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Una ricerca dell'università di Stanford sui giornali online

Su Internet "tira" la parola scritta

"E' il contenuto quello che conta"


di
Liliana di Donato


La parola, innanzitutto. Poi le immagini. In Rete le notizie si leggono così. Con sommo disappunto dei profeti della multimedialità e dei fautori dell'informazione fatta di testo, suoni e figure. Internet sarà pure, al tempo stesso, giornale, radio e televisione, ma a "tirare" è la parola scritta.

La sorprendente fotografia del lettore di news online è stata scattata in uno studio della Stanford University realizzato in collaborazione con il Poynter Institute: il 92 per cento di chi legge abitualmente giornali elettronici si sofferma per prima cosa su titoli e articoli, mentre poco più della metà (64 per cento) si lascia attrarre dalle fotografie e appena due su dieci guardano il corredo di schede e grafici. "Può essere un retaggio del passato, di un Web lento e primitivo", cerca di spiegare Chris Charron, analista della Forrester Research, autorevole centro studi statunitense. "Su Internet le immagini hanno una qualità minore e vengono visualizzate più lentamente", aggiunge Steve Outing, commentatore della rivista di comunicazione Editor&Publisher. "E' il contenuto quello che interessa", precisa, invece, Andrew DeVigal, uno degli autori della ricerca.

Navigare a caccia di notizie, dalla cronaca del giorno alla quotazione delle azioni appena comprate, è diverso dallosfogliare il giornale a colazione, comodamente seduti in poltrona. Allora sì - e lo stesso Poynter Institute lo ha dimostrato in un analogo studio sulle abitudini dei lettori di quotidiani - che lo sguardo scivola sulla foto a colori o sull'illustrazione accattivante, per concentrarsi solo in un secondo momento sul contenuto dell'articolo. Su Internet basta una veloce occhiata allo schermo e un'impercettibile pressione sul mouse. Il che non significa lettura distratta: anzi, i lettori online arrivano almeno a tre quarti dell'articolo scelto, a differenza di quelli che, giornale alla mano, si fermano ben prima della metà.

Ma come è possibile monitorare la lettura virtuale? Una telecamera a raggi infrarossi, montata sulla testa dei 67 partecipanti allo studio e collegata a un computer, ha registrato il movimento delle pupille (da un sito all'altro e all'interno della stessa pagina), le pause per la lettura e i clic sul mouse. Il tutto è stato poi elaborato in modo da determinare il punto preciso dove si appunta il primo sguardo, quanto tempo ci rimane e in quale direzione si sposta.

Alla fine di 40 ore di navigazione collettiva, i "cacciatori di notizie" (reclutati tramite inserzioni sui quotidiani elettronici di Chicago e St. Petersburg tra i lettori abituali di news online) avevano visitato quasi 6.000 pagine, cliccato più di 24.000 volte, fermato gli occhi addirittura 608.000. Crimini e disastri sono l'argomento di maggiore interesse (80 per cento). Gli uomini si sono soffermati di più sulla politica e sulla cronaca nazionale, ma sono stati eguagliati dalle donne sullo sport (70 per cento). Le notizie di carattere locale attirano soprattutto i trentenni, mentre scienza e sport la fanno da padroni fra i giovani. Tutti, infine, preferiscono le testate vere e proprie (dal New York Times a Usa Today) al servizio di news personalizzate fornito dai portali come Yahoo! ed Excite.

I lettori elettronici, comunque, non abbandonano la tradizione della carta stampata. Il giornale resta, come diceva Hegel, "la preghiera mattutina dell'uomo moderno". Con una differenza: il rito laico di sfogliare pagine grigie di inchiostro davanti a caffè‚ e brioche si rinnova nell'abitudine telematica di cliccare sullo schermo scintillanti pagine virtuali.

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(8 maggio 2000)

   

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