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Il Barbiere della Sera puntocom: l'altra faccia dell'informazione online

Per favore, non chiamatele spie

Giornalisti dalla doppia identità si aggirano in redazione. Ma nessuno sa chi è chi

di Alessia Ripani

È nato per caso, ma è diventato un caso. Non è un gioco, ma ha le sue regole. È Il Barbiere della sera: non un'opera lirica, non il luogo della toletta e nemmeno l'istituzione di via Solferino.Il sito Internet dei giornalisti mascherati d'Italia è tutto questo e molto di più: come nel capolavoro rossiniano, c'è un Figaro factotum della città; come dal barbiere, qui si parla, si sparla e si fa il pelo e contropelo; come da De Bortoli, presumibilmente, ci

 

sono un sacco di giornalisti che hanno voglia di sfogarsi.

"Il Barbiere della sera - racconta lo stesso Figaro, anima del giornale e fondatore insieme a pochi altri del particolarissimo quotidiano elettronico - è nato per volontà di un gruppo di amici, tutti giornalisti, che sentivano la mancanza di un luogo dove poter discutere liberamente dei problemi legati alla professione. È nato perché era forte l'esigenza di esprimersi lontano dai condizionamenti che, non può essere altrimenti, ci sono sempre quando c'è un editore e quando si lavora per confezionare un prodotto destinato al mercato". E perché nessuno potesse mettere il bavaglio a queste voci o bussare alla porta di chicchessia, la sistemazione migliore per questa avventura "corsara", come è stato scritto, è sembrata da subito la rete, con i suoi bassi costi iniziali e con la sua tanto decantata libertà.

Il Barbiere della sera prende il via nel maggio del 2000. Un gruppo di 6 o 7 fondatori si autotassano per farlo vivere e un giornalista-webmaster prova a fare quello che può. Oggi il sito dell'informazione su chi fa informazione conta circa 24.000 pageview giornaliere e una quarantina di collaboratori sparsi in tutta Italia. E per la serie "niente fronzoli, siamo giornalisti" nulla è concesso alla grafica. In un mondo fatto di banner, pulsantini colorati e immagini accattivanti, il segreto del Barbiere sta tutto nei contenuti. Figaro non ha dubbi: "I contenuti - dice - e il fatto che noi applichiamo agli stessi giornali e giornalisti le regole che questi riservano di solito agli altri: trovare, verificare e scrivere le notizie. Il mondo dell'informazione non c'è abituato. Si fa giornalismo su tutto tranne forse che nel settore della comunicazione, e è questo che noi vogliamo fare". Lo fanno per la verità in una maniera che farebbe invidia a chi, duecento anni fa, scrisse le famose opere a cui il sito è ispirato. "E' stato - racconta Figaro -il co fondatore del Barbiere, il Conte D'Almaviva, a suggerire l'abbinamento con l'opera di Gioacchino Rossini. Così, Il Barbiere della Sera è diventato qualcosa a metà strada tra il Corriere della Sera e il Barbiere di Siviglia".

Virtuosismi linguistici degni delle Nozze mozartiane e delizie letterarie che diventano musica. Tra le righe, anche tutte troppo uguali del giornale, si celano autentici talenti narrativi e leggere il Barbiere è un po' far parte di un'élite. Dopotutto, come giustamente osserva Figaro, "le redazioni dei giornali o dei Tg sono sempre 'stanze del potere', non sono drogherie dove si vende il peperoncino". No certo, ma di roba piccante ce n'è anche sul Barbiere. Per gli appassionati del genere, tema caldo (è proprio il caso di dirlo) da un po' di tempo a questa parte è senza dubbio il sesso in redazione. Si fa, non si fa, quanto se ne fa. Nessun aspetto della questione è trascurato e viene giornalmente approfondito, come vuole la professione, con contributi di bravi e diligenti giornalisti. Gossip si direbbe. E invece no. "Gossip - spiega il nostro misterioso redattore - è una notizia non verificata di cui si ciancica in giro. Quando viene accertata diventa informazione, e noi verifichiamo sempre le nostre notizie. Una cosa - ci tiene a dirla Figaro - caratterizza il nostro sito: da noi le smentite hanno davvero lo stesso rilievo degli articoli e non vengono relegate nella rubrica delle lettere. Il Barbiere della sera - continua- è un sito credibile e lo dimostra il fatto che nei mesi scorsi, a seguito di una polemica nata intorno sull'impiego dei professionisti nella pubblica amministrazione, sulle pagine del nostro sito è intervenuto lo stesso sottosegretario alla presidenza del consiglio, tale Cananzi Raffaele, a far chiarezza sulla questione e a spiegare come andava interpretata la legge. Se anche il governo dialoga con il Barbiere evidentemente abbiamo conquistato sul campo la nostra credibilità. Se ci pensi è un po' curioso: il governo italiano che parla con un sito anonimo". Il che, per la verità, non basta al sito per mantenere i toni delle polemiche sempre sul politically correct e a evitare l'innesco di veri e propri botta e risposta sui temi cari alla professione, come nel caso della polemica online sulle scuole di giornalismo riservate ai raccomandati.

Comunque, come Rossini lo ha voluto baritono e Mozart lo ha pensato un basso, anche il nostro, misterioso Figaro, fa la voce grossa nelle questioni che riguardano i mezzi di informazione. "Le più importanti - spiega - restano due. Una è quella dell'accesso alla professione: in generale al Barbiere pensiamo che non debbano esserci professioni protette anche perché Internet rende estremamente farraginoso il concetto di libertà di stampa. Perché solo chi è un giornalista iscritto all'Ordine può pubblicare? Fare il giornalista è un mestiere. È come fare il pizzaiolo. Poi c'è che fa la pizza più buona e chi meno, ma è un lavoro come un altro. La seconda è senz'altro quella del controllo dei più grandi mezzi di informazione da parte del presidente del Consiglio. Non nascondo che se io fossi un giornalista Mediaset mi sentirei davvero in difficoltà perché l'informazione, se non antagonista, deve essere senza dubbio 'altra' rispetto alla politica".

Questo dice Figaro, barbiere genuino di questa piccola bottega. Non sappiamo come si chiama, ma tanto, ce lo insegna, per fare il giornalista non serve una firma. E poi fare informazione è come fare la pizza, dice lui. E in quanti si ricordano il nome del pizzaiolo preferito? Ma, a proposito, esiste un Albo dei pizzaioli?

(18 maggio 2001)

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