la Mille Miglia a Urbino
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Il fascino della Grande Corsa
di Maurizio Molinari

“Prima della guerra, la Grande Corsa, ogni anno, passava da lì. Alcuni concorrenti si fermavano a mangiare qualcosa, e molti facevano rifornimento o piccole riparazioni. C'era sempre un
sacco di gente a spiare le macchine e i piloti. Molti erano diventati amici. Dopo la guerra, però, si decise che la Grande Corsa avrebbe evitato i paesi, quando era possibile, per ragioni di sicurezza. Così adesso il tracciato deviava in una strada secondaria, un chilometro prima della locanda, e girava intorno all'abitato.
Alla locanda c'erano rimasti male. Ma la Grande Corsa l'avevano ormai nel sangue, e così le cose non erano poi molto cambiate. In quei giorni non si chiudeva mai, e se volevi sapere
come andava la gara lì sapevano tutto. C'erano perfino dei piloti che allungavano di quel chilometro per andare a salutare. O per berne uno.
La Grande Corsa era una faccenda massacrante che i più veloci sbrigavano in dodici, tredici ore. Ma al via poteva andarci chiunque. Alcuni finivano per metterci anche due giorni.
Erano milleseicento chilometri, senza fermate. Un paio di controlli e via. Centinaia di macchine, una dopo l'altra, su e giù per le strade d'Italia. La gente ci andava matta. Si fermava ogni cosa,
dove passava la Grande Corsa, e le automobili si prendevano gli occhi e il cuore di tutti. Spesso ci scappava il morto. Un pilota, alle volte, ma più spesso era gente accorsa sul bordo della strada, per vedere. Gente normale. Ma nessuno era normale, in quelle ore”.
Ecco cos’era la Mille Miglia, ecco come l’ha descritta Alessandro Baricco nel romanzo “Questa storia”, un’omaggio all’epopea dell’automobile. Ed ecco il fascino terribile di una corsa che quest’anno compie ottant’anni e che, dal 1982 – dopo un lungo silenzio - ha ricominciato a far rombare i motori in tutta l’Italia centrosettentrionale, da Brescia a Roma e ritorno.
È a questa gara unica al mondo che il regista tedesco Philip Selkirk ha dedicato quest’anno un documentario di 90 minuti: “Mille miglia: lo spirito di una leggenda”.

(continua)