Urbino, 18 Marzo 2005
L'importanza della Benelli a Urbino: lavoro, territorio e affari
di Francesco Magnani

“La Benelli trasforma il ferro in oro”. Così si usa dire a Urbino dell’unica grande fabbrica della città. Un’impresa da cui dipendono, coi suoi 225 addetti occupati nello stabilimento centrale e gli oltre cinquecento dell’indotto, circa 700 famiglie. Una realtà produttiva di tutto rispetto, che nel 2003 si è piazzata al 25° posto nella classifica delle industrie marchigiane stilata dalla Fondazione Merloni.
Su questo si fonda l’ammirazione degli urbinati per questo inedito re Mida industriale.
Ma c’è di più. La Benelli gode di una posizione di privilegio nel tessuto produttivo marchigiano per via dell’unicità delle sua lavorazioni. È l’unica fabbrica di armi della regione e questo le ha consentito nel corso degli anni di indirizzare ben il 77% dei suoi prodotti verso l’estero. E così a dispetto della congiuntura economica sfavorevole, la Benelli non ha arrestato il suo boom nemmeno durante la crisi produttiva dei primi anni 2000. Nel 2003 il fatturato ha superato i 73 milioni di euro, con un tasso di crescita rispetto all’anno precedente del 5,5%. A godere dei benefici di questi buoni risultati sono stati, certo, i fondi degli utili, (5 milioni di euro nel 2003), ma in misura indiretta anche i lavoratori.
Il nuovo accordo sul contratto aziendale prevede un aumento di 85 euro mensili in più rispetto al contratto nazionale dei metalmeccanici firmato il 7 maggio 2003.
“Abbiamo uno dei contratti aziendali migliori della provincia”, ha dichiarato con soddisfazione Massimo Tirabasso, delegato sindacale alla Benelli.
Negli ultimi dieci anni i livelli occupazionali – stando a quello che rivelano i dirigenti della Benelli – sono raddoppiati. I lavoratori dello stabilimento urbinate sono in prevalenza uomini, (le donne sono soltanto l’8%), sotto i 40 anni, nella maggioranza dei casi dotati di un buon livello di istruzione.
“La Benelli è l’unica vera fabbrica di Urbino. Adesso che l’Università non è più il traino dell’economia della città, bisogna riflettere bene prima di permettere a questa impresa di abbandonare il nostro territorio”, ha affermato Elio Baffioni, segretario della Fiom di Urbino.


Occupati della Benelli Armi SpA di Urbino
 
2003
2002
2001
2000
1999
Operai
174
164
148
125
114
Impiegati
51
51
51
42
41
Dirigenti
3
2
1
1
1
Assunti
228
217
200
168
156
 
Fatturati della Benelli Armi SpA di Urbino (in milioni di euro)
 
2003
2002
2001
2000
1999
Fatturati
73,6
69,7
77,5
59,7
44,6
 

Quota dell’export nel fatturato

 
2003
2002
2001
2000
1999
Export / Ricavi
76,9%
68,3%
72,6%
82,2%
78,2%
 
Fonte: Fondazione Merloni

 

Il contesto, le polemiche,
i documenti
<
L'importanza della Benelli a Urbino: lavoro, territorio e affari.
(di Francesco Magnani)
Il nuovo deposito della Benelli
(di Alessia Gizzi)
Intervista al Presidente della Benelli Armi SpA, Luigi Moretti
(di Luca Dello Iacovo)
L'interrogazione parlamentare presentata da Marco Lion contro la costruzione del deposito (Verdi)
(di Luca Domenichini)
Il gruppo Beretta: la holding italiana delle armi
(di Salvatore Lussu)
Benelli: storia di un marchio italiano
(di Lorenzo Luzi)
Il commercio delle armi italiane nel mondo e la legislazione vigente
(di Luisida De Ieso)