Non si tratta di schieramenti
politici o di coalizioni di partito. La partecipazione
al referendum sulla procreazione assistita si gioca
tutto sulla liberà di coscienza in base a personali
principi e ideali. Come d'altronde è stato il
voto parlamentare che ha approvato la legge 40/04 meglio
conosciuta come legge sulla procreazione assistita.
Un voto che il 19 febbraio del 2004 ha spaccato il
parlamento in barba alle coalizioni, alla maggioranza
e all’opposizione, approvando la legge con un
voto segreto e trasversale da destra a sinistra.
La spaccatura del parlamento si è riversato nell’opinione
pubblica tanto che si sono raccolte le firme necessarie
e si è istituito un referendum abrogativo. Quattro
quesiti su altrettanti argomenti di questa legge che
fanno discutere e che chiamano in causa, in ultima analisi,
le convinzioni del singolo.
Se da una parte si può dire che esista un forte
“partito” per il “sì”,
non si può altrettanto sostenere per il fronte
del “no”, che praticamente non esiste. Chi
sostiene che questa legge sia si perfettibile ma in
sostanza giusta, si ritrova nel partito del non voto,
dell’astensione.
di Francesco Bardaro Grella
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