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Le lezioni sono iniziate a marzo. Boom di iscrizioni previsto per il prossimo anno accademico

Dottori in Radio

Dai libri all'etere: Siena e il suo primato

di Daniela Corneo

C'è chi studia per diventare ingegnere, chi avvocato, chi medico: a Siena gli studenti si laureano in radio. Un vanto per l'ateneo toscano, l'unico italiano ad offrire il biennio di specializzazione in Radiofonia e linguaggi dello spettacolo e del multimediale. Una laurea detta 'di secondo livello', quindi, alla quale si accede dopo un percorso triennale, meglio se in Lettere o in Scienze della Comunicazione, ma aperta anche a chi proviene da Storia, Filosofia, Sociologia, Scienze della formazione, Scienze politiche.

Il piano di studi
Due anni in cui si privilegiano materie come Produzione radiofonica, Teoria e tecniche del linguaggio radio-tv, Linguaggi radiofonici, Giornalismo radiofonico e altri insegnamenti che approfondiscano i contenuti e le caratteristiche tecnico-produttive del mezzo. Senza trascurare la pratica, attraverso laboratori formativi, stage in strutture esterne e collaborazioni facoltative nella radio d'ateneo. La teoria nelle aule universitarie, quindi, e la pratica negli studi di Facoltà di Frequenza, l'emittente che, da quando è nata nel 1998, è diventata il cuore dell'Università e il punto di ritrovo dei suoi studenti.

La nascita del progetto
L'idea di unire le due esperienze e di farne un percorso di studi è venuta a Maurizio Boldrini - docente di Comunicazione pubblica e dirigente del Centro di comunicazione e marketing dell'ateneo senese - che della radio è il direttore responsabile. "Facoltà di Frequenza - sostiene Boldrini - era nata con il desiderio di importare un modello americano di aggregazione, per fare dell'università, e di tutte le sue componenti, una comunità compatta in costante comunicazione". Il successo ottenuto in questi anni dalla radio, ospitata da emittenti locali e che trasmette anche su internet, ha creato poi i presupposti per fare di Siena un centro di eccellenza nell'ambito della radiofonia e della comunicazione. Al momento di decidere i nuovi percorsi formativi universitari, infatti, il passo dalla radio già ben avviata alla sua istituzionalizzazione all'interno di un corso di studi è stato breve. "In pochi anni - spiega Romeo Perrotta, caporedattore di Facoltà di frequenza - la nostra, da radio di comunità, è diventata un laboratorio permanente, un luogo privilegiato per esprimere al meglio la propria creatività". E, dal primo marzo, anche per mettere a frutto le lezioni teoriche.

Ma che senso ha insegnare con la teoria una professione fondata per eccellenza sulla pratica?
"Una tecnica senza teoria è cieca, una teoria senza tecnica è sorda", risponde Maurizio Boldrini che interpreta il pensiero comune dei docenti che hanno dato vita al progetto, tra cui Omar Calabrese, Enrico Menduni, Guglielmo Moneti, Dario Di Zanni. "I percorsi formativi - spiega meglio Boldrini - sono efficaci sia grazie alla teoria che alla pratica, la cui correlazione è indispensabile per formare una nuova deontologia professionale. Solo l'università, a mio avviso, può dare gli strumenti per crearsi una coscienza critica, mezzo indispensabile per non diventare dei portavoce delle istituzioni". La perfetta unione di teoria e pratica è stata possibile anche grazie alla collaborazione e all'intervento di professionisti che conoscono la radio a 360 gradi. "Il professor Menduni - spiega il suo assistente Dario Di Zanni, tutor della laurea specialistica - ha un profondo amore per la radio e conosce molte persone competenti in quest'ambito che hanno accettato di affiancarci nel progetto per la parte tecnica. Lui, come me, è consapevole che la radio non si possa fare solo sui testi: lo sperimentarsi in Facoltà di Frequenza, così come il confrontarsi con realtà esterne all'ateneo, sono momenti privilegiati per diventare ottimi professionisti".

Quali le prospettive di affluenza al neonato corso di specializzazione?
"Gli iscritti attualmente sono solo tre - spiega Dario Di Zanni - ma è un dato poco significativo per quest'anno: i corsi sono iniziati nel secondo semestre e siamo in anticipo di un anno sulle sperimentazioni dei nuovi bienni. Dal prossimo anno accademico, comunque, ci aspettiamo una vera e propria invasione di studenti, perché la radio come mezzo di comunicazione sta riscuotendo sempre maggior interesse". Un'invasione calcolata cui le strutture potranno rispondere in maniera adeguata, "perché - precisa ancora Di Zanni - la selezione si fa a monte, nel momento di accedere alle lauree triennali. E poi Facoltà di frequenza si avvale del contributo di più di cento collaboratori in continua rotazione tra cui i nostri studenti potranno inserirsi senza problemi". I primi dottori in radio, quindi, saranno disponibili fra un paio d'anni e nel frattempo Siena punta tutto per confermare il suo ruolo di eccellenza in questo campo. A partire da quest'estate con l'iniziativa "Radio Summer School", una cinque giorni (dal 14 al 19 luglio), interamente dedicata al medium radiofonico, promossa insieme alla Sapienza di Roma, alla Cattolica di Milano e alla Gregoriana di Roma, con la collaborazione del Consorzio radiofonico Rete blu.

(21 maggio 2003)

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