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Occorrerà dimostrare che il reddito principale deriva dal lavoro giornalistico. Ecco come

Freelance, arriva la pratica d'ufficio

Ora anche loro potranno accedere all'esame di Stato e diventare professionisti

di Mariangela Bisanti

Salta da una conferenza stampa a un convegno di industriali. Scrive di notte o durante la pausa pranzo, cercando notizie di prima mano. E coltiva una speranza: che, un giorno o l'altro, il caporedattore di turno si accorga della sua dedizione e decida di assumerlo. Invece, dopo l’iscrizione all’elenco dei pubblicisti, gli anni passano e il contratto non arriva.

E siccome, si sa, di collaborazioni non si vive, il freelance è costretto a mettersi in cerca di contratti più retribuiti, magari negli uffici stampa di aziende o enti pubblici. Per alcuni di loro, un tipo di lavoro anche più eccitante di quello tradizionale. Ma non privo di rimpianti: su tutti, l’impossibilità di ottenere il praticantato. Ora però una possibilità c'è.

Il giornalista pubblicista - anche freelance - può infatti sostenere l’esame di Stato per diventare professionista, grazie al cosiddetto praticantato d’ufficio. Unica condizione, dimostrare, attraverso la presentazione del modello Unico, di vivere con la professione giornalistica. Cioè di svolgere la libera professione con un reddito minimo di 10 mila euro lordi all’anno (come stabilito dalla Fnsi).
In altre parole: un ingegnere che, a tempo perso, scrive per una rivista, non può fare richiesta di iscriversi nel registro dei praticanti. Ma chi lavora quotidianamente per una o più testate, anche solo con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, sì.

In questo senso, l’Ordine della Lombardia ha predisposto diversi moduli di istanza che tengono conto delle svariate tipologie di lavoro del freelance (se lavora per un quotidiano, un periodico, ecc.), e ha attivato un ufficio di assistenza legale gratuita. Perché in alcuni casi si può arrivare a fare causa all’editore, e chiedere i contributi arretrati.

LA PROCEDURA. Chi è già iscritto all’albo come pubblicista o svolge attività giornalistica da almeno tre anni può quindi chiedere al Consiglio regionale o interregionale l’iscrizione al Registro dei praticanti. A tal fine, deve presentare:

a) copia dei contratti di collaborazione e delle ricevute di pagamento;
b) copia della dichiarazione dei redditi;
c) documentazione della produzione giornalistica.

"Nel caso dei freelance - spiega Francesco De Vito, consigliere nazionale dell'Odg - l’attività giornalistica rientra nella fattispecie del telelavoro. Al termine dei 18 mesi, il giornalista dovrà allora presentare una dichiarazione dei caposervizio e di un redattore da lui indicato che specifichi i servizi informativi nei quali il freelance è stato impegnato.Sarà poi compito del Consiglio valutare che la testata per la quale il richiedente lavora abbia le caratteristiche necessarie allo svolgimento del praticantato e che la documentazione sia attendibile".

II freelance che chiede l'iscrizione al Registro dei praticanti deve inoltre attestare, prima dell'esame di idoneità professionale, di aver frequentato i seminari organizzati dal Consiglio nazionale dell'ordine dei giornalisti e gli eventuali corsi di formazione organizzati dai Consigli regionali o interregionali.

 

(10 marzo 2004)

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