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Da editori di quotidiani a editori di libri: la sfida non ha più fine

Promozioni editoriali: il successo "in allegato"

Repubblica, Libero, la Stampa e il Giornale: le voci del marketing

di Stefania Cuccato

Chi acquistando un quotidiano in edicola non ha, per una sola volta, ceduto alla tentazione di comprare il libro in allegato? Chi, entusiasta dell’operazione editoriale promossa dal giornale di fiducia, non ha atteso il numero successivo o il romanzo mancante? In questo modo anche voi avete favorito il successo delle promozioni librarie avviate dai grandi gruppi editoriali italiani.

In principio fu il Novecento

Te lo do io il romanzo! Dall’edicola direttamente agli scaffali di casa: un’ondata di volumi colorati, eleganti, selezionati e soprattutto economici ha inondato le librerie degli italiani. Dalla letteratura del ‘900 alle opere monografiche, dai gialli alle garzantine, dalle biblioteche storiche a enciclopedie intere. Un fenomeno dirompente che ha raggiunto dimensioni di vendita rilevanti: nel solo 2002 (anno in cui Repubblica ha lanciato sul mercato l’iniziativa) sono stati smerciati dagli edicolanti 40 milioni di libri, ovvero il 20% del venduto medio in Italia. Il quotidiano di Ezio Mauro da solo ne ha venduti 25 milioni (circa 550-600 mila copie a uscita); il Corriere della Sera che rilancia a maggio dello stesso anno con la collana dei “Grandi romanzi”, raggiunge i 10 milioni di copie vendute.
Il successo irrompe anche negli altri giornali nazionali: dal Giornale alla Stampa, dall’Unità al Messaggero, dal Resto del Carlino a Libero. Un’ampia boccata d’ossigeno per i bilanci della carta stampata che invoglia gli editori dei quotidiani a replicare in prima fila promozioni editoriali sempre più ghiotte e diversificate: l’aumento delle copie vendute, però, è solo marginale (e non controllabile), ciò che più fa gola sono gli introiti derivanti da una sorta di mercato editoriale parallelo che si è venuto a creare.
L’esperienza pionieristica dell’Unità, al tempo diretta da Walter Veltroni, che tra il ‘92 e il ‘97 immetteva nel mercato circa 300 romanzi (oltre 20 milioni di copie) allegati al giornale non poteva certo prevedere un successo così clamoroso.

Da Eco a Montale: guerra a colpi di letteratura

Dopo i romanzi e le enciclopedie, a febbraio Repubblica e Corsera, si sfidano sul terreno poetico con un’iniziativa “simile” a distanza di pochi giorni. La diversificazione del prodotto, studiata dagli uffici marketing dei due gruppi editoriali, sembra aver portato a una naturale evoluzione dell’offerta. Ma le strategie di acquisto del pacchetto da rivendere ai lettori sono diverse. L’Espresso, per esempio, ha un accordo con il gruppo spagnolo Mediasat, in collaborazione con l’italiana Euromeeting, l’agenzia di promozioni diretta in Italia da Nicola Bovoli. Clicca qui per saperne di più

Il Corriere della Sera invece conta sul catalogo di titoli delle case editrici controllate da Rizzoli, trattando singolarmente gli altri sporadici casi. Anche il gruppo Rcs- Rizzoli, tuttavia, realizza le proposte dei prodotti multimediali (cd-rom, cd musicali etc.) in casa Euromeeting.
I diritti sul titolo dei libri sono stati ceduti ai giornali per un periodo breve e sul prezzo finale sembra sia stato corrisposto meno del 10% (da dividere tra editore e autore).
Magra consolazione per molti, successo imprevisto per pochi.

Giornale che leggi, libro che compri

Inseguendo il target dei propri lettori, puntando sulla solidità del proprio marchio (brand per gli addetti ai lavori) e su una massiccia campagna pubblicitaria, ogni quotidiano si è mosso per offrire una nuova e più appetibile promozione alla caccia di nuovi potenziali lettori. La rete di distribuzione capillare già esistente (le edicole per l’appunto) ha fatto il resto. Dalle recensioni dei libri in apertura delle pagine culturali e i dibattiti accesi in rete, il lettore-cliente non poteva rimanere impassibile.
Clicca qui per sentire le opinioni degli uffici marketing del Gruppo Espresso, del Giornale e della Stampa.

“Libero” di essere liberale

Autore dei gadget più provocatori, dalle mascherine anti-sars alla bandiera americana regalata allo scoppio della guerra in Iraq, il quotidiano diretto da Vittorio Feltri sta vivendo un periodo molto florido. Lo testimonia l’incremento delle vendite (55%), l’apertura di fogli locali in Lazio (e a breve anche in Puglia e in Abruzzo), il debutto a luglio nel web ( www.libero-news.it ) e da un anno l’entrata in scena della Publikompass, una delle più forti concessionarie pubblicitarie in Italia. “Il segreto del successo di Libero – afferma Daniele Cavaglia dall’ufficio marketing di Milano - è il lavoro di squadra. La selezione dei libri viene fatta assieme al direttore – continua – abbiamo reintrodotto sul mercato pubblicazioni introvabili”. Libero si è ritagliato una fetta di pubblico di nicchia puntando sulla storia del fascismo di Renzo De Felice, il più grande studioso di Mussolini, e su testi filosofico-politici di grande interesse (da Tocqueville a Macchiavelli) che raggiungono le 12 mila copie a uscita.

L’anima del collezionista e il rischio saturazione

Chi dice che in Italia si legge poco, non ha però dovuto ricredersi. Se è vero che il numero di libri venduti è vertiginosamente aumentato, le statistiche sugli indici di lettura sono rimaste quasi invariate: il 61% degli italiani dichiara di non leggere nemmeno un libro all’anno e la restante metà (39%) almeno uno (fonte Istat). A risvegliarsi sicuramente è stata l’anima del collezionista sedotta dall’intramontabile formula magica: “in offerta”.
“Difficile dire se esiste il rischio saturazione - incalza il portavoce del Gruppo Espresso Mignanego – è stata una scommessa entrare in questo mercato due anni fa con un prodotto come il libro in paese dove non si legge. Ci vuole fortuna, coraggio e molto intuito per trovare sempre nuove e allettanti offerte”. “Esiste sicuramente il rischio che il lettore si stanchi di tutte queste iniziative – sottolinea Gambassini della Stampa – ma tutto dipende dalle scelte e dalle selezioni di ogni editore”. La scommessa nel Belpaese continua.

 


 

(03 febbbraio 2004)

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