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La Commissione Europea ha confermato il Centro Europe Direct Marche della Carlo Bo per il triennio 2018 -2020

Comunicato stampa pubblicato il 20/02/2018

Presentata a Roma il 16 febbraio la nuova rete. Con un partenariato che va da nord a sud della regione e dal mare agli Appennini, Urbino è così la città più piccola d’Europa ad avere un Centro europeo riconosciuto ufficialmente dalla Commissione europea.

La Commissione Europea ha presentato ufficialmente a Roma, giovedì 15 e venerdì 16 febbraio, la nuova rete: un gruppo selezionato di università, comuni, regioni, province ed enti pubblici scelti per un partenariato strategico con l’Unione europea. Con l’Università Carlo Bo, si trovano atenei come la Federico II di Napoli e la Aldo Moro di Bari assieme a Siena, Chieti - Pescara, i Comuni capoluogo di Roma capitale Torino (città metropolitana) Firenze, Genova, Napoli, Palermo, Trieste, Venezia, le Regioni Lombardia, Emilia Romagna, Lazio, Marche, Sardegna, Valle D’Aosta, le Provincie di Trento, Bolzano, nonché enti nazionali quali il Cnel e il Formez.

“Siamo molto orgogliosi del risultato”, dice il Rettore Vilberto Stocchi. “Si tratta di un importante riconoscimento per il lavoro svolto dal nostro Centro in tutti questi anni di collaborazione con le Istituzioni europee, che conferma la capacità della Carlo Bo di saper leggere i cambiamenti e le sfide che attraversano l’intera società. La riconferma quale partner ufficiale della Commissione europea è per l’Università di Urbino motivo di orgoglio e prestigio ma, soprattutto, le permette di svolgere ancor meglio le mission della formazione superiore, della ricerca e di contribuire allo sviluppo sociale, culturale ed economico della società e del suo territorio”.

Per l’Università di Urbino si tratta di una riconferma assai prestigiosa in quanto il rinnovo del partenariato con la Commissione europea è passato attraverso una rigorosa selezione pubblica che ha portato anche a clamorose esclusioni. Nella valutazione hanno assunto rilievo il programma di lavoro svolto e da realizzare nel prossimo triennio, il rigore scientifico e la metodologia proposta. Un peso rilevante era dato, inoltre, alla figura del Direttore che la Carlo Bo ha sempre individuato nella persona del prof. Marcello Pierini in quanto Titolare della cattedra europea in Diritto e Comunicazione dell’UE, una cattedra, cioè, approvata direttamente dagli esperti accademici della Commissione europea.

Un riconoscimento ancora più rilevante in quanto nella valutazione erano avvantaggiati i Centri collocati in città maggiorante abitate. Urbino si trova così ad essere la città più piccola d’Europa a vedersi riconosciuto dalla Commissione europea un Centro Europe Direct.

Il “Core business dei Centri”, ha spiegato a Roma il dottor Alessandro Giordani, responsabile per la Commissione europea dei 430 centri sparsi nei 28 Paesi membri dell’UE “è la comunicazione, lo stimolo e l’organizzazione dei dibattiti con i diversi attori sociali”.

Così, spiega il prof. Pierini, “la mission del Centro Europe Direct Marche della Carlo Bo per i prossimi tre anni, sarà quella di stimolare la capacità dei marchigiani di distinguere ciò che in Europa è prettamente tecnico da ciò che è politico e pertanto contendibile, coniugando conoscenza, rigore scientifico, e visione critica”.

Il 2018 è l’anno europeo del Patrimonio culturale: già a marzo inizierà il percorso politico legislativo che porterà all’approvazione dei nuovi programmi, dai fondi strutturali - per l’Italia sono in gioco da 43 a 72 miliardi di euro – agli oltre 40 programmi a gestione diretta della Commissione europea, tra cui Horizon 2020  ed Erasmus plus che da soli valgono 90 miliardi di euro. Una nuova stagione della politica di difesa comune, le politiche migratorie e il probabile avvio di una Conferenza intergovernativa per la revisione degli attuali trattati UE.

Nel 2019 si voterà, inoltre, per eleggere il Parlamento europeo cui seguirà il rinnovo della Commissione mentre per la fine dello stesso anno è in scadenza anche il mandato del Presidente della BCE.

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