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“ Lontano da ogni fede, privo di ogni speranza…porto in me stesso, mio malgrado, e come una carica esplosiva, una domanda: CHE COSA PUÓ FARE IN QUESTO MONDO UN UOMO LUCIDO…PORTANDO IN SÉ UN’ ESIGENZA SENZA RIFERIMENTI? "

“ Mi vedo davanti una specie di fiamma, che sono io stesso, e che mi incendia. ”

 “ Se per esprimere il mio sentimento avessi a disposizione le risorse della musica, ne risulterebbe un bagliore, certo fragile, e nello stesso tempo un’ ampiezza molle e delirante, un moto di gioia così selvaggia ma così abbandonata, che non si potrebbe più dire se muoio o rido. ”

 “ Servendomi di finzioni, drammatizzo l’ essere: ne strazio la solitudine e in questa lacerazione comunico. ”

                                                                                                                         ( Su Nietzsche )

  Goldin Nan, Picnic on the esplanade, Boston, 1973

  “ La mia volontà: ruscello che scorre. Sono a stento un uomo. Armato di denti? sbadiglio. Da maestro, dimostro…? sogno. E scorro, ignorando chi sono, se non che mi inebrio e inebrio. Evidentemente, non posso possedere niente… ” 

È inseguendomi, mutilandomi, sulla via dell’ orrore, della depressione, del rifiuto ( al culmine del disordine, dell’ eccesso ), che la chance, la leggerezza, la totale assenza di peso della chance mi afferra ( basta appesantirsi un istante per perdere la chance ). Non l’ avrei trovata cercandola. Parlandone, già la tradisco: mi sottraggo al tradimento soltanto infischiandomene di tradirmi o di essere tradito. Io sono totalmente, tutta la mia vita e le mie forze sono votate alla chance: che in me è soltanto assenza, inanità…, riso così allegro. ”   

“ Nella misura in cui gli esseri sembrano perfetti, restano isolati, chiusi in se stessi. Ma la ferita dell’ incompiutezza li apre. Attraverso ciò che si può chiamare incompiutezza, nudità animale, ferita, i diversi esseri separati comunicano, prendono vita perdendosi nella comunicazione dall’ uno all’ altro. ” 

“ Evidentemente, nella misura in cui ciò che mi fa paura in questo mondo non è limitato dalla ragione, io devo tremare. Devo tremare nella misura in cui la possibilità del gioco non mi attrae. Nell’ uomo, tuttavia, il gioco che per definizione resta aperto, alla lunga, è condannato a perdere…" 

                                                                                                                  ( Il Colpevole/L’ Alleluia )

Untitled 342, Sherman    

“ E per me, l’ angoscia senza via d’ uscita, il sentimento di complicità, di essere assillato, braccato. Eppure mai più intero! non si può farmi ombra: è il deserto che volevo, il luogo ( la condizione ) necessaria per una morte lucida e interminabile. ” 

Insegno l’ arte di volgere l’ angoscia in delizia, glorificare: tutto il senso di questo libro. L’ asprezza che è in me l ‘ infelicità, è solo la condizione. Ma l’ angoscia che si trasforma in delizia è ancora l’ angoscia: non è la delizia, non la speranza, è l’ angoscia che fa male e forse decompone. Chi non  muore per il fatto di non essere che un uomo, sarà per sempre solo un uomo. ” 

“ Della poesia dirò ora che essa è, credo, il sacrificio in cui le parole sono vittime. Le parole, le utilizziamo, ne facciamo gli strumenti di atti utili. Non avremmo nulla di umano se il linguaggio in noi dovesse essere interamente servile. Non possiamo neppure fare a meno dei rapporti efficaci che le parole introducono tra gli uomini e le cose. Ma le strappiamo a questi rapporti in un delirio. ” 

“ Ho incarnato l’ inafferrabile. Se porto all’ estremo della riflessione l’ essere e il disconoscimento che esso ha di sé, come la distesa stellata, infinita, della notte, MI ADDORMENTO. E l’ IMPOSSIBILE è lì. ( Io LO sono ). Come potrei non essere riconoscente ai filosofi di ogni tempo le cui grida senza fine ( l’ impotenza ) mi dicono: TU SEI L’ IMPOSSIBILE? Come potrei, meglio ancora, non avere un’ adorazione per quelle voci che ripercuotono nei silenzi dell’ infinita distesa il disconoscimento che gli uomini hanno di se stessi e del mondo? Sonno della ragione!...e, come ha detto Goya: IL SONNO DELLA RAGIONE GENERA, MOSTRI. L’ essenziale è l’ aberrazione. Il massimo della comicità…”

                                                                                                         ( L’ Esperienza interiore

Serrano Andres, Piss Christ, 1987   

“ Certo, l’ uomo relativamente sfaccendato – o almeno poco preoccupato delle proprie opere -, di cui parlano l’ etnografia e la storia, non è affatto un uomo perfetto. Ma ci aiuta a misurare ciò che ci manca. ” 

“ L’ ozio, la piramide e l’ alcool hanno sull’ attività produttiva, la fabbrica o il pane il vantaggio di consumare senza contropartita – senza profitto – le risorse che utilizzano: semplicemente ci piacciono, rispondono alla scelta senza necessità che noi ne facciamo.” 

“ Un lusso autentico esige il completo disprezzo delle ricchezze, l’ oscura indifferenza di chi rifiuta il lavoro e fa della sua vita, da una parte, uno splendore infinitamente in rovina, dall’ altra, un silenzioso insulto alle elaborate  menzogne dei ricchi. Al di là di uno sfruttamento militare, di una mistificazione religiosa e di una sottrazione capitalistica, nessuno saprebbe ormai ritrovare il senso della ricchezza, ciò ch’ essa annuncia di esplosivo, di prodigo e di traboccante, se non fosse per lo splendore degli stracci e l’ oscura sfida dell’ indifferenza.”

                                                                                                                ( La parte maledetta

Untitled 250, Sherman   

“La religione, la cui essenza è ricerca dell’ intimità perduta, si concentra sullo sforzo della coscienza chiara che vuol essere totalmente coscienza di sé: ma questo sforzo è vano, poiché la coscienza dell’ intimità è possibile solo al livello in cui la coscienza non è più un’ operazione il cui risultato implichi la durata, ossia al livello in cui la chiarezza, che è l’ effetto dell’ operazione, non è più data. ” 

“ Se ci rappresentiamo l’ universo senza l’ uomo, l’ universo in cui lo sguardo dell’ animale sarebbe il solo ad aprirsi sulle cose, non essendo l’ animale né un uomo né una cosa, possiamo solo suscitare una visione in cui non vediamo nulla, poiché l’ oggetto della visione è uno slittamento che va dalle cose che non hanno senso, se sono sole, al mondo colmo di senso implicato dall’ uomo che conferisce ad ogni cosa il suo. Per questo non possiamo descrivere un simile oggetto in maniera precisa. O piuttosto, la maniera corretta di parlarne può solo essere apertamente poetica, in quanto la poesia non descrive nulla che non scivoli via nell’ inconoscibile.” 

“ Ho potuto dire che il mondo animale è quello dell’ immanenza e dell’ immediatezza: questo mondo, che ci è precluso, lo è nella misura in cui non possiamo discernere in esso il potere di trascendersi.”

                                                                                                                ( Teoria della religione

  Neshat Shirin, Offri gli occhi, 1993

“ É deludente, se devo mettermi a nudo, giocare con le parole, ricorrere alla lentezza delle frasi. Se nessuno mette a nudo quello che dico, togliendogli l’ abito e la forma, io scrivo invano.” 

“ …il greve rito di quella che va di sopra, seguita dall’ uomo che farà l’ amore con lei, diventò allora per me una cerimonia allucinante: i tacchi di Madame Edwarda sulle piastrelle del pavimento, l’ ancheggiare di quel suo lungo corpo osceno, l’ acre odore di donna che gode, già fiutato, di quel corpo bianco…Madame Edwarda andava innanzi a me…fra le nuvole.” 

“ La mia angoscia infine è sovrana assoluta. La mia sovranità morta buttata sul lastrico. Inafferrabile – intorno a lei un silenzio di tomba – rintanata nella attesa di un terribile – eppure la sua tristezza si fa beffe di tutto.”

                                                                                                            ( Madame Edwarda )

 

 

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