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VIII Summer School in Philosophy of Physics- “Einstein Philosopher-Scientist. A celebration for 100 years of General Theory of Relativity”

Comunicato stampa pubblicato il giorno 01/09/2015

Cesena-Urbino,7th-12th September 2015

La summer school sul tema “Einstein Philosopher-Scientist” celebra il centenario della Relatività Generale che, come Even Lev Landau and Evgeny Lifshitz scrissero nel loro Course of Theoretical Physics, è "probabilmente la più bella di tutte le teorie esistenti".

La scuola consisterà di lezioni mattutine tenute dal Prof. Don Howard (Notre Dame University) e Prof. Harvey Brown (Oxford University); e seminari pomeridiani tenuti da Prof. F.A. Muller (Erasmus University Rotterdam), Prof. Mauro Dorato (University of Rome 3), Prof. Federico Laudisa (University of Milano-Bicocca), e Prof. Silvio Bergia (University of Bologna). La scuola sarà organizzata nelle due sedi di Cesena e Urbino e affiancherà alle lezioni precedenti conferenze di giovani studiosi selezionati attraverso un call for partecipation internazionale. La scuola ha ricevuto una grande attenzione internazionale, soprattutto per i suoi relatori di grande prestigio, e ha avuto richieste di iscrizione da giovani studiosi provenienti da diverse parti del mondo. Sito web :https://sites.google.com/site/centroricerchecirfis/home/cfp-xviii-summer-school-einstein-philosopher-scientist RELATIVITA’ GENERALE  Il 25 novembre del 1915, dopo circa 8 anni di fatiche, Albert Einstein consegna all’Accademia Prussiana delle Scienze quella che verrà unanimemente riconosciuta come una delle più straordinarie costruzioni teoriche che l’intelletto umano abbia mai realizzato: la teoria della relatività generale. Dopo più di due secoli di dominio incontrastato, la teoria della gravitazione universale di Newton veniva detronizzata dalla teoria einsteiniana. La profonda rivoluzione concettuale – frutto di un’amalgama di idee filosofiche, fisiche e matematiche – che la relatività generale imponeva al mondo riguardava il modo di concepire la gravitazione stessa, non più come forza agente a distanza fra i corpi, ma come deformazione, o meglio, come curvatura, dello spazio-tempo dovuta alla presenza di materia ed energia. L’essenza delle equazioni della relatività generale è stata felicemente racchiusa nella frase: la materia dice allo spaziotempo come curvarsi, lo spaziotempo dice alla materia come muoversi. Einstein divenne ben presto una celebrità, osannato come la quintessenza del genio. Due anni dopo, nel 1917, egli stesso applicò la sua teoria gravitazionale all’universo come un tutto, ottenendo il primo modello cosmologico e dando di fatto avvio alla moderna cosmologia scientifica. La relatività generale, però, cadde velocemente in una sorta di limbo: dalla metà degli anni Venti a circa la metà degli anni Cinquanta, infatti, la sua complessità e la difficoltà a trovare domini fisici a cui potesse essere applicata e verificata, insieme alla contemporanea folgorante ascesa della meccanica quantistica, la relegarono a campo di studio per pochi addetti. La rinascita avvenne dagli anni Sessanta: il suo studio entrò nel mainstream della fisica teorica, le sue applicazioni astrofisiche e cosmologiche ottennero sempre più conferme, basti pensare ai buchi neri, o alla teoria del big bang, e molte altre negli anni a venire. Le ripercussioni di una teoria tanto rivoluzionaria non potevano certo rimanere nel solo ambito, per certi versi angusto, della fisica. Per loro stessa natura, infatti, concetti quali spazio, tempo, causalità, forza, per citarne solo alcuni, che la relatività generale rimetteva in gioco dopo Newton, hanno un profondo significato filosofico, come la stessa genesi della teoria testimoniava, dunque essa divenne fin dai suoi esordi protagonista anche del dibattito filosofico attorno alla fisica, ai suoi concetti, e alla scienza in generale. A distanza di un secolo la bellezza, la ricchezza, la profondità, l’armonia di questa teoria destano ancora ammirazione. Ma certo non è solo un fatto estetico a tenere banco quando si parla di RG: le sue equazioni, di straordinaria complessità, continuano a essere studiate, ad essere applicate, a costituire l’ossatura teorico-esplicativa di molti fenomeni fisici, di svariati fenomeni astrofisici, e dei fondamenti della cosmologia. Insomma, la RG è una teoria fisica viva più che mai, una miniera tuttora inesauribile, così come lo sono le sue conseguenze filosofiche, che continuano a essere materia di studio e ricerca nelle più importanti università del mondo, dove si ritiene che la fisica debba completarsi nella storia e nella filosofia della fisica. Per questo, e per molte altre ragioni che qui dobbiamo tralasciare, la Scuola Estiva di Filosofia della Fisica – tradizionale appuntamento cesenatico-urbinate, giunto ormai alla XVIII edizione, traguardo di una vera maturità – quest’anno non poteva che essere dedicata al centenario di questo capolavoro fisico-filosofico e all’approfondimento del pensiero del suo autore. BIOGRAFIE DEI RELATORI Silvio Bergia ha insegnato Metodi Matematici della Fisica, Relatività e Filosofia della Fisica all’Università di Bologna. Ha svolto ricerche in fisica delle particelle elementari, fondamenti della relatività generale e della meccanica quantistica, cosmologia e storia della fisica. In particolare, è uno dei maggiori esperti dell’opera einsteiniana. È autore e curatore di vari libri, tra i quali Einstein e la relativitàDal cosmo immutabile all’universo in evoluzioneModern Cosmology in Retrospect.   Mauro Dorato è professore ordinario di Filosofia della Scienza all’Università degli Studi Roma Tre. Ha pubblicato numerosi articoli nelle maggiori riviste internazionali e libri, l’ultimo dei quali, Che cos’è il tempo? Einstein, Gödel e l’esperienza comune, è uscito nel 2013. È membro dell’Academy of Europe e dell’Academie Internationale des Philosopie des Sciences. È stato presidente della Società Italiana di Logica e Filosofia della Scienza. È condirettore della rivista European Journal for Philosophy of Science.   Don Howard è professore di Filosofia all’Università di Notre Dame ed ex direttore del Reilly Center for Science, Technology, and Values. Membro dell’American Physical Society, è un esperto internazionalmente riconosciuto della storia e della filosofia della fisica moderna, specialmente dei lavori di Einstein e di Bohr. In particolare, per quanto riguarda il primo, ha curato e contribuito alle opere The Collected Papers of Albert Einstein ed Einstein Studies. È stato co-fondatore dell’International Society for the History of Philosophy of Science e co-editore della sua rivista HOPOS.   Harvey Brown ha insegnato al Dipartimento di Filosofia dell’Università di São Paulo (Brasile), e dal 1984 insegna all’Università di Oxford, dove attualmente è professore di Filosofia della Fisica e membro del Wolfson College. È membro della British Academy. È autore di Physical Relativity, Space-Time Structure from a Dynamical Perspective.   F. A. Muller si è laureato in fisica teorica alla Vrije Universiteit di Amsterdam e ottenuto il dottorato all’Università di Utrecht con la tesi Structures for Everyone. Contemplations and proofs in the foundations and philosophy of physics and mathematics. Dal 2005 insegna al Dipartimento di Filosofia della Erasmus University di Rotterdam. Nel 2013 ha ricevuto uno dei più prestigiosi finanziamenti nazionali olandesi, di 1.5 milioni di euro, per fondare un gruppo di ricerca attorno al suo progetto The Structure of Reality and the Reality of Structure.   Federico Laudisa è professore associato di Filosofia della Scienza all’Università di Milano-Bicocca. Studioso di logica, di Hume, di filosofia della fisica e della scienza contemporanea, in particolare di meccanica quantistica, ha scritto libri su Hume, sulla causalità, sui fondamenti della meccanica quantistica e su Einstein. Riguardo a quest’ultimo, dopo Albert Einstein. Un atlante filosofico, ha pubblicato recentemente Albert Einstein e l’immagine scientifica del mondo. È vicepresidente della Società Italiana di Logica e Filosofia della Scienza.

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