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Dal 15 marzo la Palestra della Poesia, “Tre appuntamenti per imparare a difenderci da ogni attacco e anche a combattere, a suon di versi” -

Comunicato stampa pubblicato il giorno 13/03/2019

All’Università che fu di Carlo Bo non poteva mancare un progetto di “Poesia come difesa personale”, che attende gli aspiranti allievi al Caffè del Sole di Via Mazzini, a Urbino alle 19 di venerdì 15 marzo per il primo incontro “The living poets society: poesia a tutta birra!”.

Il progetto, secondo la professoressa Alessandra Calanchi, docente di Letteratura Angloamericana “nasce da due esperienze. Anzi, da due racconti. Il primo racconto riguarda una scuola nei quartieri più degradati di Pereira (Colombia), in una nazione che, come altre dell’America Latina, investe in festival di poesia cifre che ci fanno sbigottire. Insomma, in quella scuola dove un giorno è arrivato Gianni Darconza, amico e collega urbinate (docente, traduttore e poeta), c’era un avviso riguardante l’organizzazione di due attività pomeridiane: un corso di arti marziali per la difesa personale, e un seminario di poesia. Quel racconto ebbe il magico potere di unire quei due mondi apparentemente lontani e di sovrapporli come per magia, facendo scaturire l’idea di un progetto che avesse al centro la poesia come arte di autodifesa. A questo racconto se ne associa quello di un altro amico e collega di Urbino, Salvatore Ritrovato (docente e poeta). Invitato al festival di Toluca, chiese agli organizzatori come mai il governo messicano investisse tanti soldi (fino a 100.000 dollari) nell'organizzare festival in tutto il paese e nel coinvolgere scuole, istituzioni, associazioni ecc.  Gli fu risposto che la poesia è ritenuta una delle risposte "culturali" più efficaci contro l'"anti-cultura" della violenza e della droga! Ascoltare i poeti, conoscerli, leggere le loro poesie, i loro libri è come una terapia d'urto per un giovane che potrebbe essere sedotto dalle sirene della delinquenza.

Il secondo racconto riguarda un progetto che mi è stato illustrato da uno dei suoi ideatori, il prof. Shawn Wang. Si tratta del Red Badge Project, attivo negli USA da alcuni anni per il recupero dei veterani colpiti dalla sindrome post-traumatica attraverso il solo uso dello story telling. Né farmaci, né sedute psichiatriche. Solo il raccontare e il raccontarsi – leggere, scrivere, ascoltare e ascoltarsi.

A questa idea di poesia hanno aderito poi il giovane studioso Alberto Fraccacreta, fondatore della rivista “La resistenza della poesia”, Michele Pagliaroni, direttore del Centro Teatrale Universitario e Alessandro Bedini, psicologo presso l’ospedale di Urbino e presidente dell’Accademia della risata di Urbino, unito a noi nella ricerca del benessere della persona.

Nei tre incontri il pubblico potrà leggere, recitare, ascoltare poesia. Se poi ogni tanto sarà prosa, poco male. L’importante – conclude speranzosa Calanchi - sarà lasciare fuori i pensieri e immergersi nel flusso delle parole, del racconto, per elaborare proprie strategie personali che ci renderanno più forti contro ogni trauma subìto o anche solo temuto. Tutti/e potranno contribuire con proposte di lettura”.

Gli incontri successivi il 17 aprile e il 22 maggio

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