| Sotto
il balcone del Duca
di Valerio Mingarelli
e Emiliano Pozzoni
“Noi partecipiamo da sette anni”, raccontano
Manuel e Alejandro, appena scesi dalla Bugatti
del 1926. Sono sette anni che partono dall’Argentina,
con la loro macchina trasportata via nave, per partecipare
all’appuntamento annuale con la tradizionale corsa.
Dopo un panino e una lattina di coca cola comincia la
sfilata dei gioielli d’epoca attraverso le vie
della città ducale.
Sfrecciano una dopo l’altra, sulla salita che
porta in Piazza della Repubblica. Le transenne trasformano
Urbino in un piccolo autodromo e i tifosi improvvisati
lungo il percorso si fanno sentire e agitano le bandiere
distribuite dall’organizzazione.
In Piazza del Rinascimento le auto
si fermano per la punzonatura: un timbro di rito tra
un colpo di clacson e un sorriso ai bambini che osservano.
Poi la carovana esce dalle mura, imbocca il tratto sud
della Bocca Trabaria, si lascia alle spalle il profilo
del Palazzo Ducale e si dirige veloce verso Roma. L’arrivo
è previsto alle ore 21.30, e verrà completato
da un nuovo buffet e da un’altra sfilata. Senza
far troppo tardi: il giorno dopo alle 6.30 si apre l’ultima
tappa che riporterà i concorrenti a Brescia.
C’è un’organizzazione molto capillare
alla base dell’ottantesima Mille Miglia. Nei tre
giorni di corsa sono 150 le persone
fisse che seguono la carovana d’auto d’epoca
che in tre giorni da Brescia raggiungono Roma per poi
concludere sempre nella città lombarda. Gli enti
organizzatori sono due: l’Automobile club Brescia
e l’agenzia Marva Srl. C’è poi un
comitato organizzatore, presieduto da Giuseppe
Lucchini. Questo staff è addetto alla
logistica, all’assistenza tecnica e meccanica,
al rilevamento dei tempi e al controllo del rispetto
del regolamento, che in questa manifestazione è
davvero ferreo. Ogni sosta per il rifornimento o per
la punzonatura vede gli uomini dell’organizzazione
agire con grande tempestività e competenza.
(continua)
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