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Prosegue il ciclo “Ricerche a confronto: Le forme del pianto”: il 15 novembre nuovo incontro su Ovidio a Palazzo Albani

Comunicato stampa pubblicato il 14/11/2017

Nel secondo millenario dalla morte, come celebrare anche ad Urbino, ma in un modo diverso, Ovidio e l'eredità culturale di un poeta che ancora possa parlarci? Perchè non farsi prendere per mano e portare lontano, anche molto lontano? Ecco in programma i seminari di ampio respiro Ricerche a Confronto, evento che fa parte del ciclo di iniziative A partire da Ovidio, promosse dall'Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, il Dipartimento di Studi Umanistici (DISTUM), il Comune di Urbino, l'IIS Raffaello e l'Associazione culturale Rodopis, con il sostegno di Garden dell'Orologio di Taini Valerio & Pratelli Orietta s.n.c, BCC Metauro, Giusto Gostoli Materiali Edili e Montefeltro Libri.

Dopo l’apertura dell’8 novembre, i seminari si snoderanno attraverso altri quattro incontri, tutti i mercoledì dalle 17 nell’aula Clemente XI di Palazzo Albani, con la partecipazione straordinaria, il 29 novembre, del Professore emerito di Storia Romana Bertrand Lançon (Université de Limoges, Francia). Volutamente nel cartellone ricorre ben poche volte il nome di Ovidio: l'intento è stato quello di cogliere dalla ampia e varia produzione del poeta uno spunto, un'idea su cui aprire un confronto. Le forme del pianto perché la forma, appunto, con cui Ovidio ha scritto la maggior parte della sua poesia, è l'elegia, struttura metrica che veicola il lamento. Questa costanza formale per 'lacrime' molto diverse, dal lusus letterario della poesia d'amore alla drammatica vicenda personale dell'esilio, è stato lo spunto per un confronto ampio che coinvolgesse l'espressione del dolore, la forma del pianto, appunto, in tutta la letteratura e la storia antica.

L’iniziativa, giunta oggi al suo dodicesimo ciclo, vede la partecipazione come relatori di giovani studiosi provenienti da diverse Università italiane e straniere, secondo lo spirito che ha animato le edizioni di questo evento itinerante, svoltesi negli anni a Bologna, Trento, Torino, Roma, Cagliari, Napoli, Trieste. Uno spazio di dialogo, in cui ricercatori alle prime fasi della loro carriera possano presentare e valorizzare i propri studi, spesso ancora in corso, nella convinzione che attraverso l’incontro e il confronto libero e aperto ciascuno possa offrire e trarre spunti preziosi per proseguire il proprio lavoro. Una sorta di palestra in cui dottorandi e neo-dottori di ricerca si mettono alla prova per migliorare il proprio lavoro dialogando con le varie anime dell’Università, dagli studenti ai Professori. Emerge forte la convinzione che, nonostante i limiti che necessariamente caratterizzano qualunque lavoro di ricerca nelle sue prime fasi, l’apporto dei giovani possa dare alla ricerca umanistica freschezza e originalità di prospettive.

 

 

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