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(speciale
coordinato da Roberta Di Matteo)
Terzo meeting internazionale delle politiche giovanili
Urbino capitale della gioventù che pensa e si
confronta
di
Silvia Paterlini
Quattro
giorni per parlare di partecipazione. Oltre duecentocinquanta
ragazzi tra i 16 e i 27 anni si sono dati appuntamento
a Urbino per il terzo meeting internazionale dei giovani
(9, 10, 11 e 12 maggio). «Ci formiamo, ci informiamo,
ci impegniamo, ci esponiamo, incidiamo»: questo
lo slogan dell’iniziativa che ha portato nella
città ducale giovani da tutta Italia e non solo.
Discutere, proporre, far sentire la
propria voce ma soprattutto mettere, per una volta,
almeno, le istituzioni dall’altra parte.
I risultati di tutte le iniziative del meeting
(workshop, laboratori e incontri) saranno infatti sintetizzati
in un documento da presentare prima alla Provincia e
poi, si augurano i promotori, al ministero delle Politiche
giovanili con l’augurio che le proposte e le suggestioni,
ma anche le critiche, emerse in quattro giorni di confronti,
possano poi tradursi in politiche concrete. Loro, i
giovani, sembrano crederci davvero. E alla domanda se
eventi di questo tipo siano davvero utili, ovvero se
non corrano il rischio di fermarsi alla chiacchiera,
rispondono più o meno unanimi un secco «no».
Anche per confermare la vocazione il più possibile
«concreta» del summit, hanno preso parte
ai lavori rappresentati delle istituzioni che hanno
ascoltato ma anche discusso con i ragazzi. Entusiasmo
e partecipazione: obiettivo raggiunto. Una conferma
del fatto che eventi di questo tipo possono sembrare
un po’ fumosi e poco concreti, lontani dagli interessi
dai giovani, spesso considerati in modo pregiudiziale
«indifferenti» al dialogo. Il meeting di
Urbino ha confermato che, il dialogo c’è,
se cercato. Che di partecipazione c’è effettivo
bisogno. Organizzato dal consiglio dei giovani eletti
della Provincia di Pesaro Urbino con il patronato del
presidente della Repubblica e il patrocinio del ministero
per le Politiche giovanili, il meeting ha potuto contare
sulla partecipazione di diverse delegazioni di ragazzi
provenienti dai Paesi più diversi: Francia, Inghilterra,
Spagna, Perù, Romania, Canada, Scozia, Svezia,
Austria, Estonia... Quattro giorni in cui i giovani
hanno potuto confrontarsi scegliendo se frequentare
workshop, forum di discussione o laboratori d’arte,
muovendosi in città alla scoperta di punti desk
informativi, mostre d’arte, convegni. Ogni giorno,
alcuni gruppi di giovani impegnati in diverse attività
o associazioni, o a loro volta membri di un consiglio
dei giovani eletti, hanno raccontato le loro esperienze
nei cosiddetti «incontri in plenari». Una
delle tante forme del meeting. Oltre agli incontri in
plenaria, attivi workshop, laboratori d’arte,
desk informativi e project market. Un programma denso
che non ha scoraggiato i ragazzi arrivati in città
per «incontrare altre persone - racconta Antonio
Ventura - confrontarmi, avere stimoli utili da portare
nella mia città». La maratona si è
aperta mercoledì 9 maggio con un incontro in
seduta plenaria dedicata a «I giovani: nuovi protagonisti
della politica europea» preceduto dall’intervento
del presidente della Provincia di Pesaro Urbino Palmiro
Ucchielli. Alle 18, Ilvo Diamanti ha tenuto una lezione
sui fini del meeting. Giovedì 10, ancora un incontro
in plenaria in apertura dedicato a «Le testimonianze
dirette dei giovani e poi via ai workshop. I ragazzi
sono stati divisi in tre gruppi: «Cittadinanza
e politica», «Cittadinanza e società»,
«Cittadinanza ed espressione di sé».
Ogni workshop si è concluso con una relazione
finale. Attivi anche laboratori creativi su cinema d’animazione,
grafica editoriale, tecniche incisorie, musica e video.
Tra le attività collaterali, infine, i «desk
informativi», con esperti a disposizione per parlare
di Erasmus, imprenditoria giovanile, associazionismo,
lavoro all’estero. Sabato 12, seduta finale con
presentazione dei risultati del meeting affidati al
professor Alessandro Cavalli e al presidente della Provincia
Ucchielli.
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