Urbino, 8 Aprile 2005
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CHIUSO PER LAVORI IN CORSO. ANZI, PER FERIE

Sul portone d’ingresso un cartello “Chiuso per restauri dal 21 gennaio al 20 febbraio”. Ma i restauri non ci sono mai stati. Chiuso per ferie del custode. E’ ciò che è accaduto alla chiesa di San Giovanni, scrigno prezioso che contiene uno dei cicli d’affreschi più importanti d’Italia.
Gli autori furono i famosi fratelli Salimbeni: Lorenzo e Jacopo. Gli affreschi, datati 1416, rappresentano la Crocifissione di Cristo nella parete di fondo e le Storie di San Giovanni Battista nella parete di destra. Presente in tutti i libri di storia dell’arte, il ciclo pittorico è un’importante testimonianza dell’adesione al Gotico Internazionale da parte dell’ambiente culturale marchigiano.
Urbino sembra essersene dimenticata. Lascia chiuso questo gioiello per un mese dopo il periodo natalizio. Nell’Ufficio Iat c’è solo un volantino. Nel percorso culturale delle guide turistiche è una tappa marginale. I turisti che inciampano nell’oratorio spesso sono avvertiti dai custodi del Palazzo Ducale con un passaparola. Chi decide di fermarsi in città per poche ore a volte neppure sa della sua esistenza.
Ma qual è l’importanza del complesso pittorico e perché è così poco valorizzato?
Lo spiega Vittorio Sgarbi, critico d’arte e presidente dell’Accademia delle Belle Arti di Urbino: “Si tratta di un’opera di primo piano anche se gli artisti che l’hanno fatta si muovono in una fase di crisi del linguaggio. Il Gotico Internazionale rappresenta l’ultimo anelito dell’arte medioevale a ridosso dell’esplosione culturale che avrà l’Umanesimo prima e il Rinascimento poi. Questi affreschi rappresentano un unicum per questa ragione. Sono ricchi di elementi di novità ma risentono ancora dello spirito del secolo precedente”. Perché allora hanno così poca visibilità? “Perché sono soffocati dalla presenza di Raffaello e di altri grandi artisti come Barocci e Bramante prima di lui. Inoltre il Palazzo Ducale e i dipinti della Pinacoteca risucchiano l’attenzione dei turisti a discapito di quest’opera così pregiata.” Di chi è il compito di valorizzarla e cosa si può fare? “Spetta alla Regione Marche. Io mi sono già mosso organizzando, alcuni anni fa, un circuito chiamato «Il Gotico nelle Marche» che parte da San Severino, patria dei fratelli Salimbeni. Per ora solo un turismo sofisticato e di nicchia include questi affreschi tra le opere da visitare ad Urbino. La maggior parte dei turisti si ferma alle tracce lasciate dal Rinascimento”.
Nel frattempo l’unica a occuparsi del mantenimento dell’oratorio è la Confraternita di San Giovanni. Quali sono i problemi della chiesa di San Giovanni e perché è rimasta chiusa per un mese? “ Di problemi ce ne sono tanti - dice il priore della confraternita Walter Fontana - l’unico introito che abbiamo sono i due euro di biglietto che si paga per l’entrata, di cui uno va al custode come stipendio. La sovrintendenza ha restaurato il complesso venticinque anni fa ma poi nessuno ci ha più messo le mani”.
Gli affreschi soffrono l’umidità e il peso del colle degli Ulivi che sostiene anche la Fortezza Albornoz. La parete destra dell’oratorio ha delle crepe e presenta un’inclinazione causata dallo schiacciamento del colle. Il problema è evidente e riguarda tutta la zona. Il Ministero dell’Ambiente ha già proposto uno stanziamento di 1 milione e 700 mila euro per regimentare le acque e risistemare il suolo. Questo progetto però riguarderà l’impianto urbanistico del quartiere e non San Giovanni in modo specifico.
Al momento nessuno sembra muoversi. La soprintendenza alle belle arti di Urbino non parla di restauro. “Ci fu un progetto per il consolidamento dell’edificio - sostiene Agnese Vastano, ispettore di zona e direttore storico dell’arte - fu deciso sui fondi dello scorso terremoto ma non è mai partito.”