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| La versione americana di
Google News è ancora in "beta" |
Fare un giornale senza giornalisti. Per molti è
un incubo; per qualche editore, forse, un sogno inconfessabile.
Ma nel mondo di Internet spesso sogni e incubi si trasformano
in realtà. Tanto che in molti portali i redattori veri e propri
si possono contare sulle dita di una mano.
Le sezioni news di siti come Virgilio, Yahoo!
e Libero sono ampiamente automatizzate. Questo significa
che poche persone, quasi mai giornalisti, usano strumenti
informatici per aggregare, scegliere e mettere in pagina notizie
scritte da altri (per lo più prese da agenzie di stampa).
Ne risultano quotidiani elettronici solo apparentemente diversi
tra di loro: in realtà, le notizie sono per lo più le medesime.
Per rendersene conto basta un semplice esperimento: cercare
notizie sulla Sars con Virgilio, Yahoo!
o Libero.
La svolta di Google
Lo scorso settembre, il motore di ricerca Google ha spinto
questa tendenza fino alle ultime conseguenze. Lanciando un
sito completamente automatizzato, realizzato cioè interamente
da algoritmi. Nessun intervento umano, insomma: fa tutto il
computer. Google News si presenta quindi come un quotidiano
elettronico. Ordinato, sobrio nella grafica, aggiornatissimo.
E completo: il sito scandaglia 4.500 fonti d’informazione,
ne estrae le notizie, le ordina secondo importanza e infine
le pubblica.
Il funzionamento di Google News è molto complesso; è tuttavia
possibile darne un’idea di massima con un esempio. Venerdì
21 marzo, primo giorno di primavera e secondo della guerra
in Iraq. Il titolo principale di quasi tutti i siti d’informazione
contiene le parole “Iraq”, “Baghdad”, “Guerra” e così via.
Sarà facile per il software di Google “capire” qual è la notizia
del giorno.
Nello stesso giorno, le Borse mondiali si destano dal
torpore e guadagnano moltissimo. Frasi come “Prezzo del petrolio”,
“Volano le Borse”, “Dow-Jones” ricorrono in molti titoli:
ecco l’apertura della sezione Finanza di Google News.
Le notizie, scelte e organizzate in sezioni, sono poi gerarchizzate.
Come? I criteri principali sono ancora una volta semplici:
- Quante volte una notizia compare nelle fonti
- Dove la notizia compare su ciascuna fonte: c’è differenza
se è l’apertura o un trafiletto di spalla.
- Quanto sono “popolari” queste fonti. È quindi diverso
il peso di una notizia pubblicata su Cnn.com e su un quotidiano
locale della Louisiana.
L’ultima fase della costruzione di Google News è anche la
più semplice: la messa in pagina, realizzata sempre
in automatico. Ne risulta un layout elegante e pulito.
Dilemmi
Innovazione o fine del giornalismo? Il dibattito non ha tardato
ad aprirsi. Tanto più da maggio, dopo che Google News ha iniziato
ad avere le cosiddette edizioni “locali”: ossia non americane.
Australia, Canada, India, Gran Bretagna e Nuova Zelanda. Newsknife,
un sito dedicato all’informazione online, ha una sezione chiamata
Google News Watch. Qui il comportamento del quotidiano
elettronico è confrontato giorno per giorno con altre fonti
di informazione. Il risultato? Generalmente molto lusinghiero.
Alcune critiche rivolte a Google News sono ricorrenti.
Ad esempio, molti han rilevato che la gerarchia delle notizie
segue criteri statistici, senza tener conto della qualità
dell’articolo. E' pur vero che le scelte editoriali sono fatte
all'origine, cioè da parte della fonte.
Ma si potrebbe anche ribaltare la prospettiva: se Google
News assomiglia così sinistramente a un quotidiano elettronico
realizzato “a mano”, non sarà perché l’informazione – anche
quella fatta dagli uomini – ha già una poco sana tendenza
all’omologazione?
E domani?
Da quando Google News è nato – cioè da settembre 2002 – sul
logo c’è scritto che si tratta di una versione “beta”
(ossia di prova). E in questi mesi ci sono stati cambiamenti,
miglioramenti continui all’intelligenza artificiale che presiede
all’organizzazione del sito.
Da maggio, poi, ci sono 5 nuove versioni nazionali:
per Australia, Canada, India, Nuova Zelanda e Gran Bretagna.
È peraltro notizia di questi giorni che Google ha esteso la
ricerca delle notizie anche a siti in lingua spagnola e italiana.
Provate a cercare Berlusconi:
compaiono in testa notizie tratte dall’Ansa, Il Corriere della
sera, L’Espresso e altre fonti. Infine, ecco cosa c’è scritto
nell’aiuto di Google News: “Se la versione nazionale di Google
News che cercate non esiste ancora, tornate tra qualche settimana.
Stiamo lavorando per fornire accesso all’informazione a tutti
i nostri utenti”.
Nel futuro più lontano, non è difficile suggerire alcuni miglioramenti
possibili a Google News. Innanzi tutto, una versione personalizzabile
sarebbe un gigantesco passo avanti: vorrebbe dire selezionare
solo le notizie di effettivo interesse per ogni utente. Nel
lungo periodo, lo suggerisce un interessante post su un blog
specializzato, si potrebbe anche generare in automatico
articoli che combinino informazioni da più fonti. Un po’ il
lavoro dell’umile redattore sommerso da lanci d’agenzia.
Un compito che tutti prima o poi abbiamo odiato immensamente.
Ma teniamocelo stretto, perché l’invasione delle macchine
è cominciata.
Link esterni
Google
News Watch
Il
blog su Google
L'help
di Google News
(23 maggio 2003)
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