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L'Fnsi chiede che rientrino nel contratto giornalistico nazionale

Online: giornalisti di serie B?

Sciopero di due giorni per scrivere le regole

di
Valentina Furlanetto


Chi deve scrivere le notizie su Internet? La Federazione
Nazionale della Stampa sostiene che debbano farlo i giornalisti (pubblicisti, praticanti e professionisti). La Federazione degli Editori sta invece spingendo perché questi ruoli siano coperti da figure non necessariamente riconosciute dall’Ordine.

La discussione sul nuovo contratto giornalistico è tutta centrata sulla definizione del ruolo e delle competenze dei giornalisti online. La battaglia si preannuncia feroce. Naufragata l’ipotesi di un confronto sereno, la Federazione della Stampa ha proclamato uno sciopero generale di due giorni di tutti i giornalisti, di agenzie, quotidiani, uffici stampa, radio, tv e redazioni online. Sabato e domenica, dunque, i giornali non saranno in edicola e i notiziari tv e gr radio saranno dimezzati. Sul piatto della trattativa molte questioni e il nodo della contesa non è meramente economico come spiega Paolo Serventi Longhi, segretario dell’Fnsi.

"Dovunque si fa informazione ci devono essere dei giornalisti. Deve accadere per le testate, siano esse radio, tv, giornali di carta o online, quello che accade per altre professioni: negli ospedali non possono operare professionalità diverse dagli infermieri e dai medici, negli studi di architettura non potrebbero lavorare architetti non riconosciuti. Lo stesso deve valere per tutti i luoghi dove si fa informazione".

Lo scipero serve a difendere la categoria?

"Tutt’altro. Quando chiediamo che venga esteso anche ai giornalisti online, come anche ai colleghi dei canali tv satellitari e digitali, il contratto nazionale giornalistico è per proteggere casomai il cittadino dal pericolo che chiunque possa scrivere le notizie. Senza avere professionalità, etica, preparazione. E’ fondamentale, nell’interesse primo del cittadino che ha diritto ad avere garanzie di qualità dell’informazione, che chi produce contenuti d’informazione, anche per l’online, sia un professionista. A fianco dei collaboratori devono esserci dei giornalisti riconosciuti. Il problema è che la formazione e le garanzie professionali sembrano non riguardare gli editori".

Le vostre richieste valgono solo per le testate online che dipendono direttamente dai quotidiani, come repubblica.it, o anche per siti di informazione come i portali che contengono notizie, ad esempio, finanziarie, come kataweb o yahoo?

"Noi chiediamo che rientri nel contratto giornalistico qualsiasi persona che lavora in una testata o sito dove si fa informazione. Senza distinzione".

Un altro punto di disaccordo è incentrato sul ruolo dei freelance. Che cosa chiedete?

"Oramai ci sono decine di migliaia di freelance. Quasi sempre però questi colleghi, spesso giovani, lavorano senza alcuna tutela, senza retribuzione certa, in una situazione di totale deregulation, ricattabili e sottoposti a ogni tipo di vessazione da parte degli editori. Chiediamo, anche in questo caso, regole certe".

Fino a che punto siete disposti a contrastare la Federazione degli editori?

"Se dovesse essere necessario arriveremo a proclamare altre 5 giornate di sciopero dopo queste due. Ma chiaramente vorremo evitarlo ed arrivare a una trattativa".

[inizio]

(6 aprile 2000)

   

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Il testo integrale:
L'intervento del segretario dell'Fnsi, Paolo Serventi Longhi

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