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CHIUSO
PER LAVORI IN CORSO. ANZI, PER FERIE
Sul
portone d’ingresso un cartello “Chiuso
per restauri dal 21 gennaio al 20 febbraio”.
Ma i restauri non ci sono mai stati. Chiuso per
ferie del custode. E’ ciò che è
accaduto alla chiesa di San Giovanni, scrigno
prezioso che contiene uno dei cicli d’affreschi
più importanti d’Italia.
Gli autori furono i famosi fratelli Salimbeni:
Lorenzo e Jacopo. Gli affreschi, datati 1416,
rappresentano la Crocifissione di Cristo nella
parete di fondo e le Storie di San Giovanni Battista
nella parete di destra. Presente in tutti i libri
di storia dell’arte, il ciclo pittorico
è un’importante testimonianza dell’adesione
al Gotico Internazionale da parte dell’ambiente
culturale marchigiano.
Urbino sembra essersene dimenticata. Lascia chiuso
questo gioiello per un mese dopo il periodo natalizio.
Nell’Ufficio Iat c’è solo un
volantino. Nel percorso culturale delle guide
turistiche è una tappa marginale. I turisti
che inciampano nell’oratorio spesso sono
avvertiti dai custodi del Palazzo Ducale con un
passaparola. Chi decide di fermarsi in città
per poche ore a volte neppure sa della sua esistenza.
Ma qual è l’importanza del complesso
pittorico e perché è così
poco valorizzato?
Lo spiega Vittorio Sgarbi, critico d’arte
e presidente dell’Accademia delle Belle
Arti di Urbino: “Si tratta di un’opera
di primo piano anche se gli artisti che l’hanno
fatta si muovono in una fase di crisi del linguaggio.
Il Gotico Internazionale rappresenta l’ultimo
anelito dell’arte medioevale a ridosso dell’esplosione
culturale che avrà l’Umanesimo prima
e il Rinascimento poi. Questi affreschi rappresentano
un unicum per questa ragione. Sono ricchi di elementi
di novità ma risentono ancora dello spirito
del secolo precedente”. Perché allora
hanno così poca visibilità? “Perché
sono soffocati dalla presenza di Raffaello e di
altri grandi artisti come Barocci e Bramante prima
di lui. Inoltre il Palazzo Ducale e i dipinti
della Pinacoteca risucchiano l’attenzione
dei turisti a discapito di quest’opera così
pregiata.” Di chi è il compito di
valorizzarla e cosa si può fare? “Spetta
alla Regione Marche. Io mi sono già mosso
organizzando, alcuni anni fa, un circuito chiamato
«Il Gotico nelle Marche» che parte
da San Severino, patria dei fratelli Salimbeni.
Per ora solo un turismo sofisticato e di nicchia
include questi affreschi tra le opere da visitare
ad Urbino. La maggior parte dei turisti si ferma
alle tracce lasciate dal Rinascimento”.
Nel frattempo l’unica a occuparsi del mantenimento
dell’oratorio è la Confraternita
di San Giovanni. Quali sono i problemi della chiesa
di San Giovanni e perché è rimasta
chiusa per un mese? “ Di problemi ce ne
sono tanti - dice il priore della confraternita
Walter Fontana - l’unico introito che abbiamo
sono i due euro di biglietto che si paga per l’entrata,
di cui uno va al custode come stipendio. La sovrintendenza
ha restaurato il complesso venticinque anni fa
ma poi nessuno ci ha più messo le mani”.
Gli affreschi soffrono l’umidità
e il peso del colle degli Ulivi che sostiene anche
la Fortezza Albornoz. La parete destra dell’oratorio
ha delle crepe e presenta un’inclinazione
causata dallo schiacciamento del colle. Il problema
è evidente e riguarda tutta la zona. Il
Ministero dell’Ambiente ha già proposto
uno stanziamento di 1 milione e 700 mila euro
per regimentare le acque e risistemare il suolo.
Questo progetto però riguarderà
l’impianto urbanistico del quartiere e non
San Giovanni in modo specifico.
Al momento nessuno sembra muoversi. La soprintendenza
alle belle arti di Urbino non parla di restauro.
“Ci fu un progetto per il consolidamento
dell’edificio - sostiene Agnese Vastano,
ispettore di zona e direttore storico dell’arte
- fu deciso sui fondi dello scorso terremoto ma
non è mai partito.”
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