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Reporter senza frontiere pubblica "I nemici di Internet" 2001

Ucciso in Ucraina
il primo giornalista on line

Anche l'Italia tra i paesi criticati nel rapporto

di
Giovanni Buzzatti


In Ucraina è stato assassinato il primo giornalista on line ma i nemici dell'informazione in Rete non sono soltanto nei paesi meno democratici. Reporter senza frontiere (Rsf), l'organizzazione che si batte per il rispetto della libertà di informare ed essere informati, ha pubblicato in questi giorni il rapporto "I nemici di Internet" 2001, un catalogo degli ostacoli alla libera informazione on line.

"Il rapporto di quest'anno è il più completo mai fatto da Rsf", spiega Alessandro Oppes, presidente della sezione italiana dell'organizzazione. "La vecchia edizione (di un anno e mezzo fa) si era occupata dei paesi autoritari che ostacolano pesantemente la diffusione di notizie attraverso la Rete. Quest'anno abbiamo raccontato anche cosa succede nelle democrazie occidentali".

Molte le storie raccontate nel rapporto. Georgiy Gongadze aveva fondato, come diceva lui stesso, "il primo giornale ucraino di opposizione pubblicato unicamente su Internet"; scomparso nel settembre dello scorso anno, è stato ritrovato decapitato due mesi dopo. E' il primo giornalista on line ucciso. Miroslav Filipovic invece è finito in carcere per aver raccontato in un sito le azioni dell'esercito Jugoslavo in Kossovo.
Azioni per bloccare la libera informazione in Rete - si scopre dal rapporto - sono in corso in Cina, Arabia Saudita, Tunisia e in Corea del Nord, che resta l'unico paese al mondo in cui Internet non esiste (anche se il governo cura dei siti ufficiali ospitati all'estero).

"Anche i paesi democratici cercano a volte di frenare la diffusione delle notizie in Rete", afferma Oppes. Negli Usa, dice il rapporto, la destra Repubblicana chiede leggi più severe per limitare la circolazione dell'informazione su Internet per timore di una "contaminazione pornografica".

E l'Italia? "Il rapporto - spiega Alessandro Oppes - critica l'Italia perché vuole estendere ai giornali on line le regole in vigore per la carta stampata; l'eccessiva regolamentazione può diventare una forma di controllo sui contenuti". L'obbligo ad esempio di avere un giornalista professionista come direttore responsabile è, secondo Rsf, un ostacolo alla diffusione dei siti di informazione; è poi difficile applicare ai prodotti nella Rete, che per natura sfuggono alle classificazioni, leggi pensate per i giornali cartacei. "La Rete è uno strumento di libertà e per questo va tutelata al massimo la libertà di espressione in essa", conclude Oppes.

In questi giorni infine si discute al Senato il progetto di legge Passigli che detta nuove regole per la registrazione dei domini in Internet. Tra le norme proposte vi è la responsabilità del titolare del dominio sui contenuti del sito. Secondo l'Alcei, l'associazione per la libertà di comunicazione elettronica interattiva, la cosa "costringerà i fornitori di servizi Internet ad effettuare filtraggi e controlli che dovrebbero essere invece competenza dell'autorità giudiziaria". Il tutto va, secondo l'Alcei, a scapito della libertà di informare.

Il rapporto "I nemici di internet" può essere scaricato a pagamento dal sito di Reporter senza frontiere.

 

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(8 marzo 2001)

   

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