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La seduta inaugurale della 14a legislatura,
in agenda per il 30 maggio, sarà il debutto in Parlamento
per altri giornalisti eletti nei vari schieramenti: è il caso
di Paolo Guzzanti, un passato fra Repubblica
e Il Giornale e un futuro come senatore fra le fila di
Forza Italia, o dell'ex direttore dell'Unità,
Giuseppe Caldarola, eletto alla Camera fra i Ds, ma anche
di Piero Testoni, ex Messaggero,
e Lino Jannuzzi, direttore de Il Velino ed eletto senatore
per Forza Italia, che ricorda: "E' la mia seconda esperienza
in Parlamento; c'ero già nel 1968, eletto per il Psi al Senato;
avevo compiuto i 40 anni richiesti dalla Costituzione 18 giorni
prima delle elezioni ed ero il più giovane; mi toccò pure
fare il verbale della prima seduta. Forse perché ero entrato
io - scherza - da quell'anno le legislature cominciarono ad
accorciarsi". Proporrà dei disegni di legge per l'editoria?
"Sono per l'abolizione di tutti i contributi dello Stato ai
giornali, anche se è già stata cambiata in parte quella norma
scandalosa per cui bastava che due parlamentari si collegassero
a una testata per farle ottenere soldi dallo Stato".
Ma è chiaro che il futuro della Rai
e il conflitto d'interessi saranno due dei terreni di forte
scontro in Parlamento nella prossima legislatura, la quattordicesima.
Giuseppe Giulietti, alla sua seconda esperienza alla Camera
con i Ds, è netto: "Il conflitto d'interessi è la palla al
piede per l'intero sistema industriale ed editoriale italiano.
Il Presidente del Consiglio tutte le volte che deciderà in
queste materie, alimenterà il legittimo sospetto che ci sia
stata un'alterazione della concorrenza. Non è un problema
liberale, ma anche industriale". E da Giulietti, un progetto:
"Io innanzitutto riproporrò in Parlamento un vecchio disegno
di legge sull'abrogazione degli incroci proprietari, una legge
di stampo assolutamente liberale: chiederò che tutti i gestori
telefonici e gli editori della carta stampata vedano rimossi
i vincoli della legge Mammì, e possano finalmente entrare
nella tv digitale e tradizionale. Tradotto: chiedo che, per
esempio, Colaninno e Romiti possano entrare su quei mercati;
se non si può risolvere il conflitto di interessi, si deve
procedere immediatamente ad un allargamento degli interessi".
E sulla Rai? Giulietti, che è stato anche segretario
del sindacato dei giornalisti Rai, lancia una provocazione:
"Nel 1996 il consiglio d'amministrazione Rai dell'Ulivo mise
Agostino Saccà di Forza Italia alla direzione di Raiuno e
Bruno Vespa alla conduzione di Porta a Porta; si potrebbe
cominciare con Freccero direttore di ReteUno e Santoro al
posto di Vespa". Ferdinando Adornato, direttore di Liberal,
alla sua seconda esperienza in parlamento (era stato eletto
nel 1994 nelle file di Alleanza Democratica), siederà fra
i banchi della nuova maggioranza alla Camera; sulla Rai spiega:
"Bisognerebbe andare con gradualità verso un assetto diverso,
fino ad arrivare ad una rete di servizio pubblico, con un
canone ridotto rispetto ad adesso, e due reti private". Jannuzzi,
suo collega di maggioranza, è ancora più netto: "Ci vuole
una privatizzazione totale; al massimo può essere una rete
pubblica di informazione 24 ore al giorno. Sarebbe anche la
soluzione del conflitto di interessi". La battaglia politica
è già iniziata.
(23 maggio 2001)
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