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Appello ai Ministri: quale futuro per i restauratori nelle Università Italiane?

Comunicato stampa pubblicato il giorno 23/11/2011

Al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca scientifica Prof. Francesco Profumo Al Ministro per i Beni e le Attività Culturali Prof. Lorenzo Ornaghi Quale futuro per i Restauratori nelle Università italiane? Chiarissimi Ministri, il Comitato Nazionale per le Lauree Magistrali a ciclo unico in Conservazione e restauro dei beni culturali (LMR/02) si rivolge a voi, dato il ruolo che vi compete, per chiedere un rapido intervento su una vicenda che riguarda cinque Università italiane (Torino, Urbino, Roma “Tor Vergata”, Napoli “Suor Orsola Benincasa” e Palermo) e soprattutto centinaia di studenti che a tutt’oggi rimangono in attesa dell’avvio del loro percorso di studi, del proseguimento della loro carriera, del loro futuro. Le vicende del Decreto per la laurea quinquennale a ciclo unico per i restauratori: breve cronistoria Il problema della formazione del restauratore veniva posto già sette anni fa al momento dell’emanazione del Codice dei Beni culturali e del paesaggio (D.L. n.42 del 22 gennaio 2004) dove si indicava che la professione di restauratore dei beni culturali avrebbe seguito un percorso di studi per il conseguimento di una laurea quinquennale a ciclo unico. A questo scopo è stato istituito, presso il Consiglio Universitario Nazionale (CUN), un tavolo tecnico che ha visto raccolte tutte le componenti del Ministero dell’Università e della Ricerca (MIUR) e del Ministero dei Beni Culturali (MiBAC) interessate all’argomento. Dopo più di due anni di lavoro e di lunghi dibattiti in merito alle modalità, ai contenuti  e ai soggetti coinvolti nella futura formazione è stato firmato a marzo 2011 dai Ministri M. Gelmini e S. Bondi il decreto interministeriale che definisce la classe della laurea magistrale a ciclo unico in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali. Il Decreto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale a giugno e nel mese di settembre  il MIUR ha predisposto il successivo decreto attuativo, relativo ai requisiti minimi, che consente di inserire questa classe nell’offerta formativa ufficiale di ogni singolo Ateneo. Ad oggi, più di due mesi sono passati, il detto Decreto è stato firmato soltanto dall’ex-Ministro M. Gelmini e nonostante i nostri continui appelli  non si sono registrati sviluppi . Nel frattempo la Commissione MiBAC-MIUR (prevista con D.I. del 7.02.2011 in attuazione del decreto n. 87 del 26 maggio 2009, art. 5 e del Codice dei beni culturali d.lgs. n. 42/2004, art. 29, commi 8, 9) sta procedendo a rilasciare il parere di conformità per tutte le istituzioni con un lavoro serio ed accurato, come previsto per legge, con una tempistica che finora ha tenuto conto delle esigenze di tutte le istituzioni. Gravità della situazione ed urgenti richieste La mancata firma dell’ ultimo D.I. rischia di far slittare  l’avvio dei Corsi della laurea magistrale quinquennale al prossimo anno accademico, ma questo avviene soltanto per le Università visto che le Scuole di Alta Formazione e le Accademie, non essendo soggette a questo iter, hanno potuto avviare i corsi. La cosa è tanto più grave in quanto i nostri laureati con laurea triennale (Classe 41e Classe 43) nell’anno accademico 2009/2010, hanno già perso un anno non avendo potuto più iscriversi alla laurea specialistica, e si troverebbero ora a perderne un altro; mentre i laureati triennali nel corrente anno accademico 2010/2011 ne perderebbero uno. Nell’Università di Torino inoltre, studenti già iscritti alla laurea magistrale LM11 nell’a.a. 2010/2011 sono attualmente impediti nel proseguimento degli studi, con una situazione di palese irregolarità per quanto riguarda l’Ateneo stesso. In altri Atenei nell’anno accademico 2010/11 non è stato possibile attivare il corso di laurea triennale sicché sono state deluse le aspettative di tanti diplomati i quali hanno rinviato al corrente anno accademico la possibilità di iscriversi al corso di laurea. Tutto ciò come risultato di inefficienza, per non chiarezza fra gli uffici legislativi dei due Ministeri, ma soprattutto per poca considerazione del futuro dei nostri studenti e delle nostre Istituzioni universitarie che si ritrovano impotenti, con un Ministero che doverosamente dovrebbe poter trovare  soluzioni costruttive, rapide e soddisfacenti per tutti. Le Università che si sono coordinate nel Comitato Nazionale rivolgono questo appello urgente affinché  possa essere sbloccata una situazione che non consente di far partire i corsi in Conservazione e Restauro per l’anno accademico 2011-2012 , disattendendo  le giuste aspettative di studenti e famiglie che in questi ultimi anni, hanno dovuto sopportare molti disagi per i continui rinvii dell’uscita di questo percorso formativo professionalizzante. Con vivissima stima ed un augurio per il nuovo mandato, porgono i più deferenti saluti i membri del Comitato Nazionale delle Università sottoscritte: Università degli studi di Torino Università degli studi di Palermo Università degli studi di Urbino Università degli studi Suor Orsola Benincasa di Napoli Università degli studi di Roma “Tor Vergata”

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