Il nuovo mo(n)do del giornalismo

"Sono un blogger degli Stati Uniti; sono uno dei primi ma non il primo. Ho un blog di sinistra vicino ai democratici. L’ho chiamato AmericaBlog. Ho iniziato quattro anni fa..."

In giro per l’Europa a parlare di blog. Ha incontrato giornalisti, scrittori, politici e studenti. E a tutti ha raccontato la sua storia di successo: AmericaBlog. Lui si chiama John Aravosis e all’Istituto per la formazione al giornalismo di Urbino ha portato l’esperienza di un alternativo modo di fare informazione: un mondo in cui non servono né qualifiche né tesserini. Per informare si parte dalla rete. Cancellati con un colpo di spugna: editori, fruitori, agenti pubblicitari. E, ovviamente, giornalisti. Un mondo che può vantare il suo pubblico di lettori, il suo introito pubblicitario, i suoi scoop.

Il blogger ha spiegato ai praticanti come in soli quattro anni il suo sito sia diventato uno dei più cliccati negli States. Una vera e propria fonte di informazione per appassionati di politica, semplici cittadini e giornalisti. Di parte, certo. E che c’è di male? Anche la Cnn lo consulta quotidianamente.
Ma lui non vuole sentirsi chiamare giornalista. Preferisce dire di essere un "activist", ovvero un organizzatore di contenuti che gli utenti gli segnalano in rete. Un metodo che gli è valso alcuni importanti scoop.

Un po' di storia
2005, Chicago. Un lettore segnala a J.A. un sito internet che mette in vendita dati personali, persino i tabulati con il traffico telefonico dei cellulari provati. Di chiunque! Con un semplice clic si potevano acquistare numeri di telefono, contatti e profili. Aravosis è andato fino in fondo ed è giunto a ottenere informazioni riservate sul traffico telefonico privato del cellulare di James Clark, generalissimo della NATO. John Aravosis ha pubblicato - dopo un’opportuna schermatura - quei dati, ed è scoppiato un caso nazionale.

Un esempio di come, a partire da una segnalazione di un lettore, si possano trovare e poi portare alla luce fatti di interesse collettivo.


Il dibattito (in estrema sintesi)

"Come si finanzia?"
Oltre il 65% degli introiti del mio blog , ha risposto, viene dalla raccolta pubblicitaria. La faccio io stesso, ha precisato. E poi fra i denti ha confessato: "È sempre difficile unire il ruolo di editore, produttore e ‘advertiser’"

Che la rete possa essere una fonte di ricchezza, lo prova il fatto che si possa fare un’intera campagna di raccolta fondi a favore di politici in corsa per le presidenziali. Aravosis, che vive con i guadagni del suo blog, ha illustrato il funzionamento di "ActBlu". Con un sistema di pagamento elettronico alternativo al paypal, che permette transazioni finanziarie in rete senza la trattenuta di un "fee", sono stati raccolti oltre 42.000.000 di dollari. Basta un clic sul nome del candidato per finanziare la campagna elettorale.

Ma poi ha iniziato lui a fare le domande. A incuriosirlo l’esistenza, in Italia, dell’Ordine dei giornalisti. È stato difficile spiegare che serve un tesserino per poter avere accesso alla professione. Un concetto che non riesce ad afferrare, perché per lui non c’è differenza: chiunque può fare informazione. Certo, per tenere vivo il suo blog, la credibilità è tutto: se l’attendibilità e l’onestà significano investimenti pubblicitari è da questi caratteri che dipende il successo di un’impresa come AmericaBlog.com

(4 Aprile 2008)

Chi è John Aravosis
 
LINK
americablog.com
politicstv.com
actblu.com
stopDrLaura.com
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Ifg Urbino