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Nasce a Palermo la prima scuola di giornalismo del Meridione

Scuole di giornalismo: adesso tocca al Sud

Il corso di Palermo comincerà in autunno. Ma anche Napoli potrebbe partire il prossimo anno

di Antonio Rossitto

Una scuola nata ufficialmente da pochi giorni, un'altra che aspetta solo il via libera da parte dell'Ordine. E l'anno prossimo, nel Meridione, ci potrebbero essere ben due scuole di giornalismo: una a Palermo, l'altra a Napoli. La scuola siciliana nasce nell'ambito del corso di laurea in Scienze della comunicazione dell'Università di Palermo.

Un'iniziativa promossa dall'Ordine regionale e approvata da quello nazionale. L'annuncio ufficiale c'è stato solo qualche giorno fa e adesso, Bent Parodi di Belsito, presidente dell'Ordine siciliano, annuncia orgoglioso: "Quella di Palermo è la prima scuola di giornalismo all'interno di un'università statale riconosciuta dall'Ordine e la prima da Roma in giù". Anche a Napoli la scuola nascerà come biennio di specializzazione ad indirizzo giornalismo, all'interno del corso di laurea in Scienze della comunicazione dell'istituto universitario privato Suor Orsola di Benincasa. Il presidente dell'Ordine campano, Ermanno Corsi, spera di poter partire già quest'anno. "L'iniziativa è in fase avanzata, ma non sono ancora terminate tutte le procedure e gli adempimenti necessari perché si possa dire ufficialmente che la scuola è nata. L'auspicio è comunque di partire da settembre-ottobre".

Le due scuole saranno le prime in Italia ad utilizzare lo schema del 3+2 imposto dalla recente riforma universitaria. Il biennio di specializzazione in giornalismo, così come nelle altre scuole di giornalismo riconosciute dall'Ordine, sarà sostitutivo del praticantato tradizionale (per la durata di 18 mesi); dopo questo periodo sarà possibile accedere direttamente all'esame nazionale di giornalista professionista.

Palermo: al via il prossimo autunno

Per accedere ai 15 posti messi a disposizione ogni anno è previsto il superamento di una selezione. Dal punto di vista del metodo, oltre alle lezioni teoriche, tenute da giornalisti e docenti universitari, saranno previsti dei periodi di tirocinio. "Contrariamente a quanto accade nelle altre scuole d'Italia - spiega Franco Nicastro, consigliere dell'Ordine siciliano, docente di giornalismo e capo dell'ufficio stampa della Regione - non faremo stages solo nel periodo estivo. Abbiamo una serie di convenzioni con diverse testate giornalistiche che, a rotazione, ospiteranno in pianta stabile i nostri allievi". Il periodo del praticantato sarà diviso in quattro segmenti: due di quattro mesi e due di cinque; così ad esempio "chi farà i primi mesi al Giornale di Sicilia, passerà poi all'Ansa", aggiunge Nicastro.

Ogni giorno gli studenti di Palermo faranno quindi lezioni teoriche e pratica in redazione, oltre che nella testata della facoltà che si chiama "Ateneo Palermitano". "Intanto - aggiunge Bent Parodi di Belsito, presidente dell'Ordine siciliano - grazie a una convenzione con il Rettore, l'Ordine ha concesso il praticantato anche ai primi 3 o 4 studenti che si laureeranno quest'anno con il vecchio sistema". Un'iniziativa, quella della scuola di Palermo, che ha per Bent Parodi anche "una valenza politica, visto che aiuteremo questi ragazzi a restare in Sicilia". Con l'obiettivo, di formare le nuove leve del giornalismo isolano.

Napoli: in attesa di riconoscimento

La scuola nascerà sullo stesso schema di quella di Palermo. "Cercheremo di seguire il loro esempio - spiega il presidente dell'Ordine campano, Ermanno Corsi - facendo girare i nostri allievi nelle redazioni napoletane, magari non ogni giorno, ma comunque molto spesso". Si tratta del primo esperimento del genere: le altre scuole prevedono periodi di stages solo per il periodo estivo o, al massimo, durante le vacanze di Natale e Pasqua.

Nel 1990 le scuole di giornalismo nacquero, infatti, come alternativa al praticantato tradizionale, considerato poco utile e formativo. Il punto era: nelle redazioni nessuno (o quasi) è disposto a perder tempo per insegnare il mestiere e il periodo di praticantato si trasforma spesso in autodidattismo. Inoltre favorisce la specializzazione in un settore (chi fa cronaca è difficile che, dopo due mesi, passi agli esteri) e in un mezzo di comunicazione: radio, tv o giornalismo scritto che sia. Per non parlare poi dell'etica. Cosa sia giusto fare e cosa no, un giovane spesso può solamente dedurlo: alcune volte con successo, altre meno. Le scuole di giornalismo vennero costituite tentando di colmare tutte le mancanze del praticantato tradizionale. A Palermo e Napoli, invece, saranno privilegiate le esperienze nelle redazioni esterne rispetto alla teoria e alla pratica insegnate a scuola.

Ma Corsi replica: "All'università gli allievi impareranno il sapere, nelle redazioni esterne e nelle testate di laboratorio il saper fare. Visto che a Napoli c'è la possibilità di frequentare le redazioni esterne non vedo perché non dovremmo farlo. Questo non vuol dire ricalcare il praticantato tradizionale, ma semmai fornire un valore aggiunto. Anzi gli allievi potranno confrontare il lavoro svolto nella testata della scuola con quello dei professionisti". Per questo, a Napoli, è stata creata e registrata una rivista universitaria, una testata-laboratorio appunto, che si chiamerà "Inchiostro". "Individuati - spiega Corsi - alcuni locali dell'istituto Suor Orsola, adesso si sta procedendo all'installazione delle tecnologie necessarie. Le postazioni computer, il salone redazionale, uno studio audiovisivo e i supporti amministrativi".

Iniziata anche la fase realizzativa delle strutture tecniche, adesso l'Istituto aspetta solo il via libera ufficiale. Il rettore, Francesco De Sanctis, si mostra fiducioso: "Abbiamo ricevuto dall'Ordine una lettera in cui ci hanno detto che, per ragioni indipendenti dal contenuto della nostra domanda, non potevano darci una risposta immediata, ma che guardavano all'iniziativa con molto favore. Speriamo comunque di partire l'anno prossimo". Il numero di allievi ammessi ogni anno non dovrebbe essere superiore a quindici, mentre le tasse potrebbero aggirarsi intorno ai 5 milioni annui. Un costo più elevato rispetto a quello di Palermo (dove, per accedere al corso, si pagheranno le normali tasse universitarie), giustificato, sostiene Corsi, "dall'impegno finanziario del Suor Orsola per la realizzazione delle strutture".

(8 maggio 2001)

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