Braccio di ferro sul rinnovo del contratto

di Elisa Anzolin

Con i sindacati che definiscono “irricevibile” la proposta degli industriali e gli imprenditori che ritengono “un passo dietro” il documento presentato da Fim, Fiom e Uilm, si fa più difficile la trattativa per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici scaduto lo scorso 7 maggio. Ma si continua a trattare.

Dopo lo sciopero di venerdì 11 gennaio a sostegno della vertenza indetto dai sindacati e che, secondo la Fiom, ha raccolto l’80% di adesioni nelle fabbriche, sabato Federmeccanica (la federazione sindacale dell’industria metalmeccanica) e Assistal (l’associazione dei costruttori di impianti) avevano presentato la loro proposta. Fim, Fiom e Uilm l’avevano però bocciata.Ieri sono stati invece i sindacati a illustrare la propria controproposta, seguita dal rifiuto di Federmeccanica. “Il tempo a disposizione non è moltissimo - ha detto il direttore generale di Federmeccanica, Roberto Santarelli - ma sufficiente per fare un accordo se c'è la volontà di farlo”.

L’obiettivo dei sindacati confederali è raggiungere un accordo entro domani, giorno previsto per il consiglio direttivo di Federmeccanica. Ma la strada è tutta in salita. Il nodo principale è l’aumento salariale. Per i dipendenti di quinto livello, ovvero quelli più specializzati, gli imprenditori propongono 100 euro lordi, più 5 per quei lavoratori che non hanno la contrattazione aziendale, mentre i sindacati ne chiedono 117 più 30.

Il secondo motivo di scontro è il potenziamento delle progressioni di carriera tra gli operai. I sindacati rivendicano l’introduzione di una quinta categoria super, che avvicinerebbe il trattamento degli operai più qualificati a quello degli impiegati, e anche di una terza categoria super per gli addetti alle linee. Federmeccanica, invece, si dice propensa ad accettare solo la prima.

Un terzo elemento di contrasto è il mercato del lavoro. I sindacati chiedono che vengano assunti a tempo indeterminato coloro che, nell’arco di cinque anni, hanno lavorato a tempo determinato 36 mesi o 42 mesi, nel caso si trattasse in parte di lavoro interinale, e pretendono che nelle aziende sia fissato una percentuale massima di dipendenti assunti a tempo determinato. Gli imprenditori, dopo aver rifiutato una prima proposta del sindacato, a queste nuove richieste risponderanno oggi.

Infine, si tratta sui permessi retribuiti e sugli straordinari. Gli industriali chiedono che le aziende possano ridurre, in caso di necessità, il numero dei permessi retribuiti (fino a due giornate lavorative) e chiedono di aumentare da 32 a 56 ore lo straordinario obbligatorio. Richieste difficili da accettare per Fiom, Fim e Uilm.

Mentre la contrattazione prosegue, oggi in alcune fabbriche si sono verificati degli scioperi spontanei. In gioco,infatti, non c’è solo il rinnovo contrattuale, ma l’acquisizione di maggiori diritti e visibilità da parte di una categoria fortemente colpita dagli incidenti sul lavoro.

 

Guida alla rete:

Fiom nazionale

Fim nazionale

Uilm nazionale

Federmeccanica