Urbino, 13 gennaio 2006

UN'EMORRAGIA SENZA FINE

 

Più di un medico africano su dieci lascia il proprio paese – dove è nato, cresciuto e ha studiato – per andare a lavorare nei paesi più ricchi del mondo: una fuga che aggrava una situazione già difficile non solo dal punto di vista sanitario.

I dati - raccolti dal professor Fitzhugh Mullan della George Washington University di Washington e pubblicati il 27 ottobre 2005 sul New England Journal of Medicine – parlano chiaro: il 13,9% dei medici dell’Africa Sub Sahariana (la macroarea del mondo più povera in assoluto) si sposta verso Stati Uniti, Gran Bretagna, Canada o Australia. Da questi dati sono quindi esclusi tutti quelli che vengono a lavorare in Italia, o che vanno in Francia e in altri paesi.

Reddito pro-capite
(a parità di potere d’acquisto)


Paesi ad alto reddito 25674 €
     Unione Monetaria Europea      23079 €
Paesi a medio reddito 5372 €
Paesi a basso reddito 1873 €
   
Europa e Asia Centrale 6930 €
America Latina e Caraibi 6347 €

Medio Oriente e Nord Africa

4773 €
Asia Orientale e Pacifico 4201 €
Asia meridionale 2345 €
Africa Sub -Sahariana 1533 €
   
Media mondiale 7259 €


fonte: Banca Mondiale (www.worldbank.org)

 

Nell’Africa Sub Sahariana sono rimasti poco più di 82 mila medici, sugli oltre 95 mila che lì hanno studiato. In media, questi paesi possono contare su 11 medici ogni 100 mila abitanti, con nette differenze da un paese all’altro: si va dai 29,5 della Namibia e dai 28,9 del Gabon fino all’1,1 del Malawi o all’1,9 del Rwanda.

Ma sono pochi o tanti 11 medici per 100 mila abitanti? Sono pochi: in Italia sono 606, negli Stati Uniti 548. Certo, questi sono tra i paesi economicamente più sviluppati del mondo. Le cifre si abbassano, anche di molto, se si guarda ad altre nazioni: in Moldavia (Europa) sono 269, in Costa Rica (America centrale) 171, in Iran (Medio Oriente) 104.

 

Medici nel mondo: alcuni esempi
(densità su 100 mila abitanti)


In Africa...

Nigeria 26,9
Sudan 15,8
Ghana 9,0
Zambia 6,9
Zimbabwe 5,7
Uganda 4,7
Ethiopia 2,9
Tanzania 2,3
Liberia 2,3

e nel Mondo

Italia 606,5
Stati Uniti 548,9
Moldavia 269,44
Argentina 249,1
Cina 164,25
Albania 138,93
Honduras 83,20
Bangladesh 23,07
Cambogia 15,57

fonte: Organizzazione Mondiale della Sanità (www.who.org)

 

I paesi africani che abbiamo indicato nella tabella precedente non sono stati scelti casualmente. Sono quelli in cui “l’emorragia” di medici è più forte. Nel suo studio, il professor Mullan ha calcolato anche il “fattore d’emigrazione” dei medici africani.

Esclusa la Liberia («Nei paesi con meno di 1000 medici – ha spiegato Mullan – ci sono molte altre variabili non spiegate che possono influire»), è il Ghana ad ottenere il poco invidiabile scettro di maggior paese africano esportatore di medici, con il 30%. E il Ghana ha un numero relativamente alto di medici: in Zimbabwe (dove ci sono 5,7 medici su 100 mila abitanti) l’emigrazione è del 26,5%; dalla Tanzania (2,3 medici su 100 mila abitanti) è “fuggito” quasi un medico su quattro.

L'emigrazione dei medici

 

Paese
Medici emigrati*
Medici rimasti
Fattore d’emigrazione
Liberia
78
55
58,6
Ghana
791
1842
30,0
Zimbabwe
266
736
26,5
Tanzania
270
822
24,7
Zambia
164
647
20,2
Sud Africa
6993
30740
18,5
Etiopia
359
1971
15,4
Uganda
195
1175
14,2
Nigeria
4053
30885
11,6
Sudan
622
4973
11,1

 

fonte: elaborazioni del professor Fitzhugh Mullan

* Medici emigrati verso i paesi considerati nello studio del dottor Mullan (Usa, Gb, Australia e Canada)


In pratica - riassumono il dottor Lincoln Chen, direttore del Global Equity Center di Harvard, e Jo Ivey Boufford, professoressa di politiche sanitarie alla New York University - «il Ghana, con 9 medici per 100 mila abitanti, manda dottori nel Regno Unito, che ha un numero di medici pro-capite 18 volte maggiore. Gli Stati Uniti, con il 5% della popolazione mondiale, impiega l’11% dei medici del mondo, e la sua richiesta sta crescendo».

Il dottor Agyeman Akosa è il direttore generale del servizio sanitario ghanese. «Nel nostro paese – spiega Akosa al New York Times – ci sono almeno 9 ospedali senza neanche un medico, e altri 20 ospedali ne hanno uno solo per servire interi distretti da 100 mila abitanti».

In un rapporto del 2005 di Save the Children, si stima che, con la fuga dei medici, il Ghana abbia perso 35 milioni di dollari di investimenti nella sanità. Investimenti che, da un punto di vista puramente economico, sono stati più che compensati dal risparmio che si è garantito il Regno Unito grazie ai medici ghanesi: 65 milioni di dollari.

«In Uganda - racconta l’ex direttore generale del servizio sanitario Francis Omaswa - almeno la metà dei posti da medico sono vacanti». Il dottor Omaswa ora è consigliere speciale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sulle risorse mediche: “E’ una crisi – ha detto - che l’Africa non può risolvere da sola”.

L’Oms ha messo al primo punto del prossimo rapporto sulla situazione mondiale della sanità l’analisi “delle forze lavoro nel settore medico”: quali sono le cause di questa fuga? Quali le differenze di retribuzione e di prospettive professionali fra un medico di Harare (la capitale dello Zimbabwe) e uno di Glasgow? E soprattutto, che politiche si potranno pianificare per mettere fine a quello che il professor Chen e la professoressa Boufford definiscono “un furto silenzioso” dei paesi sviluppati ai danni di quelli più poveri?

 

(13 gennaio 2006)

 

 

Speciale preparato da: Luca Dello Iacovo, Luca Domenichini, Francesco Magnani, Guido Maurino, Concita Minutola, Marco Ratti, Alessio Sgherza, Laura Troja