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Parla Antonella Marrone, membro del comitato di redazione

L'Unità: un ritorno incerto

"E' necessario prima chiarire le questioni finanziarie"


di
Cristina Colli


Fra qualche ora Alessandro Dalai, l’imprenditore che ha guidato l’operazione per salvare l’Unità, firmerà con i liquidatori il contratto d’acquisto.

Walter Veltroni sabato aveva garantito che i lettori di sinistra, al più tardi a marzo, avrebbero avuto di nuovo il loro giornale. Ma la strada per l’edicola è ancora lunga, anticipa Antonella Marrone, membro del comitato di redazione.

“La firma del nuovo editore è solo il primo passo. Marzo sembra una data molto vicina, considerando tutte le questioni ancora aperte”.

-Dopo la firma, ci saranno i colloqui con il futuro direttore Furio Colombo e con il condirettore Antonio Padellaro per la formazione della redazione?

“Il periodo che precede i colloqui è scandito da una serie di appuntamenti imprescindibili al ministero del Lavoro. E’ necessario chiarire prima le questioni finanziarie. Ad ottobre erano state fissate scadenze e presi impegni nei nostri confronti e niente è stato rispettato. L’accordo prevedeva il pagamento delle spettanze pregresse dei lavoratori, almeno del 50%, entro fine dicembre 2000. Sono partiti i decreti ingiuntivi. Quindi, prima di formare la redazione bisogna risolvere le questioni legali. Dopo la firma di giovedì, ci sarà un incontro al ministero del Lavoro in cui dovranno essere chiarite due questioni: innanzitutto dovremo vedere che tipo di accordo è stato preso tra i liquidatori e Alessandro Dalai. Secondo, dobbiamo chiudere la questione del pagamento delle spettanze, cioè pagare gli arretrati”.

-L’incontro al Ministero avverrà sicuramente dopo la firma d’acquisto?

“Sì, a meno che non si sblocchi il finanziamento pubblico”.

-Poi partiranno i colloqui?

“C’è un altro capitolo aperto: quello dei contenziosi in corso. Tutti i giornalisti dell’Unità dovranno firmare la liberatoria prima di qualsiasi colloquio. E non è detto che tutti siano decisi a firmare”.

-Ammesso che si ottengano tutte le firme, come sarà formata questa redazione?

“Furio Colombo e Antonio Padellaro sceglieranno 44 redattori, tra quelli rimasti dopo la chiusura del giornale (un centinaio), attraverso colloqui e curricula personali già presentati”.

-Quali criteri saranno usati per scegliere i 44 giornalisti?

“Certo un dialogo di cinque minuti non potrà essere risolutivo. Siamo stati costretti ad applicare l’articolo 6 del contratto nazionale per cui il direttore avrà totale libertà di scelta. I parametri potrebbero essere la funzione e l’esperienza professionali di ognuno e le esigenze del giornale”.

-Saranno assunti giornalisti esterni all’Unità?

“Almeno questo no. Il direttore potrà scegliere solo all’interno della vecchia redazione. Poi saranno i singoli a decidere se accettare”.

-Qual è stato il rapporto con la futura direzione in questi mesi di trattative?

“Colombo e Padellaro giustamente sono stati finora in silenzio. Non potevano fare altro”.

-Se tutto andrà bene che tipo di giornale troveremo in edicola?

“Ho visto le prove in ottobre. E’ un giornale di sinistra, a metà strada tra La Repubblica e The Guardian. Molto legato ad Internet, sarà un quotidiano internettizzato”.

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(24 gennaio 2001)

   

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