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E’ Rai Med, il nuovo canale satellitare in chiaro
che permette dal 26 aprile alla Rai di parlare anche in… arabo.
Bilingue, interamente tradotto, Rai Med è “il primo prodotto
occidentale di questo tipo, che raggiungerà presto tutti i
cittadini arabi che vivono nei Paesi bagnati dal Mediterraneo”,
come assicura il coordinatore editoriale del Tg 3, Giancarlo
Licata.“Quello di Rai Med è un progetto innovativo non solo
per il target a cui si rivolge - sottolinea il responsabile
della testata regionale - ma anche perché presuppone il coinvolgimento
di altri settori essenziali dell’informazione Rai, quali Tg3,
RaiSat e Rai News 24, oltre ad avvalersi dell’esperienza della
redazione palermitana di Mediterraneo, una delle trasmissioni
di punta dell’azienda per quanto riguarda il settore cultura”.
Ma qual è la programmazione in questa fase iniziale? “A Palermo
vengono registrati quattro reportage al giorno, in
attesa dei contributi che in futuro arriveranno dalle altre
sedi regionali, e realizziamo anche due settimanali di dodici
minuti, con due servizi di taglio tradizionale e uno con immagini
e musica provenienti da una o l’altra delle sponde mediterranee”.
Tre ore di scambio culturale e approfondimenti, che iniziano
alle 21.00 con la messa in onda della parte informativa in
italiano. Dalle 22.00 alle 22.30 c’è il Tg3 doppiato in arabo,
seguito dalla programmazione di RaiSat. Dalle 23.00 alla mezzanotte
viene riproposta, in arabo, la parte informativa che aveva
aperto la serata in lingua italiana. “Siamo consapevoli del
valore socio-culturale di Rai Med - dichiara il coordinatore
editoriale - che si propone come canale di informazione e
approfondimento, in grado di far emergere l’immagine più nascosta
e autentica dell’Italia e del mondo arabo. Il nostro obiettivo
non è la cronaca, ma tutto ciò che abitualmente non trova
spazio sulla carta stampata, e che invece emerge attraverso
i nuovi media come internet, nelle testate regionali o su
alcune riviste specialistiche”. Uno sforzo considerevole,
sostenuto al momento da una redazione di diciotto componenti,
tra giornalisti e assistenti. “Una struttura snella e funzionale
- afferma convinto Giancarlo Licata - capace di essere punto
di riferimento anche per le televisioni dei Paesi africani.
Aspettiamo a giorni, ad esempio, il primo reportage
della tv algerina”. Basta accendere il televisore per vedere
un Mediterraneo sempre più piccolo e unito.
(3 maggio 2001)
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