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Entro la fine della settimana la Camera approverà il provvedimento

Editoria: pronta la nuova legge

Incentivi a chi investe nell'on-line


di
Annalisa Misceo


La vecchia normativa che regola ormai da vent’anni il mondo editoriale sta per andare in pensione. Si prevede per la fine della settimana nelle aule di Montecitorio l’approvazione definitiva del nuovo progetto di legge sulla riforma dell’editoria. Se anche il Senato darà il suo benestare prima dello scioglimento delle Camere, nel settore ci sarà una vera e propria rivoluzione.

La nuova legge, infatti, prevede una nuova definizione di prodotto editoriale che non riguarderà più soltanto libri, quotidiani e periodici ma anche le attività multimediali e offrirà incentivi a chi investirà nei nuovi processi produttivi. Il testo stabilisce l’istituzione di un “Fondo per l’innovazione editoriale” destinato a fornire il capitale iniziale di una S.p.a. denominata Snae, Società nuove attività editoriali, che avrà il compito di sostenere e promuovere tutte le iniziative del settore, con particolare attenzione alle innovazioni multimediali. La struttura operativa della società sarà una Agenzia per l’editoria che dovrà concretamente occuparsi dell’assistenza, del supporto tecnico e del monitoraggio dei dati.

Come si legge nella relazione presentata dall’onorevole Giuseppe Giulietti il 9 marzo 1998, “esaurita la fase propulsiva avviata dalla legge del 5 agosto 1981, l’intervento dello Stato è oggi sostanzialmente concentrato nell’assistenza economica a pochi soggetti. Si tratta di una assistenza preziosa ma evidentemente insufficiente. Lo scopo di questa proposta, invece, è avviare nuovi progetti capaci di ampliare l’offerta e il consumo di editoria giornalistica in Italia”. Conferma anche Vannino Chiti, sottosegretario alla Presidenza del consiglio con delega sull’editoria: “I prodotti multimediali vent’anni fa non esistevano e con la legge attuale non possono avere nessun sostegno”. La riforma è auspicata anche dalla Fieg, Federazione italiana editori giornali, che vede con occhio molto benevolo il provvedimento: "Si tratta di una proposta che mira allo sviluppo dell’intero settore editoriale. Speriamo che le buone intenzioni si traducano presto in decisioni perché il tempo a disposizione è ormai strettissimo”.

La nuova legge prevede tra le altre cose un credito d’imposta del 3% per chi investirà in innovazioni e interventi strutturali entro il 31 dicembre 2004 e anche un “Trattamento straordinario di integrazione salariale” per giornalisti, pubblicisti e praticanti, modificando l’art.35 della vecchia legge 416/81.
Il governo ha già stanziato per l’applicazione circa 150 miliardi e altri fondi sono stati ricavati dai risparmi sulla legge stessa che si è così autofinanziata.

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(7 febbraio 2001)

   

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