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Al timone del rinato quotidiano, un tempo diretto da Feltri, lo storico Giordano Bruno Guerri

Il 1° aprile l'opinione diventa Indipendente

Aumentano i lettori dei giornali d'opinione. L'ntervista ai vertici di Riformista e Foglio

di Stefania Cuccato

"È il primo aprile, ma non è un pesce"

Vittorio Feltri lasciò l’Indipendente per il Giornale. Lo storico e polemista Giordano Bruno Guerri ha lasciato il quotidiano di Belpietro per rilanciare la testata che, per prima, seguì con attenzione il fenomeno della Lega. Ma non è del Carroccio che Guerri vuole essere fervido sostenitore. Preannunciato come la vera novità giornalistica del 2004, il 1 aprile (lo giurano non è un pesce) ritorna in edicola al prezzo di 1 euro il giornale fondato nel ‘91 da Ricardo Franco Levi, che, promette il neo-direttore, andrà a sfamare il popolo di potenziali lettori d’opinione.

La formula del successo

Ma non bastavano già il Foglio di Giuliano Ferrara e il Riformista di Antonio Polito, con i quali è inevitabile fare dei paragoni?
“Il quotidiano diretto da Ferrara è il primo giornale che leggo la mattina – afferma Guerri – ma ultimamente ha il difetto di essere troppo autoreferenziale e un po’ salottiero. Il Riformista è più movimentato. Ovviamente è un laboratorio di sinistra – continua – e quindi molto diverso da noi. L’Indipendente non sarà nessuno dei due”.
La formula, perlomeno quella grafica, sembra però la stessa: foliazione a quattro pagine (formato 58x35, simile alle misure di Libero), sei numeri la settimana, articoli brevi, non solo politica e molta cultura. A fare una delle differenze è sicuramente un opinionista d’eccezione: Paolo Villaggio, che in prima pagina firmerà la rubrica di politica. “Sarà indipendente anche da me! - scherza Guerri, mentre nella redazione si marcia a ritmo serrato per l’ultimissima messa a punto – sarà cattivo e, anche se è di sinistra, è uno che le manda a dire”.

Anticentrismo dichiarato con eredità

L’azzurro cielo è il colore scelto per la linea grafica (curata da Piergiorgio Maoloni), assieme ai quadratoni pubblicitari rosso vivo, che promette lo storico, “saranno sul taglio basso della prima e sul piede della quarta pagina”.
Il nuovo Herald tribune italiano, come era stato battezzato il primo Indipendente, propone un’altra novità: “Saremo l’anticentro dichiarato – schernisce Guerri – perché questo non è il luogo della moderazione. Il ‘democristianismo’ è il compromesso che ha rovinato l’Italia”.
Sarà un giornale di destra – annuncia – perché la ragione (con la R maiuscola, sottolinea) sta a destra”. Ma anche alcune idee che stanno a sinistra non sono male, afferma il neo-direttore: “l’importante è essere liberi”, dice, e Italiani liberi è anche il nome del giornale fondato da Ida Magli di cui Guerri è direttore in rete.
L’eredità di Feltri (che portò l’Indipendente oltre le 100mila copie) e della Lega sembra non pesare sulla testa del neo-direttore: “Eredito me stesso – dice – una lettera dello stesso Feltri spiegherà perché solo i pazzi possono fondare nuovi giornali”. Un passaggio di testimone impeccabile.
L’investimento iniziale è di 5 milioni di euro (contro i 30 milioni di dollari spesi dal gruppo di investitori del nord per il primo Indipendente). Break-even stimato, cioè il fatturato minimo necessario per il pareggio di bilancio, è di 3000/3200 copie, ma il direttore punta più in alto. I finanziamenti, questa volta, arrivano da una cordata di imprenditori meridionali, guidati dal deputato di Alleanza Nazionale, Italo Bocchino, editore napoletano che nella sua scuderia vanta già il Roma.

Giornali di destra unitevi, almeno la domenica

Il mercato dei quotidiani di centro destra è già abbastanza affollato. Ma in corso Vittorio Emanuele II a Roma, da dove a dicembre è ripartita l’avventura, sono convinti che c’è una vasta platea che non si riconosce in Libero, nel Foglio o nel Secolo d’Italia. “C’è bisogno di una stampa di destra riformista, sostengono, anche se per alcuni potrebbe suonare contradditorio. La squadra formata da Guerri, otto giornalisti (di cui 4 professionisti e 4 praticanti), è co-diretta da Luciano Lanna, ex caporedattore di Ideazione, il bimestrale liberal-forzista di Domenico Menniti. E con un direttore come Guerri (considerato il massimo revisionista del Fascismo e scomunicato dalla Chiesa Cattolica per suoi libri) non poteva mancare un numero monografico (quello domenicale) su un argomento storico: “La storia è lo strumento migliore per affrontare l’attualità – spiega Guerri – il primo numero sarà dedicato alla passione di Gesù Cristo preannunciando l’uscita del film di Mel Gibson”.
La domenica l’Indipendente uscirà in abbinamento ‘aperto’ con il Giornale a 1,50 euro; solo per il 4 aprile sarà dato in omaggio con una tiratura di 200mila copie.
Il vostro lettore tipo? “Chi si specchia nelle nostre idee”, sentenzia Guerri. Per capire meglio quali sono queste idee, non rimane che acquistare la prima copia.

L'intervista ad Antonio Polito, direttore del Riformista

L'intervista a Ubaldo Casotto, vicedirettore del Foglio

 

 

(30 marzo 2004)

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