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L’Università di Urbino in prima fila nell’alfabetizzazione finanziaria: in due volumi la proposta innovativa dell’Ateneo

Comunicato stampa pubblicato il giorno 22/02/2021

La promozione dell’educazione finanziaria e la necessità di avviare iniziative e programmi di alfabetizzazione efficaci e inclusivi sono obiettivi prioritari per diversi organismi nazionali e internazionali. La pandemia ha ulteriormente accentuato l’urgenza e l’importanza di questi temi e ha messo ancora di più in luce la necessità di investire in educazione finanziaria, coniugandola con la digitalizzazione e la sostenibilità, senza lasciare indietro le fasce più deboli e i gruppi più vulnerabili. Lo ha ribadito recentemente la Raccomandazione del Consiglio sull'alfabetizzazione finanziaria, adottata dall’OCSE durante il 2020 e presentata in Italia il 18 gennaio 2021, con la quale si sollecitano tutti i Paesi membri ad attuare strategie finalizzate alla promozione dell’alfabetizzazione finanziaria di tutti i cittadini, con particolare attenzione rivolta a giovani, rifugiati, migranti, donne, anziani, micro e piccoli imprenditori.

Il richiamo ha trovato pronta l’Università di Urbino, da alcuni anni attiva su questi temi. Dal 2019, infatti, la Carlo Bo è stata coinvolta nel progetto “FIN-Finanza inclusiva” con capofila l’Associazione “L’Africa chiama” e finanziato con fondi europei e del Ministero dell’interno. Un team multidisciplinare di Ateneo, formato dalla project manager Luisa Cecarini, coadiuvato da Giovanna Carloni, Sandra Abdelhalden e supervisionato da Francesca Maria Cesaroni e Antonella Negri, ha individuato come problematica da affrontare la carenza di materiali didattici a disposizione di un target vulnerabile come gli stranieri con basso livello di istruzione e limitata conoscenza della lingua italiana. Le tecniche di insegnamento dell’italiano come lingua seconda e il metodo comunicativo sono apparsi come la scelta migliore per veicolare sia la lingua italiana che le nozioni di finanza. È stato così creato, tramite avviso pubblico, un team di due docenti esterni, Antonio Hans Di Legami e Antonio Ritrovato, coadiuvato dai docenti del Master “Insegnare italiano a stranieri”, Giovanna Carloni e Cristina Pierantozzi, e diretto da Antonella Negri, che ha elaborato un testo di didattica dell’italiano incentrato sui termini finanziari, per studenti non italofoni di primo livello: “Percorsi di Alfabetizzazione finanziaria”, poi sperimentato in classe in Emilia Romagna, Marche, Abruzzo. Il lavoro è stato oggetto di una valutazione esterna, condotta sia attraverso l’osservazione dell’interazione in classe tra docente e discenti, sia attraverso la somministrazione in entrata e uscita di un questionario di gradimento e di un test sulle competenze linguistiche. Un lavoro che andrà perfezionato col tempo ma nella convinzione di essere sulla strada giusta.

Le università possono svolgere un ruolo chiave nel contribuire alla diffusione dell’educazione finanziaria, così da favorire l’inclusione sociale anche delle categorie più vulnerabili e colmare i divari che la pandemia rischia di accentuare. Accanto alla creazione del Percorso di alfabetizzazione finanziaria, si è affiancata un’attività di ricerca che ha coinvolto Francesca Maria Cesaroni, docente di economia aziendale e coordinatrice di Uniurb Lab, il Contamination Lab dell’Università di Urbino, l’assegnista di ricerca Denisse Chamochumbi Diaz e la coordinatrice dell’intero progetto FIN Luisa Cecarini, per individuare dei modelli di inclusione finanziaria da replicare sul territorio regionale.

Contatti: Antonella Negri (antonella.negri@uniurb.it)

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