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Cibo e storia: nuove conferenze del ciclo "As…saggi” mercoledì 7 e giovedì 8 ottobre alla Data

Comunicato stampa pubblicato il giorno 02/10/2015

I locali della Data di Urbino, dedicati dalla Regione Marche a Expo 2015 e ai prodotti del territorio, propongono due nuovi appuntamenti del ciclo “As…saggi” che la Scuola di Lettere, Arti, Filosofia del Dipartimento di Scienze della Comunicazione e Discipline Umanistiche dell’Università di Urbino focalizzerà sulla cultura del cibo attraverso la storia. Questi i titoli e i contenuti delle due conferenze in programma per i pomeriggi di giovedì 7 e venerdì 8 ottobre: mercoledì 7 ottobre 2015, ore 18.30 - Sala del Maniscalco Stefano A.E. Leoni, De prandio harmonico vel musicale La lettura propone un percorso a più livelli sul rapporto tra musica, cibo e bevande in epoca rinascimentale: da una carrellata di curiose fonti iconografiche, alle testimonianze relative a feste e banchetti, da suggestive indicazioni che ci vengono da teorici musicali e trattatisti, a indicazioni terapeutiche. giovedì 8 ottobre 2015, ore 18.00 - Sala del Maniscalco Grazia Maria Fachechi, Cibi di stagione: il ciclo dei mesi nell'arte figurativa Il lavoro dei campi, il susseguirsi delle stagioni, i frutti della terra: sono questi gli elementi alla base delle allegorie dei Mesi che, pur avendo una tradizione molto antica, presente fin dall’età ellenistica nelle illustrazioni dei calendari, dove essi appaiono sotto forma di personificazioni ispirate a colti modelli iconografici di età classica, subiscono nel Medioevo un’importante trasformazione, caratterizzata da nuove forme e nuovi contenuti. Monica Grasso, Che frutto mangiarono Adamo ed Eva nel Paradiso Terrestre? Piccola indagine sulla frutta, sulla sua simbologia nell'arte e sul suo modo di comparire sulla tavola La frutta è stata molto raffigurata in pittura, non solo nel genere della natura morta ma anche nei dipinti sacri, basti pensare all’uso sovrabbondante che ne ha fatto un pittore come Carlo Crivelli. Il suo significato è quasi sempre positivo perché la frutta rappresenta l’abbondanza, la fecondità, la generazione. Allora, che differenza può fare se Adamo e Eva mangiano una mela, un’arancia o un fico? La differenza c’è perché la carica simbolica che ognuno di questi frutti possiede è molto diversa e gli artisti ne erano ben consapevoli.        

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