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Otto ore di lavoro,
otto di svago
e otto di riposo
di Maurizio Molinari
Questi gli obiettivi con cui, 150
anni fa, è nata la prima manifestazione del 1 maggio, che
resiste all’usura del tempo e che ancora oggi viene celebrato
in tutto il mondo.
Il movimento operaio e i sindacati, a
metà del XIX secolo, avevano cercato una giornata in cui
far confluire insieme tutte le lotte per i diritti dei lavoratori
e per rivendicare condizioni di vita più degne e umane. La
divisione della giornata in tre blocchi da otto ore era stata teorizzata
in Australia, nel 1855, ed era entrata a far parte dell’ordine
del giorno del Congresso di Ginevra della prima Internazionale,
nel settembre 1866.
E proprio per l’entrata in vigore di una legge riguardante
le otto ore lavorative si ebbe, nell’Illinois, la prima manifestazione
del primo maggio: oltre diecimila operai di Chicago, nel 1867, sfilarono
per la settimana di quaranta ore. Ma i diritti rimanevano scritti
solo sulla carta così i lavoratori dell’Illinois, nel
1884, stabilirono il 1 maggio 1886 come limite massimo per l’effettiva
applicazione della legge. Il 1 Maggio di quell’anno 400.000
operai scioperarono in 12.000 fabbriche degli Stati Uniti, 80.000
solo a Chicago. Nei giorni successivi continuarono scioperi e manifestazioni:
la polizia sparò in più occasioni sui manifestanti,
provocando decine di morti e feriti. Il 4 maggio, per una bomba
esplosa durante un comizio che le forze dell’ordine stavano
per interrompere, furono condannati a morte otto anarchici, senza
alcuna prova della loro colpevolezza. Quattro furono impiccati in
carcere, uno fu trovato morto in cella, a tre la pena fu commutata
in ergastolo (successivamente furono graziati).
Proprio in onore dei martiri di Chicago, nel 1890, la seconda Internazionale
celebrò la prima giornata internazionale dei lavoratori:
in tutto il mondo vennero organizzate manifestazioni per rivendicare
le otto ore e per ricordare i compagni morti.
Nel 1891 la giornata internazionale dei lavoratori divenne permanente.
Più di cento anni dopo molto è cambiato: non sono
in tanti a ricordare i martiri di Chicago o a sapere da dove viene
la festa del primo maggio. Ma quali sono stati i mutamenti nella
concezione del lavoro? Quali i diritti acquisiti e quelli che si
rivendicano ancora?
Abbiamo cercato di analizzare alcuni aspetti del problema dal nostro
piccolo osservatorio, quello di Urbino.
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