|
C'è chi studia per diventare ingegnere, chi avvocato, chi
medico: a Siena gli studenti si laureano in radio. Un vanto
per l'ateneo
toscano, l'unico italiano ad offrire il biennio di specializzazione
in Radiofonia e linguaggi dello spettacolo e del multimediale.
Una
laurea detta 'di secondo livello', quindi, alla quale
si accede dopo un percorso triennale, meglio se in Lettere
o in Scienze della Comunicazione, ma aperta anche a chi proviene
da Storia, Filosofia, Sociologia, Scienze della formazione,
Scienze politiche.
Il piano di studi
Due anni in cui si privilegiano materie
come Produzione radiofonica, Teoria e tecniche del linguaggio
radio-tv, Linguaggi radiofonici, Giornalismo radiofonico e
altri insegnamenti che approfondiscano i contenuti e le caratteristiche
tecnico-produttive del mezzo. Senza trascurare la pratica,
attraverso laboratori formativi, stage in strutture esterne
e collaborazioni facoltative nella radio d'ateneo. La teoria
nelle aule universitarie, quindi, e la pratica negli studi
di Facoltà
di Frequenza, l'emittente che, da quando è nata nel
1998, è diventata il cuore dell'Università e il punto di ritrovo
dei suoi studenti.
La nascita del progetto
L'idea di unire le due esperienze e di farne un percorso
di studi è venuta a Maurizio Boldrini - docente di
Comunicazione pubblica e dirigente del Centro di comunicazione
e marketing dell'ateneo senese - che della radio è il direttore
responsabile. "Facoltà di Frequenza - sostiene Boldrini
- era nata con il desiderio di importare un modello americano
di aggregazione, per fare dell'università, e di tutte le sue
componenti, una comunità compatta in costante comunicazione".
Il successo ottenuto in questi anni dalla radio, ospitata
da emittenti locali e che trasmette anche su internet, ha
creato poi i presupposti per fare di Siena un centro di eccellenza
nell'ambito della radiofonia e della comunicazione. Al momento
di decidere i nuovi
percorsi formativi universitari, infatti, il passo dalla
radio già ben avviata alla sua istituzionalizzazione all'interno
di un corso di studi è stato breve. "In pochi anni - spiega
Romeo Perrotta, caporedattore di Facoltà di frequenza
- la nostra, da radio di comunità, è diventata un laboratorio
permanente, un luogo privilegiato per esprimere al meglio
la propria creatività". E, dal primo marzo, anche per mettere
a frutto le lezioni teoriche.
Ma che senso ha insegnare con la teoria una professione
fondata per eccellenza sulla pratica?
"Una tecnica senza teoria è cieca, una teoria senza tecnica
è sorda", risponde Maurizio Boldrini che interpreta il pensiero
comune dei docenti che hanno dato vita al progetto, tra cui
Omar Calabrese, Enrico Menduni, Guglielmo
Moneti, Dario Di Zanni. "I percorsi formativi -
spiega meglio Boldrini - sono efficaci sia grazie alla teoria
che alla pratica, la cui correlazione è indispensabile per
formare una nuova deontologia professionale. Solo l'università,
a mio avviso, può dare gli strumenti per crearsi una coscienza
critica, mezzo indispensabile per non diventare dei portavoce
delle istituzioni". La perfetta unione di teoria e pratica
è stata possibile anche grazie alla collaborazione e all'intervento
di professionisti che conoscono la radio a 360 gradi. "Il
professor Menduni - spiega il suo assistente Dario Di Zanni,
tutor della laurea specialistica - ha un profondo amore per
la radio e conosce molte persone competenti in quest'ambito
che hanno accettato di affiancarci nel progetto per la parte
tecnica. Lui, come me, è consapevole che la radio non si possa
fare solo sui testi: lo sperimentarsi in Facoltà di Frequenza,
così come il confrontarsi con realtà esterne all'ateneo, sono
momenti privilegiati per diventare ottimi professionisti".
Quali le prospettive di affluenza al neonato corso di
specializzazione?
"Gli iscritti attualmente sono solo tre - spiega Dario Di
Zanni - ma è un dato poco significativo per quest'anno: i
corsi sono iniziati nel secondo semestre e siamo in anticipo
di un anno sulle sperimentazioni dei nuovi bienni. Dal prossimo
anno accademico, comunque, ci aspettiamo una vera e propria
invasione di studenti, perché la radio come mezzo di comunicazione
sta riscuotendo sempre maggior interesse". Un'invasione calcolata
cui le strutture potranno rispondere in maniera adeguata,
"perché - precisa ancora Di Zanni - la selezione si fa a monte,
nel momento di accedere alle lauree triennali. E poi Facoltà
di frequenza si avvale del contributo di più di cento
collaboratori in continua rotazione tra cui i nostri studenti
potranno inserirsi senza problemi". I primi dottori in radio,
quindi, saranno disponibili fra un paio d'anni e nel frattempo
Siena punta tutto per confermare il suo ruolo di eccellenza
in questo campo. A partire da quest'estate con l'iniziativa
"Radio
Summer School", una cinque giorni (dal 14 al 19 luglio),
interamente dedicata al medium radiofonico, promossa insieme
alla Sapienza di Roma, alla Cattolica di Milano e alla Gregoriana
di Roma, con la collaborazione del Consorzio radiofonico Rete
blu.
(21 maggio 2003)
[inizio]
[torna alla home page]
|
|