di sviluppo di grande
esportazione che questa società ha saputo esprimere". Da Venezia
a Padova, fino a Verona le piazze appetibili per le iniziative
editoriali si sono moltiplicate. Anche il Gazzettino, nonostante
la crisi della carta stampata, è paradossalmente il coeditore
di uno dei quotidiani gratuiti (Incittà).
I rischi del'avventura
Ma
perché i maggiori gruppi editoriali italiani puntano
a Nordest? Forse perché lì si gioca una partita decisiva.
"Il Veneto è un'area ad alta densità urbana", spiega
il Prof.Carlo Fumian, ordinario di storia del giornalismo
e delle comunicazioni sociali all'Università di Padova. "Una
zona dinamica, ricca e alfabetizzata, ma non dimentichiamo
che nel passato ci sono stati anche alcuni flop editoriali".
(10 gennaio 2003)
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