| "È
il primo aprile, ma non è un pesce"
Vittorio Feltri lasciò l’Indipendente per il
Giornale. Lo storico e polemista Giordano
Bruno Guerri ha lasciato il quotidiano di Belpietro per
rilanciare la testata che, per prima, seguì con attenzione
il fenomeno della Lega. Ma non è del Carroccio che
Guerri vuole essere fervido sostenitore. Preannunciato
come la vera novità giornalistica del 2004, il 1 aprile
(lo giurano non è un pesce) ritorna in edicola al prezzo
di 1 euro il giornale fondato nel ‘91 da Ricardo
Franco Levi, che, promette il neo-direttore, andrà
a sfamare il popolo di potenziali lettori d’opinione.
La formula del successo
Ma non bastavano già il Foglio di Giuliano
Ferrara e il Riformista di Antonio Polito, con i
quali è inevitabile fare dei paragoni?
“Il quotidiano diretto da Ferrara è il primo
giornale che leggo la mattina – afferma Guerri –
ma ultimamente ha il difetto di essere troppo autoreferenziale
e un po’ salottiero. Il Riformista è più
movimentato. Ovviamente è un laboratorio di sinistra
– continua – e quindi molto diverso da noi. L’Indipendente
non sarà nessuno dei due”.
La formula, perlomeno quella grafica, sembra però la
stessa: foliazione a quattro pagine (formato 58x35, simile
alle misure di Libero), sei numeri la settimana, articoli
brevi, non solo politica e molta cultura. A fare una delle
differenze è sicuramente un opinionista d’eccezione:
Paolo Villaggio, che in prima pagina firmerà
la rubrica di politica. “Sarà indipendente
anche da me! - scherza Guerri, mentre nella redazione si marcia
a ritmo serrato per l’ultimissima messa a punto –
sarà cattivo e, anche se è di sinistra, è
uno che le manda a dire”.
Anticentrismo dichiarato con eredità
L’azzurro cielo è il colore scelto per la linea
grafica (curata da Piergiorgio Maoloni), assieme ai quadratoni
pubblicitari rosso vivo, che promette lo storico, “saranno
sul taglio basso della prima e sul piede della quarta pagina”.
Il nuovo Herald tribune italiano, come era stato battezzato
il primo Indipendente, propone un’altra novità:
“Saremo l’anticentro dichiarato –
schernisce Guerri – perché questo non è
il luogo della moderazione. Il ‘democristianismo’
è il compromesso che ha rovinato l’Italia”.
“Sarà un giornale di destra – annuncia
– perché la ragione (con la R maiuscola, sottolinea)
sta a destra”. Ma anche alcune idee che stanno
a sinistra non sono male, afferma il neo-direttore: “l’importante
è essere liberi”, dice, e Italiani
liberi è anche il nome del giornale fondato da
Ida Magli di cui Guerri è direttore in rete.
L’eredità di Feltri (che portò l’Indipendente
oltre le 100mila copie) e della Lega sembra non pesare sulla
testa del neo-direttore: “Eredito me stesso –
dice – una lettera dello stesso Feltri spiegherà
perché solo i pazzi possono fondare nuovi giornali”.
Un passaggio di testimone impeccabile.
L’investimento iniziale è di 5 milioni
di euro (contro i 30 milioni di dollari spesi dal
gruppo di investitori del nord per il primo Indipendente).
Break-even stimato, cioè il fatturato minimo necessario
per il pareggio di bilancio, è di 3000/3200 copie,
ma il direttore punta più in alto. I finanziamenti,
questa volta, arrivano da una cordata di
imprenditori meridionali, guidati dal deputato di Alleanza
Nazionale, Italo Bocchino, editore napoletano che
nella sua scuderia vanta già il Roma.
Giornali di destra unitevi, almeno la domenica
Il mercato dei quotidiani di centro destra è già
abbastanza affollato. Ma in corso Vittorio Emanuele II a Roma,
da dove a dicembre è ripartita l’avventura, sono
convinti che c’è una vasta platea che non si
riconosce in Libero, nel Foglio o nel Secolo d’Italia.
“C’è bisogno di una stampa di destra
riformista”, sostengono, anche se
per alcuni potrebbe suonare contradditorio. La squadra formata
da Guerri, otto giornalisti (di cui 4 professionisti e 4 praticanti),
è co-diretta da Luciano Lanna, ex
caporedattore di Ideazione, il bimestrale liberal-forzista
di Domenico Menniti. E con un direttore come Guerri
(considerato il massimo revisionista del Fascismo e scomunicato
dalla Chiesa Cattolica per suoi libri) non poteva mancare
un numero monografico (quello domenicale) su un argomento
storico: “La storia è lo strumento migliore per
affrontare l’attualità – spiega Guerri
– il primo numero sarà dedicato alla passione
di Gesù Cristo preannunciando l’uscita del film
di Mel Gibson”.
La domenica l’Indipendente uscirà in abbinamento
‘aperto’ con il Giornale a 1,50 euro; solo per
il 4 aprile sarà dato in omaggio con una tiratura di
200mila copie.
Il vostro lettore tipo? “Chi si specchia nelle
nostre idee”, sentenzia Guerri. Per capire
meglio quali sono queste idee, non rimane che acquistare la
prima copia.
L'intervista
ad Antonio Polito, direttore del Riformista
L'intervista a Ubaldo Casotto, vicedirettore
del Foglio
(30 marzo 2004)
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