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Avvolte nelle rispettive bandiere nazionali, quella italiana
e quella spagnola, le salme di Maria Grazia Cutuli e di Julio
Fuentes sono arrivate all'aeroporto di Ciampino. Sul Boeing
707 dell'areonautica militare che ha portato i corpi a Roma
c'erano familiari e collegi dei due giornalisti uccisi in
un'agguato nei dintorni di Kabul. C'erano Mario e Donata,
fratello e sorella della giornalista del Corriere della
Sera e Ferruccio De Bortoli, direttore del quotidiano
di via Solferino. C'erano, Monica, la moglie di Fuentes e
Pedro Ramirez, direttore del Mundo: giornale per il quale
scriveva il reporter spagnolo.
Ad accogliere le salme, in nome del Governo italiano, c'era
a Roma il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni
Letta. Poi di fronte alla palazzina del 31mo stormo si è
svolta una breve cerimonia funebre. Il direttore del Corriere
ha detto che sulla strada tra Jalalabad e Kabul sarà
posta una lapide per ricordare Maria Grazia Cutoli, i tre
colleghi uccisi con lei e tutti i giornalisti morti sul fronte.
De Bortoli ha poi aggiunto che non si hanno ancora elementi
"per collegare quanto ha scritto la giornalista con la
sua morte" e che comunque "la ricostruzione dell'episodio
è ancora difficile". Nuovi elementi potrebbero
comunque arrivare dall'autopsia che si è svolta nel
pomeriggio all'Istituto di medicina legale di Roma.
Il feretro della giornalista arriverà in serata all'aeroporto
Fontanarossa di Catania, la sua città natale e poi
sarà trasportato in via Del Bosco, dove vive la famiglia
Cutuli. Venerdì la salma sarà in Municipio,
dove si sta allestendo una camera ardente. Sabato, in Cattedrale
il vescovo del capoluogo etneo, Luigi Bommarito, celebrerà
il funerale. L'ultimo saluto a Maria Grazia Cutuli, giornalista
del Corriere della Sera morta per raccontare la guerra.
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