Nato il 23 gennaio 1954 a Bologna, Gino Tarozzi ha compiuto i suoi studi universitari con due maestri dell' Alma Mater come principali punti di riferimento: l'epistemologo Alberto Pasquinelli e il fisico matematico Antonio Pignedoli. Influenzato sia dalle istanze neopositivistiche, volte all'eliminazione degli pseudoproblemi metafisici attraverso il ricorso a opportuni criteri di conferma empirica, affermate dal primo, sia dall'esigenza di una revisione o di un completamento in senso realistico e causale dell'interpretazione standard del formalismo quantistico sostenuta dal secondo, orienta fin dall'inizio le sue ricerche sulla filosofia della fisica, concentrandosi da un lato su problemi aperti di fisica teorica nell'ambito della meccanica quantistica ed estendendosi dall'altro a questioni generali di teoria della conoscenza.

 

Già prima della laurea in Filosofia, conseguita nel luglio 1977 discutendo una tesi sui fondamenti della meccanica quantistica, aveva iniziato una proficua collaborazione con Franco Selleri, fisico teorico dell'Università di Bari, con il quale porterà avanti un programma di ricerca che ha affrontato e consentito di vedere sotto nuova luce alcune questioni nodali nel rapporto tra fisica e filosofia, in relazione soprattutto ai paradossi della teoria quantistica e alle interpretazioni non standard del formalismo esistente.

 

Pochi anni più tardi entra in contatto con il filosofo Evandro Agazzi, di cui condivide il rifiuto dell'identificazione neopositivistica tra filosofia della scienza ed epistemologia, e la conseguente convinzione che la prima non può limitarsi alle sole questioni relative alla forma e ai linguaggi delle teorie scientifiche, ma deve affrontare anche temi e problemi inerenti il loro contenuto, vale a dire questioni di filosofia della natura. La prospettiva di Agazzi secondo la quale la filosofia della fisica deve configurarsi come un'indagine sui fondamenti, nel duplice senso di una ricerca dei fondamenti epistemologici delle teorie fisiche e delle loro implicazioni filosofiche, corrispondeva del resto ai presupposti che avevano guidato le sue prime ricerche sui fondamenti della meccanica quantistica. D'altra parte egli ritiene che anche tali questioni filosofiche alla base delle teorie fisiche o da queste implicate vadano affrontate in termini non metafisici, utilizzando proprio quei criteri neopositivistici di senso che, rivelatisi assolutamente inefficaci nel definire le proposizioni scientifiche (come Popper aveva per primo chiaramente sottolineato), appaiono invece perfettamente adeguati per garantire una riformulazione delle proposizioni metafisiche nei termini di principi filosofici dotati di significato empirico. Per quanto riguarda in particolare la questione del realismo, che rigettato come pseudoproblema da Pasquinelli alla luce di un'ingiustificata identificazione tra esiti storici e teoretici dell'empirismo logico, costituiva invece la prospettiva filosofica essenziale delle ricerche fisico-matematiche di Selleri e Pignedoli e delle indagini epistemologiche di Agazzi, egli propone una propria posizione che si discosta sia dal realismo metafisico di Pignedoli e Selleri (che ben presto aderirà al suo punto di vista), sia dal realismo scientifico di Agazzi, e che a differenza delle due posizioni precedenti, ritenute l'una logicamente non difendibile in quanto esposta alle obiezioni neopositivistiche di mancanza di portata conoscitivo e l'altra troppo debole perché incapace di garantire il requisito dell'indipendenza (dalla coscienza), rimane perfettamente coerente con l'istanza antimetafisica più autentica del neopositivismo. Si tratta di una concezione, poi definita come realismo empirico, che costituisce il presupposto filosofico imprescindibile dei suoi studi sui fondamenti della fisica.

 

Nel 1985 partecipa all'organizzazione del congresso internazionale tenutosi a Urbino in occasione del 50-esimo anniversario del paradosso di Einstein Podolsky Rosen (EPR), una delle tematiche che è stata sempre al centro dei suoi interessi, iniziando da quello stesso anno una collaborazione, destinata a proseguire e consolidarsi senza interruzioni, con l'ateneo urbinate, presso il quale è professore ordinario di Logica e filosofia della scienza nella Facoltà di Lettere e Filosofia (1994-). In tale Facoltà, è stato presidente del Corso di laurea in Filosofia nel triennio 1995-98 e direttore dell'Istituto di Filosofia "A. Massolo" (1998-2004), presso il quale ha costituito, a seguito della chiamata, su una seconda cattedra di Filosofia della scienza, di Vincenzo Fano (2000-), con il quale ha in corso da parecchi anni un'intensa e fruttuosa collaborazione scientifica, uno tra i più cospicui gruppi europei di ricerca nell'ambito della filosofia della fisica, di cui fanno parte Alexander Afriat, Mario Alai, Gennaro Auletta e Isabella Tassani.

E' stato coordinatore del Dottorato di ricerca in Antropologia filosofica e fondamenti delle scienze (2001-) e presidente del Corso di laurea specialistico in Teorie della conoscenza, della morale, della comunicazione (2004-2005) della Facoltà di Lettere.

Nel triennio 1996-99 ha presieduto la Società Italiana di Logica e Filosofia delle Scienze (SILFS), di cui è tuttora membro del Consiglio direttivo (1996-).

E' altresì socio corrispondente dell'Accademia Nazionale di Scienze, Lettere e Arti di Modena (1989-), dell'Accademia delle Scienze dell'Istituto di Bologna(1994-), della New York Academy of Sciences (1997-).

E' attualmente preside della Facoltà di Lettere e Filosofia (1995-) e direttore del Centro interuniversitario di ricerca in Filosofia e fondamenti della fisica (2006-) degli atenei di Bologna, Lecce e Urbino, già precedentemente diretto per un quinquennio (1995-2000).

 

 

Le sue ricerche si propongono di portare un contributo all'analisi critica e alla chiarificazione concettuale dei più rilevanti problemi fondazionali della fisica contemporanea e in particolare della teoria dei quanti. Questi controversi problemi, ancora irrisolti a distanza di parecchi decenni da quella che viene generalmente considerata, sulla base dell'interpretazione ortodossa delle scuole di Copenaghen e Göttingen, come la formulazione finale di tale teoria, sono stati oggetto delle sue indagini che si sono confrontate con tre questioni fondamentali: (a) l'interpretazione della funzione d'onda, principale termine teorico del formalismo quantistico, e il conseguente problema del comportamento duale, ondulatorio e corpuscolare, degli oggetti microscopici, che nell'interpretazione ortodossa assume la nota formulazione di Bohr del dilemma onda corpuscolo; (b) le differenti teorie della misurazione avanzate per fornire una trattazione del processo di interazione tra sistema fisico microscopico misurato e apparato macroscopico di misurazione e una giustificazione fisica del postulato quantistico di riduzione della funzione d'onda, con i relativi problemi della descrivibilità formale dello strumento sulla base del formalismo quantistico; (c) il problema dell'incompatibilità, messa in luce dall'argomento di EPR e dal teorema di Bell, tra le prescrizioni empiriche del principio di realtà locale e le previsioni della teoria quantistica, che sembrano ammettere l'esistenza di segnali superluminali la cui efficienza non decresce all'aumentare della distanza e quindi in contrasto non soltanto con i postulati fondamentali della teoria della relatività, ma con la stessa dinamica newtoniana.

 

Nei confronti dei tre precedenti problemi ha elaborato diverse analisi critiche che hanno spesso condotto ad alcune proposte di soluzione, basate su interpretazioni alternative di tipo oggettivistico e causale della teoria esistente. Sulla questione dell'interpretazione della funzione d'onda, ha rifiutato quella meramente probabilistica e corpuscolare di Born, sviluppando alcune idee originariamente dovute a de Broglie e poi riprese da Selleri, che lo hanno portato a discutere una possibilità di superamento del dilemma onda-corpuscolo attraverso una nuova interpretazione realistica della funzione d'onda, corrispondente alla cosiddetta ipotesi delle "onde quantistiche", che implica l'esistenza di un livello più debole di realtà fisica alla quale appartengono oggetti caratterizzabili esclusivamente attraverso proprietà relazionali. A partire da tale proposta ha ideato alcuni esperimenti che consentono di discriminare tra la precedente interpretazione realistica e quella ortodossa. In questi ultimi anni ha ripreso con Gennaro Auletta le idee precedenti ideando un esperimento "cruciale" in cui le proprietà ondulatorie sono associate con gli stati "entangled" e la negazione di realtà fisica all'onda quantistica comporterebbe pertanto la scomparsa delle correlazioni del tipo EPR, gettando così nuova luce sulle relazioni tra dualità onda corpuscolo e teorema di Bell

 

Il suo contributo alle indagini sulla contraddizione di Einstein-Bell si è sviluppato in differenti direzioni: un'estensione del dominio di validità del teorema di Bell, in cui ha messo in evidenza che anche le più note teorie non locali, come la dinamica newtoniana e la teoria a variabili nascoste di de Broglie e Bohm, soddisfano sempre le prescrizioni empiriche della nota diseguaglianza ; l'individuazione di alcune dimostrazioni del paradosso di EPR e del teorema di Bell sulla sola base del principio di realtà locale, senza fare appello all'ipotesi delle variabili nascoste; la critica della dimostrazione probabilistica del teorema di Bell dovuta a Clauser e Horne, basata sulla costruzione di un modello probabilistico locale che non soddisfa l'ipotesi di fattorizzabilità utilizzata da tali autori. Quest'ultimo risultato sembrava aprire la via alla possibilità di una conciliazione tra realismo locale e meccanica quantistica, basata sul solo rifiuto del determinismo, che metteva in discussione la cosiddetta pretesa di universalità del teorema di Bell, come venne sottolineato, tra gli altri, da Karl Popper:

 

F. Selleri e G. Tarozzi hanno trovato un modello che soddisfa la definizione di località di Bell, ma non quella di Clauser e Horne, conosciuta anche come "condizione di fattorizzabilità; sembra che ciò dimostri ancora una volta che Clauser e Horne non hanno dimostrato la pretesa di universalità.

 

In ulteriori lavori, alcuni dei quali in collaborazione con Franco Selleri, ha tuttavia mostrato come sia possibile ottenere una nuova dimostrazione probabilistica del teorema di Bell, nella quale non si faccia ricorso all'ipotesi di fattorizzabilità, evitando così l'ingiustificata identificazione, compiuta da Clauser e Horne e in seguito da numerosi altri autori, tra l'assioma di indipendenza statistica del calcolo delle probabilità, di cui la fattorizzabilità è una possibile formulazione, e la nozione fisica di separabilità. Per fare questo è stato tuttavia necessario introdurre una nuova definizione di realtà fisica che evitasse di introdurre la nozione idealizzata di prevedibilità con certezza, contenuta nell'originario criterio di EPR, generalizzandolo in senso probabilistico, in un primo tempo sostituendo la certezza con un alto grado di probabilità induttiva e, successivamente, assumendo la realtà delle probabilità prevedibili di una data proprietà fisica.

 

Le sue ricerche successive sulla contraddizione di Einstein-Bell sembrano indicare la possibilità di assumere una prospettiva completamente nuova nei confronti dell'attuale dibattito sui fondamenti della microfisica, che considera i controlli sperimentali della diseguaglianza di Bell come una conferma decisiva dell'interpretazione di Copenaghen, cercando di mostrare, in contrasto con tale punto di vista, come il teorema di Bell implichi piuttosto l'esistenza di un diretto conflitto tra i due principi fondamentali della meccanica quantistica. Da un lato, infatti, attraverso un'analisi comparativa di alcune moderne versioni dell'argomento di EPR e delle ipotesi utilizzate negli esperimenti concettuali proposti da Einstein per confutare il principio di indeterminazione, ha dimostrato l'incompatibilità tra il principio di sovrapposizione e le relazioni di Heisenberg tra energia e tempo. Dall'altro ha esteso questo risultato, ottenuto nel caso della meccanica quantistica standard a una sua formulazione più generale, utilizzando a tale scopo un principio probabilistico di realtà fisica. In quest'ultimo contesto il suo argomento ha assunto la seguente formula più debole: a partire dalle tre ipotesi (1) della generale validità del principio di sovrapposizione e del conseguente ricorso ai vettori di stato entangled, (2) del postulato di riduzione della funzione d'onda e (3) della completezza della descrizione quantistica, si perviene a una violazione del principio relativistico di località che implica a sua volta, come mostrato nella ricerca precedente, un conflitto con le relazioni di indeterminazione. Da un simile risultato che assume la forma di un vero e proprio teorema quantistico di Gødel, discende la necessità di abbandonare la tesi della completezza della meccanica quantistica, se si vuole evitare la sua contraddittorietà.

 

Per quanto riguarda il problema quantistico della misurazione si è concentrato prevalentemente sui suoi aspetti epistemologici, con particolare riferimento al problema mente-corpo, alle misurazioni di risultato negativo, alle conseguenze delle teorie macrorealistiche ritenendo che anche la possibilità di una trattazione fisico matematica soddisfacente delle modalità di transizione da uno stato iniziale di sovrapposizione a un ben definito stato finale dopo la misurazione, lascerebbe comunque senza risposta il più grave problema degli stati di sovrapposizione entangled Il suo apporto ai problemi epistemologici e metodologici delle scienze fisiche si è espresso inoltre nell'ambito dello studio del ruolo della strumentazione di misura e sperimentazione nella storia e nella filosofia della scienza e in particolare del rapporto tra strumento di indagine e contesto teorico di cui tale strumento viene impiegato, contribuendo anche alla ricostruzione storico-critica dei fondamenti concettuali della meccanica e dell'elettromagnetismo classici.

 

Queste sue ricerche sui fondamenti della fisica prendono le mosse da una sua personale rielaborazione del criterio di demarcazione tra enunciati filosofici significanti, ma non falsificabili, e pseudo-enunciati metafisici, evidenziando la possibilità di una caratterizzazione degli enunciati filosofici come proposizioni dotate di significato (sulla base dei requisiti logico-empiristici di significanza fattuale) a differenza delle tesi della metafisica speculativa, ma non falsificabili in senso popperiano al pari degli enunciati scientifico-empirici; come ha mostrato nel caso sia dell'ipotesi realistica di Lewis-Carnap, dotata di significato empirico, ma solo incompletamente controllabile, sia del noto principio di realtà fisica di EPR (o delle sue generalizzazioni probabilistiche), il cui significato fattuale è garantito dal suo ruolo di condizione necessaria nella dimostrazione del teorema di Bell, ma che non può essere confutato dai controlli sperimentali di tale diseguaglianza, dato che dall'accettazione di questo principio, che si limita a identificare la prevedibilità con una condizione sufficiente di realtà, dipende l'interpretazione di ogni esperimento. 

 

In questo contesto emergono anche le riformulazioni dotate di significato empirico del principio di causalità e del problema mente-corpo. In relazione al primo caso ha mostrato l'esistenza di ben quattro formulazioni significanti del principio causale (il determinismo di Laplace, la causalità interpretata come legalità sulla base della seconda analogia kantiana dell'esperienza, il principio di uniformità della natura di John Stuart Mill, e la causalità nella sua formulazione humiana di connessione ordinata che esclude la possibilità di un'inversione dell'ordine temporale) che sono in conflitto con i principi fondamentali dell'interpretazione ortodossa della teoria quantistica evidenziando altresì come tale conflitto possa essere risolto facendo ricorso a una diversa interpretazione filosofica, realistica e oggettivistica della teoria esistente. Per quanto riguarda infine il problema mente corpo, lo ha analizzato in relazione all'interpretazione soggettivistica di von Neumann e Wigner del processo di misurazione, dimostrando le conseguenze paradossali della meccanica quantistica ortodossa e la necessità del ricorso a teorie alternative. 

 

 

Pubblicazioni di Gino Tarozzi

 

 

Filosofia teoretica (M-FIL/01)

 

"Realistic Interpretation of Physical Theories", Mem. Acc. Naz. Sci. Lett. Arti Modena XX , 49-61 (1978)

 

"The Principle of Empiricism and Quantum Theory", Epistemologia III , 13-28 (1980)

 

"Realism as a Meaningful Philosophical Hypothesis", Mem. Acc. Sci. Bologna VII , XIII, 89-98 (1980)

 

"On the Relevance of the Realist Assumption in the Proof of Bell's Inequality", Mem. Acc. Naz. Sci. Lett. Arti Modena XXII-XXIII , 81-86 (1980-1981)

 

"Realisme d'Einstein et mècanique quantique: un cas de contradiction entre une théorie physique et un hypothèse philosophique clairement définie", Revue de Synthèse 101-102 , 125-158 (1981)

 

"On the Essential Role of the Realist Hypothesis in All Derivations of E.P.R.-type Paradoxes", Epistemologia IV , 407-422 (1981)

 

"The Theory of Observations, Wigner Paradox and the Mind-Body Problem", Epistemologia IV , 37-52 (1981)

 

"A Probabilistic Generalisation of the Concept of Physical Reality", con F. Selleri, Speculations in Science and Technology 6 , 55-64 (1983)

 

"Physical Reality: from the Metaphysical Notion to its Empirical Definition", in The Concept of Physical Reality , Zacheropoulos, Atene (1983), pp. 197-215

 

"Interprétation realiste et niveaux de contrôlabilité de la theorie quantique", in L'objectivité dans les differentes sciences ,  a cura di E. Agazzi, Editiones Universitaires, Fribourg (1988), pp. 153-163

 

"Science, Metaphysics and Meaningful Philosophical Principles ", Epistemologia, 11 (1988), pp. 97-104 and 229-23

 

"Carnap e il problema del significato delle proposizioni filosofiche ", Mem. Acc. Naz. Sci. Lett. Arti, Modena , VII, VIII, 73-80 (1993)

 

"Il rifiuto della causalità nella filosofia della fisica prequantistica", con G. Filippini, Mem. Acc. Naz. Sci. Lett. Arti, Modena , VII, XI, 97-104 (1993)

 

Il paradosso della realtà fisica. Le interpretazioni dell'argomento di Einstein-Podolsky-Rosen , curatore, Accademia Nazionale di Scienze, Lettere e Arti, Mucchi, Modena (1992)

 

"L'ipotesi macrorealistica di Lewis-Carnap e le descrizioni del mondo fisico", in Atti del convegno L'eredità di Rudolf Carnap , a cura di A. Pasquinelli, CLUEB, Bologna (1995); pp. 263-276

 

"On the Different Forms of Quantum Acausality", in The Foundations of Quantum Mechanics , a cura di C. Garola e A. Rossi, Kluwer, Dordrecht (1995); pp.435-447

 

"Realismo empirico e meccanica quantistica", con V. Fano, in Ancora sul realismo , a cura di G. Giuliani, University of Pavia and Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Pavia (1995); pp. 144-168

 

"Interpretazione realistica e implicazioni acausali dei concetti e dei principi della microfisica", in Fondamenti e Filosofia della Fisica , a cura di V. Fano, Il Pontevecchio, Cesena (1996); pp. 123-144

 

"Quantum Measurements and Macrophysical Reality: Epistemological Implications of a Proposed Paradox", Foundations of Physics 26 , 907-917 (1996)

 

"Ermeneutica e fisica moderna", con V. Fano, Hermeneutica, 277-296 (1997)

 

"La filosofia della scienza come sistema di ricerca", con V.Fano, in Prospettive della logica e della filosofia della scienza Atti del Congresso triennale della Società Italiana di Logica e Filosofia della Scienza, , a cura di V. Fano, M. Stanzione, G. Tarozzi, Rubettino (2001);  pp.323-346

 

"The Role of Conscioussnes in the Interpretation of Quantum Mechanics", con I. Tassani, numero speciale di Teorie e Modelli, pp.45-63 (2001)

 

"Interpretazioni ortodosse e interpretazione realistica della funzione d’onda", in Quanti Copenaghen?, a cura di I. Tassani, Accademia Nazionale di Scienze, Lettere e Arti, Editrice Il Ponte Vecchio, Cesena (2004); pp. 163-168

 

" Stati mentali agenti istantaneamente a grande distanza su stati fisici. Un ulteriore paradosso quantistico per la relazione mente-materia", con A.Afriat, Teorie e Modelli, pp.45-63 (2005)

 

"Realismo fenomenologico e meccanica quantistica", con V. Fano, in Atti del convegno in ricordo di Enzo Melandri, Quaderni dell'Istituto di Filosofia, Urbino, 2005, pp.

"Logica, dialettica e complementarità",  con V. Fano, in Atti del convegno in memoria di Livio Sichirollo, Bibliopolis, Napoli, 2006; pp.

 

Karl Popper Philosopher of Science, curatore con M. Alai, Rubettino, Soveria Mannelli 2006

 

"Principi filosofici e principi della fisica. La riapertura delle controversie metafisiche nel dibattito sui fondamenti della meccanica quantistica" in C. Rubbia, M. Fleischmann, M. Pera, G.Tarozzi , Lezioni in memoria di Giuliano Preparata,  Bibliopolis, Napoli, 2007

 

 

 

 

 

Logica e filosofia della scienza (M-FIL/02)

 

 

"Is Nondistributivity for Microsystems Empirically Founded?, with F. Selleri, Nuovo Cimento 43B , 31-40 (1978)

 

"Extension of the Domain of Validity of Bell's Inequality", with F. Selleri,

Epistemological Letters 21 , 1-21 (1978)

 

"Remarques sur les concepts de localité séparabilité et réalité physique", Proceedings of the 2e Colloque Indeterminisme Quantique et Variables Cachées , Geneva, November (1979)

 

"The Conceptual Development of the E.P.R. Argument", Mem. Acc. Naz. Sci. Lett. Arti Modena XXI , 353-373 (1979)

 

"From Ghost to Real Waves: a Proposed Solution to the Wave-Particle Dilemma", in The Wave-Particle Dualism , a cura di S. Diner, D. Fargue, G. Lochak and F. Selleri, Reidel, Dordrecht (1984), pp. 139-148

 

Open Questions in Quantum Physics , curatore con Alwyn van der Merwe, Reidel, Dordrecht, (1985); ivi "A Unified Experiment for Testing Both the Interpretation and the Reduction Postulate of the Quantum Mechanical Wave Function", pp. 337-390

 

"Teoria e strumento in microfisica", Epistemologia 8 , 83-118 (1985)

 

"Filosofia della Fisica", in La filosofia della scienza in Italia nel '900 , ed. by E. Agazzi, Angeli, Milano (1986), pp. 337-368.

 

"Critica alle interpretazioni del teorema di Bell", in Logica e Filosofia della scienza oggi , a cura di E. Agazzi, M. Mondadori, S. Tugnoli Pattaro CLUEB, Bologna (1986), vol. II, pp. 331-335.

 

The Nature of Quantum Paradoxes. Italian Studies in the Foundations and Philosophy of Modern Physics, curatore con A. van der Merwe, Kluwer, Dordrecht (1988); ivi "The Italian Debate on Quantum Paradoxes", pp. 1-50.

 

"La scienza degli strumenti come problema della misurazione", Giornale di Fisica, XXIX , 239-252. (1988).

 

"Probability and Determinism in Quantum Theory", in Probability in the Sciences, a cura di E. Agazzi, Kluwer, Dordrecht (1988), pp. 237-259.

.

"Antonio Pignedoli e la filosofia della microfisica", Mem. Acc. Naz. Sci. Lett. Arti Modena , VIII , 21-35 (1989-90).

 

I concetti della fisica, curatore con F. Pollini, Accademia Nazionale di Scienze, Lettere e Arti, Mucchi, Modena (1992); ivi "Irreversibilità termodinamica e misurazione quantistica", pp.197-216.

 

"Antonio Pignedoli e l'interpretazione causale della meccanica quantistica ", Centro Studi in Trento dell'Università di Bologna I, 1-39, (1992).

 

Filosofia della microfisica , Accademia Nazionale di Scienze, Lettere e Arti, Mucchi, Modena (1992)

 

Formalismo matematico e realtà fisica . Atti del convegno in ricordo di Antonio Pignedoli, curatore, Accademia Nazionale di Scienze, Lettere e Arti, Mucchi, Modena (1996); ivi "Nuovi paradossi della teoria quantistica", pp.155-177.

 

"Keynes e l'applicazione del calcolo delle probabilità alle scienze", con V. Fano, Mem. Acc. Naz. Sci. Lett. Arti Modena , XII, 149-162 (!996)..

 

"Thomas Kuhn (1922-1996)", con V. Fano, Paradigmi 42 , 463-473 (1996).

 

"I fondamenti epistemologici della meccanica quantistica", in Pensiero scientifico. Fondamenti ed epistemologia , I.R.S.S.A.E. Marche, Ancona (1997); pp. 67-87.

 

Prospettive della logica e della filosofia della scienza , Atti del Congresso triennale della Società Italiana di Logica e Filosofia della Scienza, curatore con V. Fano e  M. Stanzione, Rubettino (2001)

 

"Perspectives on the EPR and the Measurement Problem" in Understanding Physical Knowledge, a cura di R.Lupacchini e V. Fano, CLUEB, Bologna (2002); pp.121-146

 

"Leggi fisiche e leggi logiche. Ricordo di G. Gemignani", Atti Acc. Naz. Sci. Lett. Arti Modena VIII , vol. VI (2003); pp.142-144

 

"Popper and the Criticism to the Heisenberg Principle" in Karl Popper Philosopher of Science, a cura di M. Alai e G. Tarozzi, Rubettino, Soveria Mannelli 2006; pp. 245-276

 

For Franco Selleri on His Seventieth Birthday, guest editor, special series of Foundations of Physics, 34-35, (2004); ivi "On the Reality of Quantum Waves", con G.Auletta, 34, pp. 1675-1694

 

"Pre-measurement  vs. Measurement. A Basic Form of Complementarity",  con G. Auletta, in The Foundations of Quantum Mechanics,  a cura di C. Garola et al., World Scientific, Singapore 2006; pp. 40-47

 

 

Fisica teorica, modelli e metodi matematici (FIS/02)

 

"Nonlocal Theories Satisfying Bell's Inequality", con F. Selleri, Nuovo Cimento 48B , 120-130 (1978)

 

"Is Clauser and Horne's Factorability a Necessary Requirement for a Probabilistic Local Theory?", con F. Selleri, Lett. Nuovo Cimento 29 , 533-536 (1980)

 

"Quantum Mechanics, Reality and Separability", con F. Selleri, Rivista Nuovo Cimento , vol. 4(2), 1-54 (1981)

 

"Local Realism and Bell's Theorem Without the Hidden Variable Hypothesis", Mem. Acc. Sci. Torino 108 , 119-124 (1981)

 

"Two Proposal for Testing Physical Properties of Quantum Waves", Lett. Nuovo Cimento 35(2), 553-559 (1982)

 

"Experimental Tests of the Properties of the Quantum Mechanical Wave-Function", Lett. Nuovo Cimento 42 , 439-442 (1985)

 

"Why Quantum Mechanics is Incompatible with Einstein Locality", con F. Selleri , Physics Letters 119A , 101-104 (1986)

 

Microphysical Reality and Quantum Formalism,curatore con A van der Merwe e F. Selleri, 2 voll., Kluwer , Dordrecht, (1988)

 

Bell's Theorem and the Foundations of Modern Physics , curatore con A. van der Merwe e F. Selleri, World Scientific, Singapore (1992); ivi "Bell's Theorem and the Conflict between the Two Basic Principles of Quantum Mechanics", pp.448-457

 

"On the Implications of Generalised EPR states for the Completeness and Consistency of Quantum Theory" in Proceedings of the Conference The Interpretation of Quantum Theory. Where Do We Stand? , Columbia University, New York, April 1992, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, Roma (1994); pp. 257-264

 

"Nonlocality, Relativity, and Two Further Quantum Paradoxes", in Open Questions in Relativistic Physics, a cura di F. Selleri, Apeiron , Montreal (1998);  pp. 149-160

 

"Wave-like Correlations versus Path Detection: Another Form of Complementarity", with G.Auletta, Foundations of Physics Letters 17, 889-895 (2004)

 

"Pre-measurement  vs. Measurement. A Basic Form of Complementarity",  con G. Auletta, in The Foundations of Quantum Mechanics,  a cura di C. Garola et al., World Scientific, Singapore 2006; pp. 40-47

 

"Can Nothing Cause Nonlocal Quantum Jumps?", con A. Afriat, in Quantum Mechanics. Are There Quantum Jumps?, a cura di A. Bassi et al., American Istitute of Physics, Melville, New York (2006); pp. 3-7

 

 

Storia della scienza e delle tecniche  (M-STO/05)

 

Gli strumenti nella storia e nella filosofia della scienza I , ed. by, Alfa, Bologna, (1983); ivi "Il significato della strumentazione nella storia della scienza", pp.183-201

 

"Due tentativi di falsificazione del principio di Heisenberg: Popper come precursore e continuatore dell'argomento di EPR", in Atti del IV Congresso Nazionale di Storia della Fisica , CLUED (Milan, 1983), pp. 189-196

 

Gli strumenti nella storia e nella filosofia della scienza II , ed. by, Nuova Alfa, Bologna, (1985); ivi pp. 83-118

 

Leopoldo Nobili e la cultura scientifica del suo tempo , ed. by, Nuova Alfa, Bologna (1985); ivi pp. 137-169

 

"Il teorema di Nobili e la natura dell'azione a distanza", Giornale di Fisica, 3-4, 361-373 (1985).

 

La scienza degli strumenti , curatore, Accademia Nazionale di Scienze, Lettere e Arti and Società Italiana di Fisica, Bologna (1989); pp.201-219.

 

Radici, significato, retaggio dell'opera newtoniana , curatore con M. van Vloten, Società Italiana di Fisica, Bologna (1989); ivi pp. 

 

"Onde e corpuscoli: dalla teoria newtoniana degli accessi al principio di complementarità", Giornale di Fisica XXX, 53-61(1989)