Direttore, prof. Francesco Grianti
CURRICULUM
DIDATTICO e SCIENTIFICO
ESTESO
Nato
a Pesaro il 23/10/1938 ha conseguito ivi la maturità classica nel
luglio del 1957 riportando
una votazione media di 7-8/10 presso il Liceo Classico T. Mamiani di
Pesaro. Nell'ottobre
del 1957 si iscrive al Politecnico di Milano per il corso di laurea
in Ingegneria dove era stato
istituito dal 1955, unica università allora in Italia, l'indirizzo
Nucleare a numero chiuso limitato a dieci studenti. Superato a pieni
voti il biennio, comune a tutti gli indirizzi, è entrato nella rosa
dei dieci dell’indirizzo nucleare e conseguirà nel luglio 1963 la
laurea in ingegneria nucleare con voti 96 su 100 con esonero totale
dalle tasse dall’anno 1958 al 1962 e superando 37 prove d’esame
(a). Come
tesi ha affrontato un tema di Elettronica Nucleare sperimentale
realizzando un Discriminatore di Ampiezza a Monocanale sotto la
guida del prof. Emilio Gatti.
a MILANO
dal 1963 al
1964 Nel
settembre del 63 compie un viaggio premio a scopo informativo sulla
produzione di energia nucleare in Svezia, insieme agli altri 9
ingegneri nucleari neolaureati e compagni di corso, e precisamente
nel centro di Agesta, nei pressi di Stoccolma, dove è in funzione
un reattore nucleare ad acqua bollente costruito a 80 metri di
profondità e la cui acqua di condensazione veniva utilizzata per il
riscaldamento, quasi gratuito, di una piccola cittadina (Fensta) .
Questo viaggio, che resterà per noi dieci memorabile, era stato
organizzato ed offerto dal CNEN (Comitato Nazionale per l’Energia
Nucleare) allora sotto la presidenza del prof. Felice Ippolito, e
sarà l’ultimo flash di un sogno che terminerà nell’agosto del
64 con l’arresto del prof. Ippolito e la crisi del CNEN. Dal
settembre del 63 il sottoscritto svolge ricerca sperimentale in
Elettronica nucleare sotto la guida del prof. Gatti presso il CESNEF
(Centro Studi Nucleari Enrico Fermi) del Politecnico di Milano e
sviluppa la parte della sua tesi relativa al circuito di
polarizzazione inversa (R1) che sarà poi adottata dalla ditta LABEN
di Milano nella costruzione degli Analizzatori di Ampiezza
Multicanali. Si occupa anche di simulazione elettronica, con
calcolatori analogici, di reattori nucleari a potenza zero in fase
di criticità e dei sistemi di controllo a servomeccanismi dei
reattori nucleari. Per mantenersi agli studi tiene, dall’ottobre
del 62 fino al settembre del 64, il corso di “Controlli,
Servomeccanismi, Applicazioni e Laboratorio” presso l’Istituto
industriale statale G. Feltrinelli di Milano riportando la qualifica
di VALENTE il primo anno e di OTTIMO il secondo anno (b). Per le sue
competenze nel settore nucleare ed elettronico viene inviato dal
Ministero della Pubblica Istruzione a rappresentare l’Italia in un
Convegno organizzato nel settembre del 64 dall’Euratom, a
Bruxelles, per il
coordinamento a livello europeo dei programmi di insegnamento negli
istituti tecnici.
a
GENOVA e
a FRASCATI dal
1964 al
1976 Nell'ottobre
del 1964 si trasferisce all'Università di Genova come professore
incaricato del corso di “Esperimentazioni di Fisica II “ per il
corso di laurea in Fisica che detiene per gli a.a. 64/65 e 65/66. A
Genova era stato chiamato dal prof. G. Diambrini Palazzi che stava
costituendo il gruppo di ricerca AEb di Fisica delle Alte Energie
dell'Università di Genova per svolgere ricerca
presso l’elettrosincrotrone dei
Laboratori Nazionali di Frascati. Il
gruppo era composto da 5 persone,
compreso il sottoscritto, e poichè le finalità
di ricerca erano indirizzate a esperimenti con tecniche a
contatori, gli fu affidato il compito di costituire
un laboratorio di Elettronica, sia presso l'Istituto di
Fisica della Facoltà di Scienze dell'Università di Genova che
presso i Laboratori Nazionali di Frascati, in grado di realizzare
circuiti allora non disponibili sul mercato. Progetta e realizza
circuiti di elettronica veloce, quali
coincidenze rapide (Tr=10 ns), discriminatori d'ampiezza
rapidi (tempi di salita 1-3 ns) e ad alta linearità differenziale,
gate lineari e convertitori ampiezza-tempo per impulsi con durata
minima di 10 ns (R2 - R4).
Nel
periodo di transizione, dalla fase di costituzione del
nuovo gruppo (1964) alla fase di produzione dei primi
risultati scientifici (1967), ha acquisito ed approfondito le
proprie conoscenze tecniche nel campo della visualizzazione di
particelle cariche con camere a scintilla a gap sottile (0.1-1 cm.)
e a monogap larga (20 cm.) (R5)(R6).
La
prima applicazione delle monogap larga, realizzate dal sottoscritto
a Genova, avvenne nell'esperimento svolto in collaborazione con il
gruppo Monocristalli di Frascati (R7) per la rivelazione della
distribuzione angolare delle coppie di elettroni e positroni
prodotte dal fascio di gamma polarizzati dell'Elettrosincrotrone di
Frascati. Tali misure confermavano le previsioni
teoriche calcolate precedentemente (R8). La
applicazione dei sistemi di rivelazione con camere a scintilla
multigap sottile a range e della elettronica veloce di
discriminazione, coincidenza ed analisi di ampiezza, realizzata
interamente su progettazione individuale nei laboratori di Genova,
avveniva invece nell'esperimento di studio di risonanze barioniche
in fotoproduzione doppia di mesoni pi greca
carichi su idrogeno sotto 1 Gev, effettuato sempre presso
l'elettrosincrotrone di Frascati (R9 - R15). L'attività
scientifica del sottoscritto nel periodo 64-69 è stata apprezzata
dal prof. Diambrini come attestato dalla sua dichiarazione (c)
allegata ai documenti presentati. Dall’anno
66/67, e ininterrottamente fino al
75/76, il
sottoscritto era stato incaricato del corso di “Laboratorio di
Fisica I” sempre per il corso di laurea in Fisica. Per la
conoscenza approfondita delle tecniche utilizzate nella rivelazione
a contatori e camere a scintilla il sottoscritto verrà chiamato ad
insegnare nell’anno 67/68 “Tecniche sperimentali di Fisica
Nucleare” e nel 73/74 “Elettronica”
presso la Scuola di Perfezionamento in Fisica sempre a Genova.
In quest’ultimo periodo di insegnamento scrive un lavoro di
carattere didattico sui circuiti di coincidenza (D1) e sulla logica
combinatoria e sequenziale (D2) e riceve una donazione dalla Texas
Instruments americana di una serie di nuovi circuiti integrati non
in commercio per una somma equivalente di circa 20.000 dollari
(allora una semplice decade di conteggio come il SN7490 costava
circa lire 15.000 contro il costo di oggi di qualche centinaio di
lire) con la finalità di realizzare
applicazioni pratiche di tali circuiti. Diverse
furono le applicazioni, specie nel settore del conteggio e della
memorizzazione dei dati, anche se solo RAM, e la prima a
beneficiarne fu la Facoltà di Scienze dell’Università di Genova
che per la prima volta ebbe un contatore in real time con grande
display, della cifra dei presenti ai consigli di facoltà e con
allarme sulla mancanza del numero legale. Tutte
le applicazioni, compreso il contatore della facoltà, sono state
poi riportate in un libro dal Titolo “Circuiti Logici, Circuiti
integrati, Teoria ed Applicazione”(L1). Per questo libro il
sottoscritto ricevette un elogio scritto dal prof. Emilo Gatti
titolare della cattedra di Elettronica al Politecnico di Milano, suo
ex docente, ed anche da un docente della Facoltà di ingegneria
dell’Università di Genova, quest’ultimo seguito però dalla
scritta che “... il
mestiere non si vende !” e questo fu veramente il più grande dei
complimenti. Il
sottoscritto, che nel frattempo era diventato assistente ordinario
dal 1/12/67, riceve un premio di operosità scientifica per
l’attività svolta nell’anno 67/68. Poichè
il gruppo AEb rimaneva nel 1968 privo di coordinatore, essendosi il
prof. G. Diambrini Palazzi trasferito presso i laboratori di Cornell
(Ithaca, U.S.A.) per un biennio, il sottoscritto entrò a far parte,
dall'ottobre del 1968, del gruppo di Roma diretto dal prof. Marcello
Conversi. Partecipa così all'esperimento
di produzione di coppie di mesoni µ da collisione tra fasci di
elettroni e positroni eseguito presso l'anello di accumulazione
Adone dei Laboratori Nazionali di Frascati, la prima macchina al
mondo in grado di raggiungere l'energia di 1 Gev nel centro di
massa. Si attendono risultati clamorosi e si esplora tutto il range
di energia da 0 a 1000
Mev (R16 - R18) ma purtroppo non si trova la nuova particella tanto
aspettata dall’interazione tra positroni ed elettroni, la fortuna
bacia invece qualche mese più tardi il cinese Ting che scopre a
Stanford la nuova particella psi a circa 1020 Mev, con una macchina
di poco superiore ad Adone. Forzando un poco i magneti di Adone la
troveranno poi anche i frascatani, ma non sarà più una particella
da Nobel come lo è stata per Ting.
L'attività
scientifica nel periodo
68-69 è attestata con dichiarazione del prof. Marcello Conversi (d)
allegata ai documenti presentati e che rimane sicuramente uno dei più
bei ricordi della ricerca con
lui sviluppata. La delusione è stata grande, la fatica pure, dato che
insegnare a Genova in un corso annuale e lavorare a Frascati con
trasferimenti in macchina per trasportare materiali e senza
l’autostrada ha minato non poco salute e spirito. Per motivi
famigliari, ed anche di salute, deve
rifiutare le offerte di collaborazione che gli sono pervenute dal gruppo
del prof. Carlo Rubbia presso il CERN e si rivolge ad altro tipo di
ricerca che non gli comportasse allora allontanamenti duraturi dal
nucleo famigliare. Nel
1970 inizia una collaborazione con l'Istituto di Macchine della
Facoltà di Ingegneria dell'Università di Genova e si interessa ai
fenomeni di vibrazione torsionale in alberi di trasmissione
navali(R19)(R20). Per la rilevazione di tali vibrazioni utilizza
tecniche ottiche a laser unitamente a sistemi di elettronica veloce
interfacciata a microcomputer e per questa ricerca ottiene un contratto C.N.R. n.74.00067.-11.
Nel
giugno del 1971 consegue la Libera Docenza in "Esperimentazioni
di Fisica" con D.M. 11/06/71 (f) definitivamente confermata con
D.M. 14/09/76 (g), superando un concorso in cui risulta essere unico
vincitore su undici candidati. Con
la fine dell’anno accademico 1975/76 terminerà il periodo di
attività presso l’Università di Genova per trasferirsi
definitivamente presso l’Università di Urbino. L’attività
presso l’Università di Genova è comprovata da un Certificato di
Servizio della stessa Università (h), e condensata in un lodevole
giudizio del Preside della facoltà di Scienze prof. R. Ferro (i) e
da quello complessivo espresso dalla Facoltà (i1).
a URBINO dal
1971 a
tutt’oggi Nel
novembre del 71 accetta gli incarichi di insegnamento dei corsi di
Fisica Sperimentale (Scienze Geologiche) e di Fisica (Scienze
Biologiche) a titolo gratuito presso la Facoltà di Scienze
dell'Università di Urbino costituitasi nello stesso anno. Nel
72 viene nominato Direttore dell'Istituto di Fisica della Facoltà
di Scienze dell'Università di Urbino presso la quale si trasferisce
definitivamente nel 1976. Dirige
l’Istituto, denominato Istituto di Fisica e Bioingegneria, fino al
1988, anno in cui arriva in Urbino il prof. Giovanni Conforto come
ordinario di Fisica e a cui spetta di diritto la Direzione
dell’Istituto che tornerà a denominarsi Istituto di Fisica. L’istituto
di Fisica appena costituito, senza particolari finanziamenti se non
per le spese di manutenzione delle strutture murarie, in una sede
universitaria da sempre culla di culture umanistiche, non statale ma
libera, ancorchè pubblica, poneva dei seri problemi per il suo
finanziamento, soprattutto per iniziare una attività di ricerca. Il
personale era costituito da un giovane neolaureato di Genova che
aveva seguito il sottoscritto ed a cui era stato affidato un
incarico di insegnamento e di un solo tecnico. La didattica esigeva
priorità assoluta se non altro per l’immagine iniziale di una
nuova facoltà che doveva contare sull’afflusso degli studenti. In
quel momento la scelta era o quella di interessarsi di ricerca fuori
sede cercando di sopperire alla meglio alla didattica, oppure
onorare la nomina ricevuta affrontando con impegno la prestazione
didattica e cercando di sviluppare un filone di ricerca locale che
potesse raccordarsi con i corsi di laurea attivati e trovare
finanziamenti nell’industria. Il
sottoscritto ha scelto quest’ultima via, scrive le dispense per il
corso di Fisica (L2)(L3), sperimenta e realizza con successo un
corso di Fisica per Scienze Biologiche in videoregistrazione
fondando il Centro Sistemi Audiovisivi, trasformatosi recentemente
in Centro Sistemi Audiovisivi Acustici ed Elettromagnetici, del
quale è Direttore(l). Le videocassette vengono prestate agli
studenti per la visione o la riproduzione gratuita e sono di grande
ausilio sia per quegli studenti che per motivi di lavoro sono
costretti alla assenza dalle lezioni che per tutti gli altri nei
periodi di preparazione agli esami. Le
videocassette sono state aggiornate e riprodotte ad oggi per 5
volte. Ha
quindi scritto una serie di libri di esercizi e di quiz
(L4 - L8) oltre ad articoli di carattere Generale (G1 - G6),
di Elettronica applicata (E1 - E5) e di Strumentazione Bio-medica (S1
- S4)(Elettrocardiografia, Infusione di liquidi goccia a goccia, DAQ
elettrofisiologici, Elettroforesi per DNA). Ha
dovuto quindi interrompere le collaborazioni esterne troppo
impegnative per il tempo assorbito fuori sede, non ha mai
partecipato infatti alla pubblicazione di lavori in cui non fosse
direttamente impegnato e apportasse il proprio contributo diretto, e
si è rivolto alla Azienda Ospedaliera S. Salvatore di Pesaro dove
il primario del reparto di Terapia Intensiva, prof. Leonardo Di
Bari, aveva manifestato interesse a realizzare una macchina per
respirazione artificiale che potesse regolare il flusso inspiratorio
superando le prestazioni delle macchine allora utilizzate. Tutte le
macchine di allora erano sostanzialmente divise in due gruppi,
o generatori di pressione o generatori di flusso troppo
rigidi e senza possibilità di modificarne il flusso nella fase
inspiratoria. Pertanto a seconda della patologia era necessario
trovare la macchina più adatta, mentre sarebbe stata utile una
macchina dalle caratteristiche versatili che potesse trasformarsi, a
seconda delle esigenze del paziente, da generatore di flusso a
generatore di pressione. Coinvolgendo
nella ricerca anche forze esterne all’Istituto, tecniche e
finanziarie dell’industria pesarese, ha sviluppato una linea di
ricerca che ha portato alla costruzione di diversi prototipi di
respiratori artificiali per adulti (R21 - R23) sfociati poi in un
Brevetto italiano e poi statunitense (n). In
queste macchine il flusso inspiratorio era stato reso variabile
tramite l’apertura di valvole pneumatiche con sezioni di flusso
1-2-4-8 attivabili con programmazione digitale in modo da realizzare
flussi inspiratori variabili tra 0 a 15 e selezionabili in dieci
sottointervalli dell’intervallo inspiratorio, come nel modello
DIGIT (R24) che fu testato con successo anche dal prof. G. Torri
presso l’Ospedale S. Raffaele di Milano. Questa
attività di ricerca ha comportato di costruire in casa una serie di
strumentazione accessoria non disponibile sul mercato o
eccessivamente costosa, ma necessaria nello studio della attività
respiratoria (R25 - R34). Cerca
anche collegamenti a livello nazionale per inserirsi in contratti
nazionali del C.N.R. e collabora con il prof. Alberto Rovetta del
Politecnico di Milano (R35) nel costruire una protesi di gamba a
basso peso controllata da microprocessore. Per due anni partecipa ad
un progetto nazionale del C.N.R. sulla automazione ma per avere
finanziamenti consistenti si richiedono strutture di base che
purtroppo l’Istituto di Fisica non ha e che quindi lo portano a
rinunciare al progetto. Localmente
collabora con l’Istituto di Fisiologia, diretto dal prof. Bruno,
per la realizzazione di un sistema per l’acquisizione automatica
di dati elettrofisiologici (S3) e con l’Istituto di Genetica
diretto dal prof. Dalla Piccola per la realizzazione di un
apparecchio per elettroforesi per analisi di DNA ad alto peso
molecolare (S4). La
ricerca di fondi per l’Isituto di Fisica e Bioingegneria lo porta
a collaborare anche con l’industria locale delle macchine per la
lavorazione del legno che stipulano contratti con l’Università di
Urbino per l’ottimizzazione della loro componentistica elettronica
di controllo posizionamento assi (IN1 - IN4). Nel 1982 supera il
concorso di professore di II Fascia associato alla cattedra di
Fisica (settore B01B) (l) per il corso di laurea in Scienze
Biologiche presso la Facoltà di
Scienze dell'Università di Urbino, posizione che attualmente
ricopre. La
collaborazione con l’Istituto di Fisiologia era iniziata nel
tentativo di riuscire a triggerare con il segnale del nervo frenico
la fase inspiratoria del respiratore artificiale studiato. Lo studio
fu svolto sul coniglio (R36), non potè poi essere proseguito sull’uomo per mancanza di
strutture atte a questa ricerca. Questo
tipo di trigger permetterebbe tuttora di rendere il respiratore
artificiale una vera e propria protesi respiratoria valida per tutti
i pazienti, esclusi i decerebrati, e questa resta una via da
sperimentare. Una
nuova collaborazione si era nel frattempo instaurata con il prof.
Giovanni Bucci, titolare allora della III Cattedra di Clinica
Pediatrica dell’Università di Roma La Sapienza, che ha portato
alla realizzazione di un prototipo di respiratore per neonatologia
(R37), sempre di tipo a programmazione digitale, ma con erogazione
di flussi estremamente piccoli atti a ventilare volumi correnti di
qualche c.c. e la cui funzionalità è dichiarata dallo stesso prof.
Bucci (o). Un altro problema della respirazione artificiale, quello
della autoregolazione del volume corrente,
è stato invece risolto da una ricerca personale del
sottoscritto che ha presentato i risultati del suo lavoro al VII
Congresso Nazionale, 8-12 giugno 1992, della A.I.F.B. (Associazione
Italiana di Fisica Biomedica), Ancona (Monte Conero) (R38). Per
questa ricerca il sottoscritto è entrato nella rosa degli undici
finalisti del Premio Philip Morris per la ricerca scientifica e
tecnologica del 1992, come attestato dalla dichiarazione rilasciata
dalla segreteria del Premio (p)
allegata ai documenti presentati e la cui commissione era presieduta
dal Presidente dell'ENEA, prof. Umberto Colombo. Dall’anno
accademico 85/86 a tuttoggi, ricopre per supplenza a titolo gratuito
l'incarico di Biofisica, insegnamento complementare per il Corso di
laurea in Scienze Biologiche (l). Nel
1985 organizza (q) per il CERN di Ginevra la "1985 CERN - JNR
SCHOOL OF PHYSICS" che si tiene in Urbino sotto la direzione
del prof. G. Giacomelli dell’Università di Bologna e che riscuote
un notevole successo sottolineato da 13 echi stampa a livello
nazionale e dai ringraziamenti dello stesso Giacomelli (r). Nello
stesso anno si associa alla Sezione INFN di Bologna e collabora con
lui nell’esperimento MACRO presso i Laboratori Nazionali del Gran
Sasso nel campo della fisica dei neutrini, dei mesoni µ cosmici e
dei monopoli magnetici (R39 - R47)(MC1 - MC6) occupandosi in
particolare della parte DAQ di acquisizione dati tra elettronica di
front end e Wax Station. Nel
1988 organizza come Segretario (s), il 74°
Congresso Nazionale della Società Italiana di Fisica, che si
tiene in Urbino nel periodo 6-11 ottobre 1988. Lascia
in perfetto accordo la collaborazione con Giacomelli nel 1988 per
associarsi all’INFN di Firenze e per seguire l’esperimento di
LVD (Large Volume Detector) insieme al nuovo ordinario di Fisica di
Urbino prof. Conforto, per costituire su sua richiesta un nucleo
unico INFN in Urbino con altri collaboratori locali al fine di
tentare la costituzione di una nuova sezione INFN. La collaborazione
però non si armonizza e dopo due anni torna ad associarsi all’INFN
di Bologna pur restando nell’esperimento LVD e collaborando nel
gruppo diretto dal prof. A. Zichichi con cui tuttora collabora (R48
- R60). In questo esperimento dà un contributo personale
fondamentale nella realizzazione di un sistema a motorgenerator da
250 Kw per l’alimentazione elettrica dell’esperimento rendendolo
con successo immune ai disturbi di rete (R61). La
sperimentazione presso il laboratorio di fisiologia della Clinica
Pediatrica di Roma già menzionata ha portato allo studio ed alla
realizzazione di un nuovo prototipo di respiratore (R62 - R67)
realizzato in Urbino con attuatore pneumatico proporzionale e non più
digitale. Questo tipo di respiratore con valvola proporzionale
pilotata da personal Computer, è tuttora in fase di sperimentazione
clinica presso la Clinica suddetta. Non
appena saranno disponibili i dati clinici si presenterà un lavoro
alla IEEE come fatto per il respiratore DIGIT, anche perchè
pubblicazioni del genere pesano non poco finanziariamente su un
piccolo gruppo e le realizzazioni intermedie si cerca di pubblicarle
su riviste italiane. Il sottoscritto è stato chiamato a tenere un
corso di 10 lezioni presso l’Università La Sapienza di Roma su
“Principi di Fisica applicati alla ventilazione meccanica del
neonato” (t) ed ha collaborato alla stesura del capitolo 6
“Nozioni di Fisica essenziali alla Ventilazione Meccanica” del
testo “Fisiopatologia Respiratoria e Ventilazione meccanica del
neonato” (L9). L’attività didattica e di servizio presso
l’Università di Urbino è certificata dalla Università stessa
nel documento allegato (u). Proseguendo
una linea di ricerca iniziata in collaborazione con la prof.ssa M.
Dachà della Facoltà di Farmacia (R68) della Università di Urbino,
ed utilizzando ora la strumentazione donata nel 98 dalla Fondazione
Cassa di Risparmio di Pesaro al Centro Sistemi Audiovisivi Acustici
ed Elettromagnetici, si è iniziata una attività di rilevamento dei
campi elettromagnetici in bassa ed alta frequenza sul territorio. A
tal fine si sono stipulate convenzioni con i Comuni di Urbino e di
Riccione e con la Provincia di Pesaro per effettuare una mappatura
elettromagnetica del territorio in bassa ed in alta frequenza.
Questa attività, iniziata nel luglio del 98, ha fornito materiale
utilizzato già in tre
tesi di laurea, di cui una nel corso di laurea in Scienze Biologiche
dal titolo “ Effetti delle Onde Elettromagnetiche in bassissima
frequenza su un sistema
nervoso in sviluppo” e due nel corso di laurea in Scienze
Ambientali presso la Facoltà di Scienze Ambientali rispettivamente
dal titolo “Ambiente e Campi Elettromagnetici in Bassa
Frequenza” e “Ambiente
e Campi Elettromagnetici in Alta Frequenza”. Presso questa Facoltà,
nata nel 92, ricopre da allora a tutt’oggi
il corso di Fisica Generale I come supplente riportando il
giudizio di Facoltà espresso nel documento allegato (v). L’indagine
per la mappatura elettromagnetica è stata suggerita al sottoscritto
da una ricerca di tipo socio-sanitario intrapresa dal sottoscritto
stesso in collaborazione con il reparto di Oncologia dell’Ospedale
di Pesaro e con il Provveditorato agli Studi della provincia, sullo
stato della malattia oncologica nella provincia. Il
lavoro, durato circa un anno, e che ha visto impegnate più di 15
associazioni di volontariato raccolte sotto la sigla del PRORAD
(PROgetto RADioterapia) è consistito nella distribuzione di 50.000
questionari con 17 domande ciascuno ai nuclei famigliari
corrispondenti agli studenti di tutte le scuole di ordine e grado,
nella successiva raccolta e nella
analisi dei 20.000 questionari raccolti. Tutta l’attività
è stata programmata e coordinata dal sottoscritto stesso che poi ha
provveduto personalmente all’analisi e alla computerizzazione dei
dati. Oltre
ad altre indicazioni di tipo socio sanitario il risultato più
rilevante è stato che il 25% delle famiglie della popolazione
attiva di questa provincia è colpita dalla malattia tumorale. Il risultato della ricerca è in fase di pubblicazione a cura della Assindustria della Provincia di Pesaro che si era attivata per l’acquisto di un acceleratore per Radioterapia da donare alla Azienda Ospedale S. Salvatore di Pesaro.
Pubblicazioni
Milano
dal 1963 al 1964 01 ) F. Grianti,
P.F. Manfredi, A. Rimini
"Back
Bias Circuits for Multichannel Analyzers"
Energia
Nucleare, 11,258 (1964) _____________________________________________________________________
Genova - Frascati dal
1964 al 1976 02)
G. Barbiellini, T. Letardi, R. Visentin, F. Grianti
"Angular
Distribution of Electron Pairs Produced by
Polarized Photons at the Frascati Electrosynchrotron"
Il
Nuovo Cimento, 51A, 1124 (1967) 03) G. Diambrini
Palazzi,G. Sette,I. Giannini,F. Grianti, A. Santroni
"Pi
Pair Photoproduction Below 850 MEV".
Physical
Review Letters, 21, 1463 (1968) 04)
G. Manuzio, L. Racca, F. Grianti
"Fast
Electronics for a Scintillation Counter Telescope"
Nuclear
Instruments & Methods, 71, 77 (1969) 05)
G. Diambrini Palazzi, I. Giannini, F. Grianti, P. Ottonello,
A. Santroni, G. Sette
"Double
Pion-Photoproduction Below 1 Gev: Experimental
results".
Lettere
al Nuovo Cimento 1, 267 (1971) 06)
B. Borgia, F. Ceradini, M. Conversi, L. Paoluzzi,
R. Santonico,
G.
Barbiellini, M. Grilli, P. Spillantini, R. Visentin, F. Grianti
"Muon
Pair Production by Electron Positron Collisions in the Gev
Region"
Lettere
al Nuovo Cimento 3, 115 (1972)
reprinted
in
"Series of Selected Papers in Physics"
a
cura della Physical Society of Japan, 184, 45 (1973)
07)
F. Grianti, P. Ottonello, E. Schiavi
"A
Random Address Reader"
Journal
of Physics E: Scientific Instruments, 6, 816 (1973) ___________________________________________________________________
Urbino
dal 1976 --
a tutt’oggi 08)
MACRO Collaboration, C. De Marzo et al.
"Multiple
Muons in Macro",
Proceedings
of the 19th ICRC, La Jolla (USA),
8, 43-46, (1985) 09)
MACRO Collaboration, C. De Marzo et al.
"Measurement
of Neutrino oscillation in Macro experiment"
Proceedings
of the 19th ICRC, La Jolla (USA),
8, 128-131, (1985) 10)
MACRO Collaboration, C. De Marzo et al.
"Search
for stellar collapse with the Macro Detector
at
the Gran Sasso",
Proceedings
of the 19th ICRC, La Jolla (USA), 8, 132-135,
(1985) 11)
MACRO Collaboration, C. De Marzo et al.
"High
energy neutrino astronomy with Macro",
Proceedings
of the 19th ICRC, La Jolla (USA), 8, 136-139,
(1985) 12)
MACRO Collaboration, C. De Marzo et al.
"Monopole
Astrophysics and cosmic ray observatory at Gran Sasso",
Proceedings
of the 19th ICRC, La Jolla (USA), 8, 226-228,
(1985) 13)
MACRO Collaboration, C. De Marzo et al.
"Monopole
search below the Parker limit with the Macro Detector Gran
Sasso"
Proceedings
of the 19th ICRC, La Jolla (USA), 8, 230-233, (1985) 14)
P.Bernardini, F.Grianti, F.Vetrano
"A
Mechanical Ventilator with Programmable Flow Waveforms"
Rassegna
di Bioingegneria, 11(2-3), 99, (1986) 15)
F. Grianti, F. Vetrano, G. Grianti
"Some
characteristics of a new programmable mechanical ventilator"
Studi
Urbinati, 59C, 8, (1986) 16)
Macro collaboration
"Macro,
a Large-Area Detector at the Gran Sasso
Laboratory"
Il
Nuovo Cimento 9C, 281-292 (1986) 17)
Macro Collaboration, M. Calicchio et al.
"Monopole
and gravitational collapse trigger circuit for
the
Macro scintillator sub-system",
Proceedings
of the 20th ICRC, Moscow, 6, 334-337, (1987).
18)
Macro Collaboration, M. Calicchio et al.
"The
Macro Detector for the Gran Sasso Laboratory",
Proceedings
of the 20th ICRC, Moscow, 6, 500-503, (1987). 19)
Macro Collaboration, M. Calicchio et al.
"Design
and Performances of the Macro liquid scintillator detector"
Proceedings
of the 20th ICRC, Moscow, 6, 505-506, (1987). 20)
Macro Collaboration, M. Calicchio et al.
"The
response of streamer tube to highly ionizing particles",
Proceedings of the 20th ICRC, Moscow, 6, 507-509, (1987). 21)
Macro Collaboration, M. Calicchio et al.
"The
streamer tube for the Macro experimente at the
Gran
Sasso Laboratory",
Proceedings
of the 20th ICRC, Moscow, 6, 510-512, (1987). 22)
Macro Collaboration, M. Calicchio et al.
"The
track-etch detector for the Macro experiment",
Proceedings
of the 20th ICRC, Moscow, 6, 513-515, (1987). 23)
Macro Collaboration, M. Calicchio et al.
"The
Macro Large-Area Detector for the Gran Sasso Laboratory",
Proceedings
of "Neutrino Masses and Neutrino
Astrophysics",
Ashland 1987, 463-469. 24)
LVD Collaboration
"The
Gran Sasso Large Volume Detector", Telemark
Conference
on Neutrino Mass and Astrophysics, Ashland USA,
World
Scient. Publ., pag. 448, 1987 25)
LVD Collaboration
"LVD
at Gran Sasso"
Nuclear
Instruments & Methods A, 264, 5-17, (1988)
North
Holland Amsterdam 26)
Macro Collaboration
"The
Macro Detector at the Gran Sasso Laboratory"
Nuclear
Instruments & Methods A, 264, 18-23, (1988)
North
Holland Amsterdam 27)
LVD Collaboration
"Neutrino
Astronomy with LVD at Gran Sasso", International
Workshop
on observational neutrino astronomy, Ed. David
Cline,
Los Angeles, World Scient. Publ., pag.123,1989 28)
LVD Collaboration
"The
LVD experiment" Hadronic
Physics", Ed. G. Cherubini
et
al., Publ. North
Holland, pag. 389, 1989 29)
LVD Collaboration
"The
Large Volume Detector and its physics potential",
Particle
Astrophysics International Workshop,
Ed.
E. Norman World Sci. Publ. Co., pag.320, Berkley USA, 1989 30)
LVD Collaboration
"The
Large Volume Detector (LVD) - A multipurpose
underground
detector at Gran Sasso",
Nuclear
Instruments & Methods A, 277, 11, (1989)
North
Holland Amsterdam 31)
LVD Collaboration
"The
LVD Supernova Detector", Trends in Astroparticle
Physics,
Santa Monica California, 28 Nov.-1 Dec., 1990,
542-553,
Ed. by D.Cline & R.Peccei, World Scientific 32)
LVD Collaboration
"Status
and Perspective of LVD at Gran Sasso",
Dublin,
22nd International Cosmic Ray Conference,
Vol.4,
pag 662, Contributed Papers, 1991 33)
P.Dominici, F.Grianti, A.Martellini
"A
pressure meter for medical instrumentations using an
estensimetric
transducer"
Studi
Urbinati, 64C, 33, (1991) 34)
LVD Collaboration
"The
Most Powerful Scintillator Supernovae Detector : LVD"
Il
Nuovo Cimento Vol 105 A, N.12, 1793-1804, (Dic. 1992) 35)
LVD Collaboration
"First
Observation of High-Energy Cosmic-Ray
Events
Obtained in Coincidence between EAS-TOP and LVD at Gran Sasso"
Il
Nuovo Cimento Note Brevi, Vol 105 A, N.12, 1815-1823, (Dic. 1992) 36)
F. Grianti
"A
mechanical ventilator controlled by alveolar pressure for intensive
care unit"
Proceedings
of VII Congresso Nazionale AIFB
Physica
Medica - Vol. IX,
Supplement 1, June 1993 37)
LVD Collaboration
"Neutrino-induced
and atmosferic single-muon fluxes measured
over
five decades of intensity by LVD at Gran Sasso Laboratory”
Astroparticle
Physics , 3 (1995) 311-320
38) F.Grianti,
F.Montecchia, L. Di Bari and M. Baldassarri
“A
Versatile Mechanical Ventilator (DIGIT) with High Flow
Stability and a Programmable Inspiratory Phase Flow
Pattern.”
IEEE
Transactions on Biomedical Engineering, Vol. 43, No 11,
November
1996 39)
LVD Collaboration
“Muon
“depth-intensity” relation measured by the LVD underground
experiment
and cosmic-ray muon
spectrum at sea level”
Physical
Review D. Volume
58.092005 (092005-1 -- 6) Oct.1998 40)
F. Grianti, F. Bersani, F. Montecchia
“Il motor
generator in LVD”
Automazione e
Strumentazione (Strumentazione) Giugno 1998 41)
LVD Collaboration
“The
High energy muon
spectrum in Extensive Air Showers :
first
data from LVD and EAS-TOP at Gran Sasso” Astroparticle Physics , 9 (1998) 185 -192
42) Grianti F., Bersani G. F., Agostini A., Gambarara A., Fazi A. “Camera termostatica per lo studio degli effetti dei campi ELF” Automazione e Strumentazione, Ottobre 1999.
43) Grianti F., Bersani G. F., Gambarara A., Canucoli D. “Campo elettrico in alta frequenza: misure in banda stretta e in banda larga”
Automazione e Strumentazione,
Luglio-Agosto 2002.
44) Grianti F., Gambarara A., Bersani G. F. “Sotto il sole di Urbino” FV Fotovoltaico-Termico, n.5 - Settembre-Ottobre 2002.
45) Grianti F., Gambarara A., Bersani G. F. “Modulo fotovoltaico – batteria – carico, analisi delle prestazioni del sistema” Automazione e Strumentazione, Dicembre 2002.
46) Grianti F., Gambarara A., Bersani G. F. “L'impianto di Urbino fornisce i primi dati” Energia Solare FV, n.2 - Marzo-Aprile 2003.
47) A. Bergnoli, E. Borsato, R. Brugnera, E. Buccheri, A. Candela, E. Carrara, G. Corradi, F. Dal Corso, M. De Deo, L. Degli Esposti, M. D'Incecco, S. Dusini, C. Fanin, A. Gambarara, A. Garfagnini, F. Grianti, C. Gustavino, M. Lindozzi, A. Longhin, A. Mengucci, P. Monacelli, A. Paoloni, G. Paoluzzi, G. Papalino, L. Stanco, E. Tatananni, F. Terranova, M. Spinetti, M. Stipcevic, L. Terminiello, M. Ventura, L. Votano, B. Zauner, "Quality control tests on RPCs for the OPERA experiment" Proceedings of the VII Workshop on Resistive Plate Chambers and Related Detectores (Clermont-Ferrand, France, 20-22 Oct. 2003), to appear in Nucl. Instrum. Meth..
48) F. Grianti, F. Bersani G., A. Gambarara, C. Bernabè, I. Polverelli "Estimate of the average electric field produced by a mobile telephone inside human skull" Medical Hypotheses, Volume 64, Issue 5, 2005, Page 1064. |
|||