| Chi difende i
lettori? Per rispondere alla domanda qualche tempo fa abbiamo
iniziato un’indagine,
prendendo spunto da un fatto di cronaca: da dicembre anche
al New York Times lavora un difensore dei lettori (ombudsman).
Una tradizione lunga più di ottant’anni e che
affonda le sue radici in Giappone. Radici che, però,
non hanno mai attecchito in Italia, bloccate dalla scarsa
combattività dei giornalisti e dalla bassa partecipazione
dei lettori. Vittorio
Emiliani e Piero
Ottone hanno raccontato le proprie esperienze.
Oggi Josto Maffeo, già giornalista del Messaggero,
traccia un quadro della situazione in Spagna, a pochi giorni
dal lancio di una nuova iniziativa, il quotidiano europeo.
Sette gruppi editoriali europei, tra cui Il Corriere della
Sera, El Mundo e The Times, hanno firmato
un'intesa "per avvicinare i ragazzi alla lettura e formare
la nuova classe dirigente". La strategia è ancora
da studiare ma la sostanza è semplice: nelle scuole
che aderiranno all'iniziativa arriveranno copie degli illustri
giornali stranieri. “Un esperimento che durerà
poco – commenta Maffeo – perché i giovani
non sono educati alla lettura del giornale. In Italia, poi
– prosegue il giornalista – la situazione è
peggiore. Al contrario di quanto accade in America o in Spagna,
o anche in Giappone, dove esistono addirittura forme di abbonamento
dedicate ai ragazzini”.
Intervista a Josto Maffeo
L'avvocato dei lettori
L'esperienza italiana
(13 maggio 2004)
[inizio]
[torna
alla home page]
|
|