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Dopo le testate free-press arriva il "panino" del Corriere della Sera

Gli editori all'assalto del Nord-Est

L'esperto: "C'è una torta pubblicitaria che fa gola a molti"

di Stefania Cuccato

L'hanno chiamata la battaglia editoriale del Nord-est. Non a caso, se si pensa che nel solo 2002 sono approdate quattro nuove testate. Tutte lanciate da editori nazionali. Econ l'intento di accaparrarsi una torta pubblicitaria che però, nel frattempo, non è cresciuta.

I nuovi arrivati
Esattamente due mesi fa sbarcava nel Nord-est il Corriere Veneto, venduto in accoppiata con il quotidiano di Via Solferino. Tra marzo e aprile scorso, poi, è iniziata la distribuzione gratuita - con tanto di strilloni - di tre testate cosiddette free-press: Incittà, City e Leggo. Il primo è nato dall'accordo tra Itv (che fa capo alla società Sep, editrice del Gazzettino) e la Nuova Editoriale, riconducibile ad Athesis (Giornale di Vicenza e Arena di Verona). Il secondo è di proprietà Rcs-Rizzoli, mentre l'ultimo fa riferimento al gruppo editoriale Caltagirone, lo stesso che controlla Il Messaggero.

Lo sbarco del Corriere
Il CorVeneto, ultimo arrivato, mantiene lo stile del giornale milanese, anche se ha scelto una redazione genuinamente veneta. Nel progetto ha investito un gruppo di imprenditori, fondatori dell'Editoriale Veneto, che detiene il 51% della società, contro il 49% della Rcs Editori. Il direttore, Ugo Savoia, viene da Milano ed è il padre dell'edizione online della testata di Via Solferino, prevista prossimamente in versione "civetta" anche per il CorVeneto.

"Al progetto di lavorare in Veneto si pensava da tempo - confessa - questa regione è infatti la terza per numero di copie vendute del nostro quotidiano". Secondo Savoia, il lettore tipo è simile a quello del Corriere: una persona interessata non solo ai fatti locali, ma che cerca spunti e riflessioni di più ampio respiro. È proprio per questo che il Corriere Veneto (41.000 copie vendute) sottrae più copie ai quotidiani nazionali che alle testate locali. Il maggior timore del Gazzettino, quotidiano leader con nove edizioni provinciali (120.000 copie di venduto), ma da tempo in difficoltà, è quindi il calo della pubblicità. "Da alcune testate arroccate nei propri possedimenti il nostro arrivo è stato accolto come un'intrusione", ricorda Savoia. "Ma noi offriamo un prodotto diverso".

L'informazione per le imprese
Antesignano dell'ampliamento del mercato editoriale nelle regioni nord-orientali è stato il Sole24ore che nel 2000 pubblicò il supplemento "NordEst", in edicola il lunedì. Un altro strumento per conoscere e comprendere meglio quanto avviene nelle realtà locali, in questo caso imprenditoriali.

Terra di conquista
Il Nord-est, quindi, fa gola alle testate nazionali: "Più di un anno fa anche Repubblica tentò di aprire un foglio locale in queste regioni", ribadisce Stefano Micelli, docente di Marketing all'Università di Padova e direttore di "TeDIS", centro ricerche per l'innovazione industriale. "La grande attrattiva del Nord-est è, senza dubbio, legata al fenomeno Lega, ma anche e soprattutto al modello di sviluppo di grande esportazione che questa società ha saputo esprimere". Da Venezia a Padova, fino a Verona le piazze appetibili per le iniziative editoriali si sono moltiplicate. Anche il Gazzettino, nonostante la crisi della carta stampata, è paradossalmente il coeditore di uno dei quotidiani gratuiti (Incittà).

I rischi del'avventura
Ma perché i maggiori gruppi editoriali italiani puntano a Nordest? Forse perché lì si gioca una partita decisiva. "Il Veneto è un'area ad alta densità urbana", spiega il Prof.Carlo Fumian, ordinario di storia del giornalismo e delle comunicazioni sociali all'Università di Padova. "Una zona dinamica, ricca e alfabetizzata, ma non dimentichiamo che nel passato ci sono stati anche alcuni flop editoriali".

(10 gennaio 2003)

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