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Il presidente del Senato mette in dubbio la legittimità dell'albo professionale

Disordine nell'Ordine

La risposta di Abruzzo, presidente dell'Ordine dei Giornalisti lombardo

di Fabio Rossi

"Le polemiche sul ruolo dell'Ordine dei giornalisti mi sembrano ormai vecchie e superate. La vera esigenza, oggi, è valorizzare realmente questa professione. Non si può assimilare chi, da libero cittadino, esprime legittimamente la propria opinione, ai professionisti che quotidianamente lavorano nel settore dell'informazione, al servizio della gente". Franco Abruzzo, presidente dell'Ordine della Lombardia, replica così alle parole del presidente del Senato Marcello Pera, intervenuto al congresso della Fnsi a Pescara.

Pera, nel suo discorso, aveva attribuito alla stampa le funzioni della descrizione e dell'interpretazione dei fatti, meravigliandosi che "chi le esercita per diletto sia libero e chi invece lo fa per campare debba essere iscritto a un albo".

"Chiedo al nostro Parlamento e alle sue più alte cariche - dice Abruzzo - un po' di coerenza. La riforma delle professioni, con l'istituzione della laurea specialistica in giornalismo, sta colmando il vecchio gap della 'professione senza saperi', che colpiva la nostra categoria, precedentemente non legata a specifici percorsi accademici. Mi sembra strano che, proprio mentre si lega il giornalismo a un preciso iter di studi, si continuino queste discussioni che ci riportano alle problematiche degli anni '50".

Per Franco Abruzzo la funzione degli ordini è quella di organizzare le professioni intellettuali, e di tutelare le norme deontologiche "che solo da noi, nel caso del giornalismo, hanno forza di legge. In Italia - spiega il presidente dell'Ordine della Lombardia - le norme professionali garantiscono l'indipendenza e l'autonomia dei colleghi, che altrimenti sarebbero dei semplici impiegati, tenuti a sottostare sempre e in ogni caso al volere degli editori. Una situazione che non ha riscontri, per esempio, in America, dove l'editore ha il potere di licenziare i giornalisti senza grosse difficoltà. L'Ordine serve proprio a tutelare la libertà dei colleghi, come ha sancito la Corte costituzionale, e non lede in nessun modo il diritto di tutti i cittadini a scrivere su quotidiani e periodici, anche radiotelevisivi e telematici".

Abruzzo ha scritto una lettera al presidente del Senato per spiegare le sue ragioni. "Esaminerò con cura i documenti - ha risposto Pera - e, se troverò convincenti i suoi argomenti, cambierò opionione e lo dirò con franchezza. Altrimenti resterò con il vecchio convincimento. Siamo comunque in perfetta sintonia sul ruolo della stampa nella democrazia e sulla sua difesa da ogni interferenza esterna".

 

(10 dicembre 2001)

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