Il vincitore dell'ultima edizione di Amici
MEDIASET: AMICI DEI REALITY

“Amici di Maria De Filippi”. Mai un titolo è stato così tragicamente in contrasto con i sentimenti che si provano assistendo al reality di punta di Mediaset. A rilevarlo sono soprattutto mass-mediologi e critici televisivi: “Maria De Filippi non è brava. E’ furba”, ha tuonato Aldo Grasso. E, ancora, c’è chi sostiene: “Finché i concorrenti del talent show continueranno a rimbeccarsi, gli ascolti saliranno alle stelle a scapito della qualità del prodotto”.

di Filippo Brunamonti

Per qualità si fa riferimento al concetto espresso dal ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni: “I reality non sono educativi per i nostri ragazzi – ha dichiarato il ministro - la tv generalista e pubblica deve cambiare l’impostazione della teoria del bollino, per passare a un Auditel di qualità per i nostri giovani”. Per tutti quelli che si sentono “agnostici” verso la Tv ma credono fermamente nell’esperienza "reality", la proposta del Presidente del Consiglio d'Amministrazione Rai, Claudio Petruccioli, rappresenterebbe una “Riforma Culturale”. L’eliminazione dei reality dal palinsesto già a partire dal prossimo autunno è comunque un provvedimento dalle ragioni evidenti: in Rai il genere ha collezionato un flop dopo l’altro, a Mediaset va alla grande con pupe e secchioni e amici di amici ma non bastano per fidelizzare un target sempre più sfuggente e meno interessato a una forma così artificiosa di intrattenimento. Anche i reality di Mediaset infatti sono stati “vittime di una proliferazione esagerata e di un acuto, paradossale, senso d'irrealtà” (come scrive Alessandra Comazzi della Stampa), tra l'annaspare del Grande Fratello e l'avvio faticoso di Uno, due, tre… stalla!.

L’unico format che tiene duro è proprio Amici che, giunto alla sesta edizione, nella serata finale di domenica 11 marzo, oltre a raccogliere davanti al teleschermo 6 milioni 684 mila spettatori con il 38% di share, è riuscito a stabilire un record nella categoria “reality”. Alle ore 1.27 lo share ha raggiunto il picco del 76,1% superando il record d’ascolti registrato nella finale del Grande Fratello-prima edizione.
Si chiude un sipario, se ne apre un altro: Uomini e donne, firmato sempre De Filippi, è a tutti gli effetti un reality (ed è il programma più visto, dalle 14.45 alle 16.10, da un pubblico di età compresa tra i 14 e 55 anni), di cui Piersilvio Berlusconi vanta i dati di ascolto con un perentorio: “Perché dovrei chiuderlo? Va benissimo, non ha rivali. Fa sognare.”

Nonostante alcuni picchi di audience, lo scivolone di Mediaset sul versante realityè iniziato da settembre. A inizio stagione la Endemol ha ripescato format stranieri pensando di incoraggiare la produzione di show cult. Ma, a solo una settimana dal via del suo Reality Circus, Barbara D’Urso era già pronta a disfare il tendone, scoraggiata dallo share, bassissimo, e dal giudizio del pubblico, piuttosto tiepido. E l’ultimo arrivato? Vedremo se Uno, due, tre… stalla!, nella nuova collocazione del mercoledì, più agibile dato che si scontrerà con le partite di calcio quindi con un target differente da quello del prossimo “avversario” Rai, La Sposa Perfetta, saprà recuperare o se verrà troncato anzitempo come accaduto per Reality Circus. Anche se, visti gli scarsi risultati d’ascolto (mercoledì 28 marzo il programma prodotto da Endemol è arrivato solo al 17,6%) si è già arrivati a una rottura. Simona Ercolani, insieme alla società Greed, ha lasciato l’incarico di capoprogetto. Quello che andrà in onda da ora in poi sarà un format rivoluzionato anche grazie ad alcuni consigli, in via amichevole, di Maria De Filippi.

Attraverso l’offerta Mediaset Premium, per il prezzo di un caffè al giorno, è già disponibile inoltre una scatola collegata a internet che permette ai fruitori di raccogliere i filmati più significativi che riguardano i concorrenti del reality di turno e una forma di interattività spinta fino alla “nomination”. Le funzioni di interattività della TV Digitale Terrestre consentono un vero e proprio dialogo fra il box interattivo e un Centro Servizi.
In azienda nessuno si sbottona sul futuro dei reality. Gli show costano poco e frazionano il pubblico molto meglio di quanto avvenisse dieci, venti anni fa. Per questo costituiscono uno strumento formidabile di marketing.
Sul sito internet di Medaiset il programma La Corrida è classificato come reality show. E questo, per qualcuno, è già un buon segnale.