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Google News, il quotidiano senza redattori. E' costruito da un software

Il giornale automatico

Da maggio sono online 5 versioni internazionali. E la ricerca notizie è attiva anche in Italia

di Giuseppe Marchetti

La versione americana di Google News è ancora in "beta"

Fare un giornale senza giornalisti. Per molti è un incubo; per qualche editore, forse, un sogno inconfessabile. Ma nel mondo di Internet spesso sogni e incubi si trasformano in realtà. Tanto che in molti portali i redattori veri e propri si possono contare sulle dita di una mano.

Le sezioni news di siti come Virgilio, Yahoo! e Libero sono ampiamente automatizzate. Questo significa che poche persone, quasi mai giornalisti, usano strumenti informatici per aggregare, scegliere e mettere in pagina notizie scritte da altri (per lo più prese da agenzie di stampa). Ne risultano quotidiani elettronici solo apparentemente diversi tra di loro: in realtà, le notizie sono per lo più le medesime.

Per rendersene conto basta un semplice esperimento: cercare notizie sulla Sars con Virgilio, Yahoo! o Libero.

La svolta di Google

Lo scorso settembre, il motore di ricerca Google ha spinto questa tendenza fino alle ultime conseguenze. Lanciando un sito completamente automatizzato, realizzato cioè interamente da algoritmi. Nessun intervento umano, insomma: fa tutto il computer. Google News si presenta quindi come un quotidiano elettronico. Ordinato, sobrio nella grafica, aggiornatissimo. E completo: il sito scandaglia 4.500 fonti d’informazione, ne estrae le notizie, le ordina secondo importanza e infine le pubblica.

Il funzionamento di Google News è molto complesso; è tuttavia possibile darne un’idea di massima con un esempio. Venerdì 21 marzo, primo giorno di primavera e secondo della guerra in Iraq. Il titolo principale di quasi tutti i siti d’informazione contiene le parole “Iraq”, “Baghdad”, “Guerra” e così via. Sarà facile per il software di Google “capire” qual è la notizia del giorno.

Nello stesso giorno, le Borse mondiali si destano dal torpore e guadagnano moltissimo. Frasi come “Prezzo del petrolio”, “Volano le Borse”, “Dow-Jones” ricorrono in molti titoli: ecco l’apertura della sezione Finanza di Google News.

Le notizie, scelte e organizzate in sezioni, sono poi gerarchizzate. Come? I criteri principali sono ancora una volta semplici:

  1. Quante volte una notizia compare nelle fonti
  2. Dove la notizia compare su ciascuna fonte: c’è differenza se è l’apertura o un trafiletto di spalla.
  3. Quanto sono “popolari” queste fonti. È quindi diverso il peso di una notizia pubblicata su Cnn.com e su un quotidiano locale della Louisiana.

L’ultima fase della costruzione di Google News è anche la più semplice: la messa in pagina, realizzata sempre in automatico. Ne risulta un layout elegante e pulito.

Dilemmi

Innovazione o fine del giornalismo? Il dibattito non ha tardato ad aprirsi. Tanto più da maggio, dopo che Google News ha iniziato ad avere le cosiddette edizioni “locali”: ossia non americane. Australia, Canada, India, Gran Bretagna e Nuova Zelanda. Newsknife, un sito dedicato all’informazione online, ha una sezione chiamata Google News Watch. Qui il comportamento del quotidiano elettronico è confrontato giorno per giorno con altre fonti di informazione. Il risultato? Generalmente molto lusinghiero.

Alcune critiche rivolte a Google News sono ricorrenti. Ad esempio, molti han rilevato che la gerarchia delle notizie segue criteri statistici, senza tener conto della qualità dell’articolo. E' pur vero che le scelte editoriali sono fatte all'origine, cioè da parte della fonte.

Ma si potrebbe anche ribaltare la prospettiva: se Google News assomiglia così sinistramente a un quotidiano elettronico realizzato “a mano”, non sarà perché l’informazione – anche quella fatta dagli uomini – ha già una poco sana tendenza all’omologazione?

E domani?

Da quando Google News è nato – cioè da settembre 2002 – sul logo c’è scritto che si tratta di una versione “beta” (ossia di prova). E in questi mesi ci sono stati cambiamenti, miglioramenti continui all’intelligenza artificiale che presiede all’organizzazione del sito.

Da maggio, poi, ci sono 5 nuove versioni nazionali: per Australia, Canada, India, Nuova Zelanda e Gran Bretagna. È peraltro notizia di questi giorni che Google ha esteso la ricerca delle notizie anche a siti in lingua spagnola e italiana. Provate a cercare Berlusconi: compaiono in testa notizie tratte dall’Ansa, Il Corriere della sera, L’Espresso e altre fonti. Infine, ecco cosa c’è scritto nell’aiuto di Google News: “Se la versione nazionale di Google News che cercate non esiste ancora, tornate tra qualche settimana. Stiamo lavorando per fornire accesso all’informazione a tutti i nostri utenti”.

Nel futuro più lontano, non è difficile suggerire alcuni miglioramenti possibili a Google News. Innanzi tutto, una versione personalizzabile sarebbe un gigantesco passo avanti: vorrebbe dire selezionare solo le notizie di effettivo interesse per ogni utente. Nel lungo periodo, lo suggerisce un interessante post su un blog specializzato, si potrebbe anche generare in automatico articoli che combinino informazioni da più fonti. Un po’ il lavoro dell’umile redattore sommerso da lanci d’agenzia.

Un compito che tutti prima o poi abbiamo odiato immensamente. Ma teniamocelo stretto, perché l’invasione delle macchine è cominciata.

Link esterni

Google News Watch
Il blog su Google
L'help di Google News

(23 maggio 2003)

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