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Prima
ora: matematica. Seconda: italiano. Terza: processo Sme. Per
prepararsi il libro di testo non si trova in cartolibreria
ma in edicola. I giornali entrano in 16.500 classi delle scuole
medie superiori e 430.00 studenti (il 14% dei giovani tra
i 14 e i 19 anni) imparano a leggere il mondo che li circonda.
Sono i numeri dell'iniziativa "Il Quotidiano in classe", promossa
dall'Osservatorio Permanente Giovani - Editori, che si propone
di eliminare il fossato che divide teen-ager e giornali.
L'iniziativa "Il Quotidiano in classe"
"I libri di testo si cambiano ogni anno; alcuni ogni giorno".
Con questo motto l'Osservatorio pubblicizza la sua principale
iniziativa rivolta a insegnanti e studenti delle scuole medie
superiori di tutta Italia. Le classi che aderiscono al progetto
ricevono gratuitamente una volta la settimana il Corriere
della Sera, il principale quotidiano regionale della zona
e, solo per le quinte, il Sole 24 ore. Gli insegnanti si impegnano
a dedicare almeno un'ora la settimana alla lettura dei quotidiani
in classe "con loro presenti - spiega Michela
Cargioli, responsabile del progetto - in modo che possano
spiegare particolari termini o situazioni". Partito in via
sperimentale nel 2000 il progetto è alla sua terza edizione
con un exploit di adesioni e un maggiore impegno di insegnanti
e allievi che spesso inviano all'Osservatorio testi che scrivono
di loro spontanea volontà.
I quotidiani: informazione e formazione
Approfondimenti, ampia scelta di argomenti e possibilità di
soffermarsi: caratteristiche della carta stampata che rendono
il quotidiano un mezzo culturale. Ne è convinta la Cargioli:
"E' utile che i ragazzi confrontino articoli e idee diverse
e si confrontino poi tra di loro in modo da formarsi una propria
opinione". Giovanni Bechelloni,
docente dell'Università di Firenze e presidente del Corso
di laurea in media e giornalismo, è d'accordo: "Il quotidiano
è il meno effimero dei grandi media. In tanti anni nei miei
corsi ho spesso distribuito dei ritagli e gli studenti rimanevano
stupiti di quanti argomenti interessanti riuscivo a trovare.
Oggi il quotidiano è più ampio, c'è una vasta gamma di temi
e argomenti, la grafica ha portato la possibilità di apportare
approfondimenti più o meno lunghi".
Insegnare agli insegnanti
Ma gli insegnanti sono pronti a integrare i canonici libri
di testo con i quotidiani? Il progetto organizza delle giornate
di formazione in cui docenti universitari, esperti di comunicazione
e giornalisti illustrano agli insegnanti come il quotidiano
può diventare utile in classe. Giovanni Bechelloni ha partecipato
a una di questi incontri: "In quella mattinata ho incontrato
un numero elevato di insegnanti che mi sembravano molto interessati.
Però è un'impressione positiva legata a una mattinata". Infatti
secondo il professore la didattica scolastica non è ancora
in grado di ospitare il quotidiano: "Il problema è la classe
insegnante: la maggior parte dei docenti non sono in grado
di offrire ai propri studenti strumenti che contestualizzino
l'attualità offerta dai giornali".
Giornalisti in classe
Non solo giornali in classe ma anche giornalisti. Importanti
reporter della carta stampata fanno visite a sorpresa nelle
scuole durante l'ora di lezione dedicata al quotidiano. Il
13 febbraio le classi del Liceo Classico di Trento che partecipano
all'iniziativa hanno incontrato l'inviato del Corriere
della Sera Gian Antonio Stella:
"Ho cercato di spiegare come si fa un giornale utilizzando
termini e parole semplici, nel modo più divertente possibile".
Il problema è che sono i giornalisti stessi a non seguire
le sue raccomandazioni. Se il docente Bechelloni getta la
croce sui docenti, il giornalista Stella se la prende con
i giornalisti: "Tra i quotidiani e i giovani c'è un baratro
che potremmo cominciare a superare solo quando utilizzeremo
un linguaggio più fresco, meno autoreferenziale, meno senatoriale".
Cosa ne pensano gli studenti?
Articoli troppo lunghi e linguaggio noioso: gli studenti sono
d'accordo con Stella. È quanto emerge dal rapporto del 2002
dell'Eurisko, istituto di ricerca che segue l'attività dell'Osservatorio.
Dai questionari rivolti a studenti e giovani emergono indicazioni
utili per editori e direttori dei giornali. I giovani delle
classi che hanno aderito al progetto vorrebbero leggere un
giornale con meno pagine di politica, con foto più belle e
a colori e con più inchieste sui giovani. Gli studenti hanno
gradito l'iniziativa e si augurano che si rinnovi.
Intervista a Michela Cargioli
Intervista a Giovanni Bechelloni
Intervista a Gian Antonio Stella
(9 maggio 2003)
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