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Zaccaria conferma le sue imminenti dimissioni. E sul futuro della Rai si apre il toto-nomine

Rai: è partito il valzer delle poltrone

E Mentana annuncia in diretta: "Resto al Tg5" . Ma la campagna acquisti de "La 7" prosegue

di Antonio Rossitto

Tutto era previsto e prevedibile. Il risultato elettorale cambia la maggioranza, il centro destra va al Governo e il mondo della comunicazione va in subbuglio. In Italia si è scatenato il toto-nomine. Sulle poltrone Rai soprattutto. Invece Enrico Mentana alla fine ha deciso di restare a dirigere il Tg5, rifiutando l'offerta de "La 7", che però è già alla caccia di nuovi nomi.

 

La direzione dell'azienda di Viale Mazzini

Zaccaria è pronto alle dimissioni. Smentendo le prime voci che ipotizzavano una sua tenace resistenza, il presidente della Rai, ha annunciato che resterà al suo posto solo fino a quando i futuri presidenti di Camera e Senato, seguendo le indicazioni della Casa delle Libertà, non nomineranno sia il nuovo presidente che il cda. A sostituire Zaccaria potrebbe essere il forzista Giuliano Urbani. Direttore generale potrebbe invece restare Claudio Cappon, mentre suo vice sarebbe Agostino Saccà, ex direttore di Raiuno. Nel caso in cui si decidesse invece per il cambiamento, direttore generale diventerebbe proprio lo stesso Saccà. Alla commissione di vigilanza Rai, incarico che è normalmente spettato all'opposizione, Berlusconi (anche se non tocca direttamente a lui la nomina) invece vedrebbe bene la deputata diessina Giovanna Melandri, ministro uscente dei Beni Culturali.

Raiuno, Raidue e Raitre

Certo ormai l'addio di Maurizio Beretta (che andrà a dirigere le relazioni esterne della Fiat), il direttore generale di Viale Mazzini, Claudio Cappon, sta cercando un sostituto per la direzione di Raiuno. Alla fine dovrebbe prevalere una soluzione prudente. Potrebbe essere lo stesso Cappon ad assumere momentaneamente la guida della rete, o magari lasciarla ai suoi tre vice (De Luca, Donat Cattin e Sacerdoti). Dopo questa fase di transizione il Polo nominerà il nuovo direttore di Raiuno, che potrebbe essere il direttore del Tg2, Clemente Minum (che, in alternativa, andrebbe a dirigere il Tg1), o quello di Panorama, Carlo Rossella.

A Raidue sembra certa la partenza di Carlo Freccero, dopo il grande appoggio dato alle trasmissioni di Luttazzi e Santoro. A dirigere la rete potrebbe tornare Giovanni Minoli. Mentre il posto di Minum al Tg2 potrebbe essere preso da Mauro Mazza (vicedirettore del Tg1) o da Massimo Magliaro (direttore di Rai International). Due ipotesi per Raitre. Se la rete andasse all'opposizione, la direzione del Tg 3 potrebbe essere affidata a Lucia Annunziata. In caso contrario il più accreditato per la poltrona sarebbe Piero Vigorelli.

Mentana resta al Tg5

Mentana ha deciso, alla fine rimarrà. Al termine dell'edizione serale del Tg5 ha annunciato che la sua decisone, ricordando che due mesi fa a lui e al vicedirettore, Lamberto Sposini, "La 7", nuova emittente del gruppo Seat-Pagine Gialle, aveva proposto di creare il nuovo telegiornale. "Siamo rimasti dove l'offerta economica era molto meno allettante", ha spiegato in diretta Mentana. E in un'inrevista al quotidiano "La Repubblica" ha aggiunto che il suo nuovo contratto con Mediaset prevede il 50% in più, e una clausola di piena indipendenza. Svanita l'ipotesi Mentana, adesso Seat- Tmc punterebbe su Michele Santoro. Ad aspettarlo a "La 7" ci sarebbe Gad Lerner, che ha già firmato e si occuperà di approfondimenti. Infine l'ultimo, inaspettato, rumor. Secondo "Libero", il quotidiano diretto da Vittorio Feltri, si prefigura un cambio alla direzione del Messaggero. A sostituire Paolo Graldi sarebbe Maurizio Belpietro, attuale direttore del Giornale. Ma la voce appare poco fondata. Forse non sarà neppure smentita.

(17 maggio 2001)

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