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Mauro Buffa, responsabile di Il NuovoTg spiega le differenze fra un tg tradizionale e le webnews

Il NuovoTg: banco di prova per la tv interattiva

Entro due anni ci sarà una nuova rivoluzione nei media

di Ida Barone

Tg on line e telegiornali tradizionali. Come cambiano le regole per fare un buon servizio giornalistico quando la notizia deve andare in rete? Mauro Buffa, responsabile di Il NuovoTg, chiarisce che il criterio per la scelta delle immagini valido per il vecchio notiziario non tramonta quando si parla di web news. Tuttavia, un paio di accortezze da seguire ci sono. Buffa precisa che quelli del Nuovo hanno come standard tecnico di riferimento la finestra del pc con collegamento ADSL: significa che, per le inquadrature, è preferibile tenere piani più stretti, perché i dettagli in campi ampi non si distingono bene. Inoltre, è meglio evitare movimenti di camera bruschi perché rischiano di risultare a scatti o comunque fastidiosi sul computer.

Un pubblico di white collar. Dato che il collegamento ADSL non è diffusissimo - la maggior parte della gente ha ancora pc con collegamenti non rapidissimi - viene spontaneo chiedersi a chi si rivolga il NuovoTg.

Spiega Buffa: "In verità ci sono molte aziende, medie e grandi, che dispongono di collegamento veloce e rete interna abbastanza buona da permettere di vedere bene un tg creato per ISDN e ADSL. Il numero maggiore di 'clic' si ha all'ora della pausa pranzo: gli impiegati che hanno fatto uno spuntino e non possono vedere il notiziario in televisione, lo guardano on line. Questo è il pubblico di riferimento".

Problemi di finanziamento? Il fatto che il target sia, al momento, ancora ristretto lascia aperta la questione di come finanziare le web news, ma il responsabile di Il NuovoTg assicura: "I tg on line e i quotidiani on line che sono la semplice trasposizione di preesistenti versioni televisive o cartacee possono avere un problema di finanziamento, non sicuramente Il Nuovo e Il NuovoTg che sono prodotti creati specificamente per Internet e quindi, per la loro alta qualità, godono di una credibilità diversa non solo fra gli utenti, ma anche fra gli inserzionisti".

Solo un banco di prova. E-Bismedia, la società editrice multimediale del gruppo E-Biscom, è nata per creare una serie di prodotti per la televisione interattiva, il tg on line è un prodotto di seconda linea. Un banco di prova.
"Oggi ci occupiamo di questo, ma lavoriamo in prospettiva alla preparazione di format di videonews interattive per la banda larga. Per fare questo, nel frattempo, sviluppiamo una serie di strumenti di base che serviranno poi: in collaborazione con Sony, stiamo preparando un centro di produzione video specifico per la banda larga, ma servirà anche per quella stretta e per Internet, poi stiamo predisponendo una rete di raccolta di immagini per l'Italia, cosa che ora hanno solo Rai e Mediaset. E-Biscom nel complesso (considerando cioè la posa di cavi in fibra ottica e la preparazione di prodotti video) è 18 mesi avanti rispetto a qualunque operatore al mondo".

Come sarà il Tg interattivo? Un format interattivo implica un lavoro di tipo tecnico e giornalistico innovativo. Il tipo di rete che sta sviluppando Fastweb - in via sperimentale il cablaggio riguarda solo un numero limitato di case e uffici di Milano città - consente in primo luogo la bidirezionalità al 100%. I comandi che l'utente può inviare in rete da casa sono vari e diversi da quelli cui si è abituati. Anche il telecomando cambia aspetto: ci sarà un piccolo mouse e cliccando si potrà interagire con il gestore del servizio. L'interazione a cui si pensa è di tipo complesso, uno dei servizi fondamentali è il video on demand. Nel caso dei servizi d'informazione questo implica che l'utente potrà seguire l'ultimo tg senza dover aspettare l'ora stabilita dal canonico palinsesto televisivo, ma attenderà al massimo un minuto e mezzo, quanto ci vorrà perché il prodotto sia inviato al suo terminale. Potrà esserci inoltre un profilo utente per personalizzare il notiziario in base ai suoi interessi. Il tutto in tempo reale.

Tg disassemblati. Di questa innovazione tecnologica si è molto parlato, ma Mauro Buffa sottolinea le conseguenze organizzative per il lavoro di redazione: "Il tg interattivo comporta un metodo nuovo, diverso. Si lavora su tg disassemblati: ogni notizia è un elemento a sé che deve poter essere combinato organicamente con altri dal punto di vista sia editoriale, che della produzione, ma non è detto che presso il cliente i vari elementi si combinino nello stesso modo". La tv del futuro consentirà un'interattività vera con i prodotti informativi, un modo di fruire delle notizie che va oltre l'idea del cd rom e del dvd. Ci sarà infatti anche la possibilità di collegarsi con microfono e telecamera a esperti o ad altre persone, anch'esse clienti della rete. "Non è un mondo futuristico: perché sia raggiunta la massa critica di clienti, si crei cioè un mercato, bisognerà aspettare al massimo un paio d'anni" conclude Mauro Buffa.

(5 aprile 2001)

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