| La direzione dell'azienda
di Viale Mazzini
Zaccaria è pronto alle dimissioni. Smentendo
le prime voci che ipotizzavano una sua tenace resistenza,
il presidente della Rai, ha annunciato che resterà
al suo posto solo fino a quando i futuri presidenti di Camera
e Senato, seguendo le indicazioni della Casa delle Libertà,
non nomineranno sia il nuovo presidente che il cda. A sostituire
Zaccaria potrebbe essere il forzista Giuliano Urbani. Direttore
generale potrebbe invece restare Claudio Cappon, mentre suo
vice sarebbe Agostino Saccà, ex direttore di Raiuno. Nel caso
in cui si decidesse invece per il cambiamento, direttore generale
diventerebbe proprio lo stesso Saccà. Alla commissione di
vigilanza Rai, incarico che è normalmente spettato all'opposizione,
Berlusconi (anche se non tocca direttamente a lui la nomina)
invece vedrebbe bene la deputata diessina Giovanna Melandri,
ministro uscente dei Beni Culturali.
Raiuno, Raidue e Raitre
Certo ormai l'addio di Maurizio Beretta (che
andrà a dirigere le relazioni esterne della Fiat), il direttore
generale di Viale Mazzini, Claudio Cappon, sta cercando un
sostituto per la direzione di Raiuno. Alla fine dovrebbe prevalere
una soluzione prudente. Potrebbe essere lo stesso Cappon ad
assumere momentaneamente la guida della rete, o magari lasciarla
ai suoi tre vice (De Luca, Donat Cattin e Sacerdoti). Dopo
questa fase di transizione il Polo nominerà il nuovo
direttore di Raiuno, che potrebbe essere il direttore del
Tg2, Clemente Minum (che, in alternativa, andrebbe a dirigere
il Tg1), o quello di Panorama, Carlo Rossella.
A Raidue sembra certa la partenza di Carlo Freccero,
dopo il grande appoggio dato alle trasmissioni di Luttazzi
e Santoro. A dirigere la rete potrebbe tornare Giovanni Minoli.
Mentre il posto di Minum al Tg2 potrebbe essere preso da Mauro
Mazza (vicedirettore del Tg1) o da Massimo Magliaro (direttore
di Rai International). Due ipotesi per Raitre. Se la rete
andasse all'opposizione, la direzione del Tg 3 potrebbe essere
affidata a Lucia Annunziata. In caso contrario il più accreditato
per la poltrona sarebbe Piero Vigorelli.
Mentana resta al Tg5
Mentana ha deciso, alla fine rimarrà.
Al termine dell'edizione serale del Tg5 ha annunciato che
la sua decisone, ricordando che due mesi fa a lui e al vicedirettore,
Lamberto Sposini, "La 7", nuova emittente del gruppo
Seat-Pagine Gialle, aveva proposto di creare il nuovo telegiornale.
"Siamo rimasti dove l'offerta economica era molto meno
allettante", ha spiegato in diretta Mentana. E in un'inrevista
al quotidiano "La Repubblica" ha aggiunto che il
suo nuovo contratto con Mediaset prevede il 50% in più,
e una clausola di piena indipendenza. Svanita l'ipotesi Mentana,
adesso Seat- Tmc punterebbe su Michele Santoro. Ad aspettarlo
a "La 7" ci sarebbe Gad Lerner, che ha già firmato e si occuperà
di approfondimenti. Infine l'ultimo, inaspettato, rumor. Secondo
"Libero", il quotidiano diretto da Vittorio Feltri, si prefigura
un cambio alla direzione del Messaggero. A sostituire Paolo
Graldi sarebbe Maurizio Belpietro, attuale direttore del Giornale.
Ma la voce appare poco fondata. Forse non sarà neppure smentita.
(17 maggio 2001)
[inizio]
[torna alla home page]
|