Università degli Studi di Urbino Carlo Bo / Portale Web di Ateneo


D.R. n. 138/2012 del 2 aprile 2012 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, Serie Generale, n. 89 del 16 aprile 2012.

PREAMBOLO » vedi

TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI
Art.  1 - Principi fondamentali » vedi
Art.  2 - Libertà di ricerca e di insegnamento » vedi
Art . 3 - Formazione del personale » vedi
Art.  4 - Fonti di finanziamento » vedi
Art.  5 - Statuto » vedi
Art.  6 - Regolamenti » vedi
Art.  7 - Codice Etico » vedi

TITOLO II - STRUTTURE E ATTIVITA' DIDATTICHE E DI RICERCA
Art.  8 - Strutture didattiche e di ricerca » vedi
Art.  9 - Dipartimenti » vedi
Art. 10 - Consiglio di Dipartimento » vedi
Art. 11 - Direttore del Dipartimento e Giunta » vedi
Art. 12 - Centri di ricerca e di supporto alla ricerca e alla didattica » vedi
Art. 13 - Commissione paritetica docenti-studenti » vedi
Art. 14 - Scuole di specializzazione e di dottorato di ricerca » vedi

TITOLO III - ORGANI DI ATENEO E ALTRI ORGANI
Art. 15 - Organi dell'Ateneo » vedi
Art. 16 - Rettore » vedi
Art. 17 - Senato Accademico » vedi
Art. 18 - Consiglio di Amministrazione » vedi
Art. 19 - Collegio dei Revisori dei Conti » vedi
Art. 20 - Consiglio degli Studenti » vedi
Art. 21 - Comitato etico » vedi
Art. 22 - Nucleo di Valutazione » vedi
Art. 23 - Collegio di Disciplina » vedi
Art. 24 - Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni » vedi
Art. 25 - Tavolo di consultazione » vedi

TITOLO IV – ORGANIZZAZIONE DELL’AMMINISTRAZIONE E DIRETTORE GENERALE
Art. 26 - Principi » vedi
Art. 27 - Direttore Generale » vedi
Art. 28 - Funzioni dirigenziali » vedi
Art. 29 - Sistema bibliotecario di Ateneo » vedi
Art. 30 - Strutture di servizio » vedi
Art. 31- Centri di ricerca interuniversitari e internazionali » vedi
Art. 32 - Comitato per lo Sport Universitario » vedi

TITOLO V - NORME COMUNI, FINALI E TRANSITORIE
Art. 33 - Pari opportunità nella composizione di organi e strutture collegiali » vedi
Art. 34 - Partecipazione a organismi privati » vedi
Art. 35 - Invenzioni conseguite nell’ambito dell’Università » vedi
Art. 36 - Logotipo » vedi
Art. 37 - Norme comuni, transitorie e finali » vedi

 

PREAMBOLO

L’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo,
Fondata nel 1506, a seguito del riordinamento del Collegio dei Dottori di Urbino;
Università libera, a partire dal Regio Decreto del 23 ottobre 1862, n. 912, conservando tale status anche con il Regio Decreto dell’8 febbraio 1925, n. 230;
Intitolata nel 2003 a Carlo Bo, sotto il cui più che cinquantennale impulso raggiunge grande prestigio;
Statalizzata nel 2007  e oggi Ateneo a vocazione internazionale;
Rivendicando la propria appartenenza allo Spazio Europeo dell’Istruzione, del quale, con il presente Statuto, fa propri principi, strumenti, obiettivi;
Sede primaria di libera ricerca scientifica e istruzione superiore;
Affermando il proprio carattere pluralista e libero da ogni condizionamento ideologico, confessionale, politico ed economico e la sua natura di istituzione pubblica, che gode a nome della Costituzione, e nei limiti fissati dalla legge, di autonomia statutaria, regolamentare, scientifica, didattica, organizzativa, finanziaria e contabile;
Sita in Urbino Città Patrimonio Mondiale dell’Umanità dove si ripropone di sviluppare la vocazione di città Campus, a misura di studente, valorizzando tradizioni, radici, storia e mettendole al servizio dello sviluppo civile, culturale e scientifico della comunità locale, nazionale e internazionale;
ha adottato il presente Statuto in ottemperanza alla L. n. 240 del 2010.

« indietro


TITOLO I
DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 1 - Principi fondamentali

1. L’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo è istituzione pubblica, ha personalità giuridica e piena capacità di diritto pubblico e privato; ha autonomia statutaria, regolamentare, scientifica, didattica, organizzativa, finanziaria e contabile, si organizza e opera secondo il presente Statuto, espressione fondamentale della sua autonomia.

2. Ai fini del presente Statuto per “Università” e “Ateneo” si intende la <<Università degli Studi di Urbino Carlo Bo>> avente sede nella città di Urbino.

3. I fini primari dell'Università sono la promozione e l'organizzazione della ricerca scientifica e dell'istruzione superiore, l'elaborazione e la trasmissione delle conoscenze scientifiche, la formazione di tutto il personale, la preparazione culturale e professionale di studenti e studentesse, la formazione permanente e ricorrente, l'innovazione culturale, scientifica e tecnologica nella società, nonché, nelle forme che le sono proprie, lo sviluppo del territorio.

4. L’Università adotta i provvedimenti necessari per assicurare la piena realizzazione del diritto allo studio, valorizzando i principi espressi nella Carta dei diritti e dei doveri degli studenti e studentesse. Per assolvere ai propri compiti formativi, promuove e sostiene attività e servizi di orientamento e di assistenza didattica, nonché iniziative atte a favorire l’inserimento nel mondo del lavoro di studenti e studentesse.

5. Per il conseguimento delle proprie finalità promuove forme di consultazione periodica e collaborazione con Enti di cultura e di ricerca e con Istituzioni e aziende pubbliche e private, locali, nazionali e internazionali.

6. L’Università riconosce nella vocazione internazionale una componente fondamentale del proprio profilo didattico e scientifico. A tal fine, favorisce l’insegnamento in lingua straniera, gli scambi culturali, la mobilità della componente docente e di quella studentesca e il riconoscimento delle carriere e dei titoli di studio. Promuove il proprio inserimento in reti internazionali di didattica e ricerca, nonché di formazione del personale.

7. L’Università garantisce e promuove, anche attraverso azioni positive, il principio delle pari opportunità e la valorizzazione delle differenze di genere. Contrasta, in ogni ambito di sua pertinenza, qualsiasi forma di discriminazione, diretta e indiretta, con particolare riguardo al sesso, alla razza, al colore della pelle, all’origine etnica o sociale, alla lingua, alla religione, alle convinzioni personali, alle opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, all’appartenenza a una minoranza nazionale e/o culturale, alle condizioni socio-economiche, alla disabilità e alle condizioni di salute, all’età, all’orientamento sessuale, allo stato civile. L’Università assicura un ambiente improntato al benessere organizzativo e si impegna a prevenire, rilevare, contrastare ed eliminare ogni comportamento lesivo della dignità della persona.

8. L’Università adotta i provvedimenti necessari a garantire il pieno inserimento di studenti e studentesse disabili nell’Ateneo e la loro effettiva partecipazione alla vita della comunità universitaria, adoperandosi alla rimozione di ogni ostacolo che si frapponga allo svolgimento delle attività e alla fruizione dei servizi universitari.

9. L'Università ispira la propria attività amministrativa e gestionale ai principi di programmazione e controllo di gestione, di pubblicità degli atti e accesso ai documenti e alle informazioni, di semplicità, efficienza e snellimento delle procedure, di responsabilità individuale nell'attuazione delle decisioni e nel controllo della regolarità degli atti, di trasparenza, certezza e prevedibilità nell’evoluzione della spesa per il personale, di valutazione, valorizzazione delle competenze professionali e del merito. Le funzioni dei soggetti responsabili del procedimento e l'accesso ai documenti amministrativi sono disciplinati con apposito regolamento.

« indietro


Art. 2 - Libertà di ricerca e di insegnamento

1. L'Università garantisce libertà di ricerca; assicura la promozione e lo svolgimento delle attività scientifiche anche con propri specifici finanziamenti, favorendo la collaborazione interdisciplinare e interdipartimentale e la stretta connessione con l’attività didattica; tutela l’autonomia individuale nella scelta dei temi e dei metodi di ricerca; favorisce inoltre l’accesso del singolo studioso e delle strutture di ricerca ai finanziamenti esterni e all’utilizzazione di attrezzature e servizi e la diffusione dei risultati nel rispetto delle esigenze di tutti.

2. L'Università garantisce libertà di insegnamento ai singoli docenti.

3. Il personale docente è tenuto ad adempiere, nel rispetto dei valori etici, con regolarità e assiduità ai propri compiti istituzionali, a quelli che gli vengono di volta in volta conferiti con specifiche delibere degli organi competenti, nonché a partecipare regolarmente agli organi collegiali e alle commissioni previste dallo Statuto e istituite dagli organi e dalle strutture didattiche e scientifiche dell'Ateneo.

« indietro


Art. 3 - Formazione del personale

1. L’Università favorisce la crescita professionale del personale quale condizione essenziale alla realizzazione dei propri fini istituzionali.
A tal fine:

a) valuta l’attività didattica e di ricerca del personale docente;

b) cura la formazione e l’aggiornamento del personale tecnico-amministrativo, garantendo la partecipazione dei propri dipendenti, donne e uomini, in rapporto proporzionale alla loro presenza;

c) per contribuire allo sviluppo della cultura di genere nell’ambito della comunità universitaria assicura l’adeguamento dei  programmi formativi.

« indietro


Art. 4 - Fonti di finanziamento

1. Le fonti di finanziamento dell'Università sono costituite da entrate proprie e da  trasferimenti dello Stato e di altri soggetti pubblici, nonché da erogazioni e contributi di persone fisiche e soggetti pubblici e privati.

2. Le entrate proprie sono costituite dalla contribuzione studentesca, da proventi conseguenti a prestazioni, da contratti e contributi di ricerca nonché da redditi patrimoniali.

 « indietro


Art. 5 - Statuto

1. Lo Statuto è espressione fondamentale della libertà e dell'autonomia  dell'Università in conformità ai principi dell'art. 33 della Costituzione, così come attuati dalle disposizioni legislative e regolamentari che espressamente si riferiscono alle Università.

2. Lo Statuto e le sue modifiche, sentiti  i Dipartimenti, il Comitato Unico di Garanzia e il Consiglio degli Studenti, sono approvati dal Senato Accademico a maggioranza assoluta dei componenti, previo parere favorevole espresso a maggioranza assoluta dei componenti del Consiglio di Amministrazione. Lo Statuto e le sue modifiche sono emanati dal Rettore con proprio decreto.

3. Le modifiche possono essere proposte da qualunque organo dell’Ateneo nonché da ciascun Dipartimento e dal Consiglio degli Studenti e entrano in vigore il trentesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, salvo che non sia diversamente stabilito.

« indietro


Art. 6 - Regolamenti

1. L’attività e l’organizzazione dell’Università sono disciplinate, in conformità al presente Statuto, da disposizioni regolamentari.

2. Il Regolamento Generale di Ateneo definisce e disciplina l’organizzazione, le procedure di attivazione delle strutture di ricerca e di didattica dell'Università e dei centri di servizio di Ateneo, nonché le procedure di elezione degli organi dell’Università e delle rappresentanze presenti in Ateneo non specificamente disciplinate dallo Statuto. Il Regolamento Generale di Ateneo è approvato dal Senato Accademico a maggioranza assoluta dei componenti, previo parere del Consiglio di Amministrazione, sentiti i Dipartimenti e il Consiglio degli Studenti.

3. Il Regolamento Didattico di Ateneo disciplina gli ordinamenti degli studi dei corsi per i quali l’Università rilascia titoli aventi valore legale, riconoscendo ai Dipartimenti i poteri necessari alla realizzazione della propria autonomia didattica; stabilisce altresì le modalità per l’istituzione e il funzionamento delle Scuole di specializzazione, dei corsi di Alta formazione, delle Scuole di Dottorato, dei corsi di perfezionamento e di altre iniziative didattiche e di ogni ulteriore attività formativa. E’ approvato dal Senato Accademico a maggioranza assoluta dei componenti, previo parere favorevole del Consiglio di Amministrazione, sentiti i Dipartimenti e il Consiglio degli Studenti.

4. Il Regolamento di Amministrazione e Contabilità disciplina la gestione finanziaria, contabile e patrimoniale, nonché l’attività negoziale dell’Ateneo. E’ approvato dal Consiglio di Amministrazione a maggioranza assoluta dei componenti, sentito il Senato Accademico.

5. I Regolamenti di funzionamento dei Dipartimenti sono proposti  dai Consigli di Dipartimento e approvati dal Senato Accademico, previo parere favorevole del Consiglio di Amministrazione.

6. I Regolamenti inerenti esclusivamente all’attività economico-finanziaria dell’Ateneo sono adottati dal Consiglio di Amministrazione, sentito il Senato Accademico.

7. Ogni altro Regolamento è approvato dal Senato Accademico, previo parere favorevole del Consiglio di Amministrazione.

8. Tutti i Regolamenti sono approvati a maggioranza assoluta dei componenti di tutti gli organi che intervengono nel procedimento a seconda degli ambiti di rispettiva competenza e sono emanati con decreto del Rettore. Entrano in vigore il quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione nell’Albo dell’Università, salvo che non sia diversamente stabilito.

« indietro


Art. 7 - Codice Etico

1. L’Università adotta un Codice Etico valevole per la comunità universitaria, costituita da docenti, studenti e studentesse, personale tecnico-amministrativo, nonché per tutti coloro che a vario titolo operano nell’Ateneo.

2. Il codice detta le regole di condotta da osservare nell’ambito della comunità, persegue ogni forma di discriminazione e di abuso, favorisce il riconoscimento e il rispetto dei diritti individuali, nonché l’accettazione di doveri e responsabilità nei confronti dell’istituzione di appartenenza. Il codice disciplina anche i casi di conflitto di interessi o di violazione della proprietà intellettuale.

3. Il codice e le sue modifiche, previo parere favorevole del Consiglio di Amministrazione, sentiti il Comitato Unico di Garanzia, i Dipartimenti, il Consiglio degli Studenti, sono approvati dal Senato Accademico ed emanati con decreto dal Rettore, che ne garantisce adeguata pubblicità e la più ampia divulgazione nella comunità universitaria.

4. L’inosservanza delle disposizioni del Codice Etico, qualora non assuma valenza disciplinare, comporta l’applicazione delle seguenti sanzioni, secondo la gravità dell’infrazione e nel rispetto delle procedure di cui allo stesso Codice: richiamo privato; richiamo pubblico; esclusione dall’assegnazione di contributi di Ateneo per un periodo massimo di tre anni, limitatamente al personale docente.

« indietro


TITOLO II
STRUTTURE E ATTIVITA' DIDATTICHE E DI RICERCA

Art. 8 - Strutture didattiche e di ricerca

1. Salvo diversa prescrizione del presente Statuto, le funzioni istituzionali dell’Ateneo concernenti la ricerca scientifica, le attività didattiche e le altre attività di formazione, nonché le attività rivolte all’esterno correlate e accessorie, sono assolte mediante le strutture dipartimentali di cui all’art. 9.

2. Ogni corso di studio, istituito secondo le modalità di cui agli articoli 17 e 18 del presente Statuto, afferisce al Dipartimento in cui sono incardinati almeno la metà più uno dei docenti per esso necessari ai fini dei requisiti minimi quantitativi.

3. Il Dipartimento cui afferiscono uno o più corsi di studio, tenendo conto del contributo di altri Dipartimenti, provvede all’organizzazione, alla gestione e al coordinamento delle attività didattiche mediante strutture interne al Dipartimento stesso, comunque denominate, istituite con apposito Regolamento, proposto dal Consiglio di Dipartimento e approvato dal Senato Accademico previo parere favorevole del Consiglio di amministrazione. Tale Regolamento definisce le competenze e la composizione della struttura stessa, nonché le forme di partecipazione dei docenti a contratto, del personale tecnico-amministrativo e degli studenti e studentesse alle sue determinazioni.

4. Qualora non ricorrano le condizioni di cui al comma 2, all’organizzazione, alla gestione e al coordinamento dei corsi di studio, istituiti secondo le modalità di cui agli articoli 17 e 18 del presente Statuto, provvedono, per ogni corso di studio, i Dipartimenti interessati mediante Regolamento congiuntamente proposto dai Consigli di Dipartimento e approvato dal Senato Accademico previo parere favorevole del Consiglio di amministrazione. Il Regolamento individua il Dipartimento cui il corso di studio afferisce, definendo altresì le competenze e la composizione del collegio preposto all’organizzazione e alla gestione del corso di studio.

 « indietro


Art. 9 - Dipartimenti

1. Il Dipartimento è la struttura titolare delle funzioni didattiche e di ricerca. Per l’esercizio di tali funzioni il Dipartimento:

- promuove e coordina l’attività di ricerca, ferma restando l’autonomia di ogni singolo docente e ricercatore;

- coordina e disciplina, conformemente al Regolamento Didattico di Ateneo, l’attività didattica dei corsi di studio, compresi i corsi di dottorato e ogni altro corso di formazione, secondo le modalità di cui all’art. 8.

2. Al Dipartimento afferiscono Professori, Ricercatori, di ruolo e a tempo determinato, e docenti a contratto coerentemente con l’ambito culturale delle attività didattiche e di  ricerca  in essere nel Dipartimento stesso. Il personale tecnico-amministrativo è assegnato dal Direttore Generale. Ne fanno parte, inoltre, in conformità alle rispettive norme regolamentari, dottorandi di ricerca e titolari di assegni di ricerca attivati dalla medesima struttura. La mobilità tra Dipartimenti di docenti e Ricercatori  è disciplinata da apposito Regolamento.

3. L’istituzione del Dipartimento è deliberata dal Consiglio di Amministrazione, dietro parere del Senato Accademico, su proposta di almeno trentacinque Professori e Ricercatori in servizio alla data di presentazione della proposta medesima.

4. La proposta di costituzione va presentata entro il 30 giugno e deve definire l’ambito delle funzioni scientifiche e didattiche cui il Dipartimento è preposto.

5. La soppressione del Dipartimento è disposta dal Consiglio di Amministrazione previo parere del  Senato Accademico. La procedura di soppressione del Dipartimento è attivata:

-   quando, per qualsiasi motivo, non se ne può garantire il regolare funzionamento;

-  su proposta della maggioranza assoluta dei Professori e Ricercatori in servizio presso il Dipartimento;

-  quando il numero  dei Professori e Ricercatori in servizio presso il Dipartimento è inferiore al numero minimo di cui al comma 3 per un anno.

6. Sono organi del Dipartimento:

a) il Consiglio;
b) il Direttore;
c) la Giunta;
d) la Commissione paritetica docenti-studenti.

7. Il Dipartimento ha autonomia finanziaria e contrattuale secondo il regime fissato dal Regolamento di Amministrazione e Contabilità e nel rispetto dei principi contabili relativi al bilancio unico di Ateneo di cui alla L. n. 240/2010. Per l’esercizio delle funzioni di ricerca, il Dipartimento può prevedere, su approvazione del Consiglio di Dipartimento, la costituzione di Sezioni, che non hanno autonomia finanziaria e contrattuale, né organi di governo propri.

8. Nell’ambito della programmazione pluriennale dell’Ateneo, il Dipartimento provvede a determinare le proprie esigenze di organico e a formulare motivate richieste di posti di ruolo  e di Ricercatori a tempo determinato. Le relative deliberazioni sono assunte a voto palese a maggioranza assoluta dei componenti del Consiglio di Dipartimento nella composizione prevista dalla normativa vigente. Con le stesse modalità sono assunte le deliberazioni di proposte di chiamata di Professori e Ricercatori, nonché di assegnazione dei compiti didattici ai Professori e Ricercatori.

9. Il Dipartimento esercita ogni altra funzione attribuita da norme di legge, da regolamenti o da determinazioni degli organi di Ateneo.

« indietro


Art. 10 - Consiglio di Dipartimento

1. Al Consiglio di Dipartimento sono affidati compiti di gestione, di programmazione e sviluppo, nonché ogni altra competenza prevista per legge, Statuto, Regolamento.

2. Oltre alle competenze previste nel precedente articolo, il Consiglio di Dipartimento:

a) propone, per l’approvazione del Senato Accademico, il Regolamento di funzionamento del Dipartimento;
b) assolve gli obblighi finanziari e contabili secondo le vigenti disposizioni;
c) delibera sulle richieste di afferenza dei Professori e dei Ricercatori;
d) delibera sui contratti e convenzioni di sua competenza;
e) elegge, nel suo seno, il Direttore e la Giunta.

3. Il Consiglio di Dipartimento è composto da:

a) il Direttore;
b) tutti i Professori e i Ricercatori, di ruolo e a tempo determinato, ad esso afferenti;
c) il Segretario Amministrativo;
d) un rappresentante dei dottorandi di ricerca;
e) un rappresentante degli assegnisti di ricerca;
f)  una rappresentanza degli studenti e studentesse iscritti ai corsi afferenti al Dipartimento, secondo le previsioni del Regolamento Generale di Ateneo;
g) una rappresentanza del personale tecnico-amministrativo nella misura stabilita dal Regolamento Generale di Ateneo.

« indietro


Art. 11 - Direttore del Dipartimento e Giunta

1. Il Direttore rappresenta il Dipartimento, ha funzioni direttive e di coordinamento, convoca e presiede il Consiglio e la Giunta, cura l’esecuzione delle relative deliberazioni e adotta gli atti necessari per la gestione organizzativa e amministrativa del Dipartimento stesso, in conformità a quanto previsto in via regolamentare.

2. Il Direttore del Dipartimento è un Professore Ordinario dell’Università afferente al Dipartimento  con regime di impegno a tempo pieno ovvero, in caso di motivata indisponibilità dei Professori Ordinari e negli altri casi previsti dalla legge, un Professore Associato afferente al Dipartimento sempre con regime di impegno a tempo pieno.

3. Il Direttore è eletto in apposita seduta del Consiglio di Dipartimento, convocata e presieduta dal Decano. Nella prima votazione è eletto, a scrutinio segreto, a maggioranza assoluta dei voti espressi, purché vi abbia preso parte la maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto. Nel caso di mancata elezione si procede al ballottaggio tra i due candidati che nella votazione hanno riportato il maggior numero di voti. In caso di mancato raggiungimento del quorum alla prima votazione si procede ad una seconda votazione, nella quale il Direttore di Dipartimento viene eletto con le stesse modalità della prima. Qualora il quorum non venga raggiunto anche nella seconda votazione, l’elettorato passivo viene esteso ai Professori Associati e si procede ad una nuova votazione nella quale il Direttore di Dipartimento viene eletto con le stesse modalità della prima votazione. Qualora anche in tale votazione non venga eletto il Direttore ovvero non sia raggiunto il quorum, si procede al ballottaggio tra i due candidati che nella votazione hanno riportato il maggior numero di voti.
In ogni caso, nell’ipotesi di parità, risulta eletto il candidato con maggiore anzianità in ruolo e, nell’ipotesi di ulteriore parità, quello con maggiore anzianità anagrafica.

4. Il Direttore è nominato con decreto del Rettore.

5. Il Direttore dura in carica tre anni e può essere rieletto consecutivamente solo una volta. La carica di Direttore è incompatibile con quella di Rettore, di Pro-Rettore Vicario, di membro del Consiglio di Amministrazione e del Nucleo di Valutazione.

6. La Giunta del Dipartimento coadiuva il Direttore nelle sue funzioni. Ne fa parte di diritto il Segretario Amministrativo. La composizione e la durata in carica della Giunta sono disciplinate dal Regolamento di funzionamento del Dipartimento, il quale stabilisce modalità idonee a garantire la rappresentanza delle diverse componenti del personale docente.

« indietro


Art. 12 - Centri di ricerca e di supporto alla ricerca e alla didattica

1. I Dipartimenti possono proporre la costituzione di Centri di ricerca o di supporto alla ricerca e alla didattica, indicando il progetto specifico e, nel caso di Centri Interdipartimentali, la struttura amministrativa di afferenza.

2. La costituzione dei Centri è deliberata dal Consiglio di Amministrazione, previo parere del Senato Accademico.

3. L’Orto Botanico dell’Ateneo ha la finalità di introdurre, curare, conservare specie vegetali da diffondere, proteggere e farne oggetto di ricerca. Le modalità di funzionamento dell’Orto Botanico sono stabilite da apposito Regolamento adottato dal Senato Accademico, previo parere favorevole del Consiglio di Amministrazione.

« indietro


Art. 13 - Commissione paritetica docenti-studenti

1. In ogni Dipartimento è istituita la Commissione paritetica docenti-studenti competente a svolgere, secondo le vigenti disposizioni di legge, attività di valutazione, consultazione e controllo sulle attività didattiche e di servizio agli studenti e studentesse.

2. La Commissione è costituita da una rappresentanza paritetica di docenti, designati dal Consiglio di Dipartimento, e di studenti e studentesse, eletti secondo le previsioni di cui al Regolamento Generale di Ateneo, che stabilisce altresì la composizione numerica, la durata in carica e le modalità di funzionamento dell’organo.

 « indietro


Art. 14 - Scuole di specializzazione  e di dottorato di ricerca

1. Le Scuole di specializzazione sono strutture, anche interateneo, che curano lo svolgimento e l’organizzazione di attività didattiche finalizzate alla formazione di specialisti in settori professionali determinati.

2. Fatti salvi gli ordinamenti delle Scuole rette da disposizioni speciali di legge, le Scuole di specializzazione e le Scuole di dottorato di ricerca sono istituite e attivate con delibera del Consiglio di Amministrazione, sentito il Senato Accademico su proposta di uno o più Dipartimenti, anche di altri Atenei.

« indietro


TITOLO III
ORGANI DI ATENEO E ALTRI ORGANI

Art. 15 - Organi dell'Ateneo

1. Sono organi dell’Ateneo il Rettore, il Senato Accademico, il Consiglio di Amministrazione, il Collegio dei Revisori dei Conti, il Nucleo di Valutazione, il Direttore Generale.

« indietro


Art. 16 - Rettore

1. Il Rettore ha la rappresentanza legale dell'Ateneo.
Ha funzioni di governo, di indirizzo e di controllo. È responsabile del perseguimento delle finalità dell’istituzione universitaria nel rispetto dei principi di efficienza, efficacia, trasparenza e promozione del merito.

2. Spetta al Rettore, in particolare:

a) esercitare funzioni di indirizzo, di iniziativa e coordinamento delle attività scientifiche e didattiche;

b) vigilare, nell’ambito delle competenze previste dalla legge, sul funzionamento e sull’efficienza delle strutture e dei servizi dell’Università, promuovendo, in particolare, l’adozione di misure organizzative atte a garantire l’individuazione delle specifiche responsabilità;

c) utilizzare, nella sua azione di indirizzo e di controllo, le risultanze del Nucleo di Valutazione;

d) garantire:

- l'autonomia didattica e di ricerca del personale docente, nel rispetto del suo stato giuridico e delle norme dell’ordinamento universitario e dei principi generali di cui al Titolo I del presente Statuto;
- il diritto degli studenti e delle studentesse alla formazione;
- il rispetto del Codice Etico;

e) convocare e presiedere il Senato Accademico e il Consiglio di Amministrazione e curare l'esecuzione delle loro deliberazioni;

f) proporre al Senato Accademico:

- due dei quattro membri del Consiglio di Amministrazione appartenenti al personale docente dell’Ateneo, da individuare nell’ambito delle candidature riconosciute idonee dal Comitato dei garanti;
- le sanzioni da irrogare nei casi di violazione del Codice Etico, che non configurino infrazione disciplinare;

g) proporre al Consiglio di Amministrazione:

- il documento di programmazione triennale di Ateneo, tenuto conto delle proposte e del parere del Senato Accademico;
- il bilancio di previsione e il conto consuntivo, sentito il parere del Senato Accademico;
- il conferimento e la revoca dell’incarico di Direttore Generale, sentito il parere del Senato Accademico;
- il conferimento di incarichi di insegnamento a contratto a favore di docenti, studiosi o professionisti stranieri di chiara fama in conformità alla normativa vigente;

h) designare i membri del Consiglio di Amministrazione non appartenenti ai ruoli dell’Ateneo ai sensi dell’art. 18 del presente Statuto;

i) adottare, in caso di necessità e urgenza, sotto la sua responsabilità i provvedimenti di competenza del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione, sottoponendoli a ratifica nella seduta immediatamente successiva;

l) stipulare i contratti e le convenzioni tra Università e amministrazioni pubbliche o altri soggetti pubblici e privati, non affidati dal Regolamento di Amministrazione e Contabilità alle competenze delle singole strutture o del Direttore Generale;

m) presentare all'inizio di ogni anno accademico una relazione sullo stato dell'Ateneo;

n) inviare al competente Ministro le relazioni previste dalla legge;

o) emanare lo Statuto, i Regolamenti, il Codice Etico e le loro modificazioni e integrazioni;

p) esercitare:

- l’azione disciplinare nei confronti di Professori e Ricercatori ai sensi delle vigenti disposizioni di legge con competenza ad irrogare sanzioni disciplinari non superiori alla censura;
- l’iniziativa nell’ambito dei procedimenti connessi a violazioni del Codice Etico, che non configurino infrazione disciplinare;
- ogni altra funzione e competenza che gli sia demandata dai vigenti ordinamenti universitari, dallo Statuto e dai Regolamenti, o che non sia espressamente attribuita ad altri organi dallo Statuto, compreso il potere di annullamento di atti per ragioni di legittimità.

3. Il Rettore è eletto fra i Professori Ordinari in servizio presso le Università italiane in regime di impegno a tempo pieno o che optino in caso di elezione per detto regime; dura in carica per un unico mandato di sei anni, non rinnovabile.

4. L'elettorato attivo spetta:

a) ai Professori di ruolo di prima fascia, ai Professori di ruolo di seconda fascia e ai ricercatori con voto pesato in modo che essi rappresentino, senza distinzione alcuna, il 70% dei voti espressi;
b) al personale tecnico-amministrativo, anche a tempo determinato se titolare di un contratto di lavoro di durata almeno triennale, con voto pesato in modo che esso rappresenti il 20% dei voti espressi;
c) agli studenti e studentesse nel Consiglio degli studenti con voto pesato in modo che essi rappresentino il 10% dei voti espressi.

5. La convocazione del corpo elettorale è effettuata dal Decano o, in caso di sua assenza o impedimento, dal Professore Ordinario che lo segue in ordine di anzianità, almeno sessanta giorni prima della data stabilita per le votazioni e almeno centottanta giorni prima della scadenza del mandato del Rettore in carica. Nel caso di anticipata cessazione, la convocazione deve avere luogo fra il trentesimo e il sessantesimo giorno successivo alla data della cessazione.

6. Il Rettore nella prima votazione è eletto a maggioranza assoluta dei voti espressi, ricalcolati in base ai pesi definiti al comma 4, purché vi abbia preso parte la maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto; in caso di mancata elezione o di mancato raggiungimento del quorum si procederà con il sistema del ballottaggio fra i due candidati che nella votazione abbiano riportato il maggior numero di voti. In caso di parità, risulta eletto il candidato con maggiore anzianità nel ruolo dei Professori ordinari e, in caso di ulteriore parità, quello con maggiore anzianità anagrafica.

7. Il ballottaggio di cui al comma precedente deve aver luogo a distanza di non più di dieci giorni dalla prima votazione.

8. Il candidato che abbia ottenuto la prescritta maggioranza, e abbia optato per il regime di impegno a tempo pieno, è proclamato eletto dal Decano, nominato con proprio decreto dal Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e assume la carica all’inizio dell’anno accademico. Qualora risulti eletto un Professore appartenente ad altro Ateneo, l’elezione si configura anche come chiamata e concomitante trasferimento nell’organico dei Professori della nuova sede, comportando, altresì, lo spostamento della quota di finanziamento ordinario relativo alla somma degli oneri stipendiali in godimento presso la sede di provenienza del Professore stesso.

9. Il Rettore nomina un Pro-Rettore Vicario, scelto fra i Professori Ordinari, che lo sostituisce in caso di assenza o impedimento. Il Pro-Rettore Vicario partecipa alle sedute del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione senza diritto di voto.

10. Il Rettore può avvalersi di altri Pro-Rettori e delegati da lui scelti fra il personale docente dell’Ateneo. Essi sono nominati con decreto rettorale, in cui sono specificati i compiti e i settori di competenza e, relativamente ai compiti loro attribuiti, rispondono del loro operato direttamente al Rettore. La carica di Pro-Rettore cessa contestualmente a quella del Rettore.

11. In caso di cessazione anticipata del mandato rettorale, le funzioni di Rettore per l’ordinaria amministrazione sono assunte dal Decano del corpo accademico, il quale procede entro dieci giorni alla convocazione del corpo elettorale, fissando lo svolgimento delle elezioni non oltre il trentesimo giorno dalla data dell’atto di convocazione. In questo caso il Rettore eletto entra in carica all’atto della nomina e vi rimane per i successivi cinque anni accademici.

12. Per tutta la durata del mandato il Rettore ha diritto ad una limitazione dell’attività didattica, dandone comunicazione al Senato Accademico e al proprio Dipartimento di afferenza.

 « indietro


Art. 17 - Senato Accademico

1. Il Senato Accademico ha funzioni di programmazione, consultazione e controllo, di coordinamento e di raccordo tra i Dipartimenti e le altre strutture dell’Università.

2. Spetta al Senato Accademico, in particolare:

a) formulare proposte ed esprimere parere obbligatorio:

- sulla didattica, la ricerca e i servizi agli studenti e studentesse;
- sull’attivazione, la modifica o la soppressione di corsi, sedi, Dipartimenti e ogni altra struttura didattica e di ricerca;
- sui piani triennali di sviluppo, anche edilizio, ivi compreso il documento di programmazione triennale dell’Ateneo, presentati dal Rettore al Consiglio di Amministrazione

b) esprimere parere:

- sul bilancio di previsione e il conto consuntivo predisposti dal Rettore;
- sulla proposta del Rettore di conferimento e di revocadell’incarico di Direttore Generale;
- sulla proposta di Regolamento di Amministrazione e Contabilità;
- sulla proposta di designazione, formulata dal Rettore, dei membri del Consiglio di Amministrazione non appartenenti ai ruoli dell’Ateneo;
- su ogni misura intesa a garantire il diritto allo studio, ivi compresa la determinazione di tasse e contributi degli studenti e studentesse, nonché sui rapporti con le istituzioni territoriali preposte alla tutela di tale diritto;
- sulla proposta, formulata dal Rettore al Consiglio di Amministrazione, di attribuzione di insegnamenti a contratto a favore di docenti, studiosi o professionisti stranieri di chiara fama;

c) esprimere parere su ogni altra materia ad esso sottoposta dal Rettore;

d) proporre al corpo elettorale, ai sensi del successivo comma 7, una mozione di sfiducia nei confronti del Rettore, non prima che siano trascorsi due anni dall’inizio del suo mandato;

e) deliberare, secondo le procedure di cui al presente Statuto, le modifiche di Statuto, il Codice Etico di Ateneo e le sue modifiche, nonché i Regolamenti nei casi e secondo le procedure del presente Statuto;

f) definire, nel rispetto delle norme di legge, i requisiti di nomina dei membri del Consiglio di Amministrazione;

g) approvare a maggioranza assoluta dei suoi componenti la proposta del Rettore di nomina di due membri del Consiglio di Amministrazione appartenenti al personale docente dell’Ateneo;

h) designare nei casi e secondo le procedure previsti dal presente Statuto i componenti degli organi di Ateneo;

i) deliberare sulla proposta del Rettore, in ordine alle violazioni del Codice Etico, che non configurino infrazione disciplinare.

3. Il Senato Accademico è composto da diciotto membri:

a) il Rettore, che lo presiede;

b) tre rappresentanti degli studenti e studentesse;

c) dodici docenti eletti in modo da rispettare le diverse aree scientifico-disciplinari dell’Ateneo, tra i quali:

1) non meno di quattro e non più di nove Direttori di Dipartimento;
2) non meno di tre e non più di sei Professori Associati o Ricercatori, inclusi gli eventuali eletti tra i Direttori di Dipartimento, garantendo comunque la presenza di almeno un Ricercatore e di almeno un Professore Associato. Qualora tra i Direttori di Dipartimento risultassero eletti oltre cinque Professori Associati, il numero massimo previsto al presente punto viene elevato in modo da risultare pari al numero dei Direttori di Dipartimento con qualifica di Professore Associato, più un posto da riservare a un Ricercatore.
Si procederà prima all’elezione dei Direttori di Dipartimento, poi dei Professori Associati e Ricercatori nel numero massimo dei posti ancora disponibili e rispettando le previsioni del punto 2 della lett. c) del presente articolo e, infine, all’elezione dei rimanenti docenti. L’elettorato attivo spetta indistintamente ai professori Ordinari, ai Professori Associati e ai Ricercatori.

d) due rappresentanti del personale tecnico-amministrativo.
I componenti di cui alle lett. b), c) e d), sono eletti secondo le previsioni del Regolamento Generale di Ateneo.

4. Il Senato Accademico dura in carica tre anni. Il mandato può essere rinnovato una sola volta. Il mandato dei rappresentanti degli studenti e studentesse ha durata biennale.

5. Il Senato Accademico è convocato dal Rettore in via ordinaria almeno una volta ogni due mesi e, in via straordinaria, quando ne facciano richiesta scritta almeno cinque dei suoi  membri.

6. Alle adunanze del Senato Accademico partecipano, senza diritto di voto, il Pro-Rettore vicario e il Direttore Generale e, in caso di suo impedimento, un funzionario da lui designato. Le funzioni di Segretario verbalizzante sono esercitate dal Direttore Generale con l’assistenza tecnica di un funzionario dell’amministrazione. In caso di sua assenza il Rettore designa chi assume le funzioni di Presidente del Senato Accademico.

7. Il Senato Accademico, nell’esercizio dei poteri di cui al precedente comma 2, lett. d), propone al corpo elettorale, con una maggioranza di almeno i due terzi dei suoi componenti, la mozione di sfiducia nei confronti del Rettore. Le votazioni sono indette dal Decano entro dieci giorni dalla deliberazione del Senato Accademico, fissandone lo svolgimento non prima di trenta giorni e non oltre sessanta giorni dalla indizione. Gli aventi diritto al voto sono tutti coloro che godono dell’elettorato attivo per l’elezione del Rettore  e le procedure di voto si svolgono con le modalità stabilite dal Regolamento Generale d’Ateneo. La mozione di sfiducia nei confronti del Rettore si intende approvata con il voto favorevole della maggioranza assoluta degli aventi diritto, calcolata ai sensi dell’art. 16, comma 4, del presente Statuto. Qualora la mozione di sfiducia venga approvata, il Rettore cessa dalla carica all’atto della proclamazione del risultato da parte del Decano, il quale assume le funzioni di Rettore per l’ordinaria amministrazione.

« indietro


Art. 18 - Consiglio di Amministrazione

1. Il  Consiglio di Amministrazione ha funzioni di indirizzo strategico, di programmazione finanziaria e del personale, nonché di vigilanza sulla sostenibilità finanziaria delle attività.  Esercita ogni altra funzione che gli sia devoluta dal presente Statuto, dai regolamenti e dalla normativa vigente.

2. Spetta al Consiglio di Amministrazione, in particolare:

a) deliberare l'attivazione, la modifica o la soppressione di corsi, sedi, strutture e Dipartimenti, su proposta o previo parere del Senato Accademico;

b) approvare:

- a maggioranza assoluta dei componenti il Regolamento di Amministrazione e Contabilità e i Regolamenti inerenti all’attività economico-finanziaria dell’Ateneo, sentito il Senato Accademico;
- il bilancio di previsione e il conto consuntivo, nonché i piani sviluppo, anche edilizio, dell’Ateneo, ivi compreso il documento di programmazione triennale;
- la proposta, da parte del Dipartimento, di chiamata dei Professori e dei Ricercatori;
- la proposta, da parte del Rettore, di attribuzione di insegnamenti a contratto a favore di docenti, studiosi o professionisti stranieri di chiara fama;

c) formulare proposte ed esprimere parere in ordine all’approvazione dello Statuto, del Codice Etico e relative modificazioni e integrazioni;

d) esprimere parere sul Regolamento Generale di Ateneo, sul Regolamento Didattico di Ateneo, sui Regolamenti di funzionamento dei Dipartimenti e su ogni altro Regolamento ai sensi dell’art. 6, comma 7, del presente Statuto;

e) conferire e revocare l’incarico di Direttore generale, su proposta del Rettore, sentito il Senato Accademico;

f) determinare:

- l’importo delle tasse e dei contributi dovuti dagli studenti e studentesse;
- il trattamento economico del Direttore Generale;
- l’ammontare delle indennità di carica e di funzioni;

g) designare i componenti del Nucleo di Valutazione ad eccezione del rappresentante degli studenti e studentesse, previo parere del Senato Accademico;

h) autorizzare la stipula di convenzioni e contratti ai sensi del Regolamento di Amministrazione e Contabilità;

i) esercitare la competenza disciplinare, in conformità con il parere vincolante del Collegio di Disciplina, nei confronti di Professori e Ricercatori ai sensi delle vigenti disposizioni.

3. Il Consiglio di Amministrazione è composto da undici membri:

a) il Rettore, che lo presiede;

b) tre membri non appartenenti ai ruoli dell’Ateneo a decorrere dai tre anni precedenti alla designazione e per tutta la durata dell’incarico;

c) quattro membri appartenenti al personale docente di ruolo dell’Ateneo;

d) un rappresentante del personale tecnico-amministrativo dell’Ateneo;

e) due rappresentanti elettivi degli studenti.

4. I componenti del Consiglio di Amministrazione, esclusi il Rettore e i rappresentanti degli studenti e studentesse, sono individuati tra personalità italiane o straniere in possesso di comprovata competenza in campo gestionale ovvero di un’esperienza professionale di alto livello con debita attenzione alla qualificazione scientifico-culturale. Il Senato Accademico ne definisce, in conformità con le norme di legge, i requisiti di nomina e a questi assicura pubblicità mediante apposito avviso pubblico.

5. Le candidature pervenute ai fini della nomina dei componenti del Consiglio di Amministrazione sono valutate da un Comitato dei garanti, composto dal Coordinatore del Nucleo di Valutazione, dal Presidente del Collegio dei Revisori e da un membro designato dal Senato Accademico a maggioranza assoluta dei suoi componenti.

6. Il Comitato formula un giudizio di idoneità delle candidature rispetto ai requisiti di nomina e seleziona un numero di candidati almeno doppio rispetto a quello dei componenti da designare, pena la riapertura dei termini di presentazione delle candidature.

7. La scelta dei candidati, qualificati idonei, viene operata:

a) dal Rettore, dietro parere del Senato Accademico, nel caso dei tre membri non appartenenti ai ruoli dell’Ateneo;

b) dal Senato Accademico, a maggioranza assoluta dei suoi componenti, relativamente a due membri appartenenti al personale docente e al rappresentante del personale tecnico-amministrativo dell’Ateneo;

c) su proposta del Rettore e approvazione del Senato Accademico, a maggioranza assoluta dei suoi componenti, relativamente ai restanti due membri appartenenti al personale docente di ruolo dell’Ateneo.

La designazione dei quattro membri appartenenti al corpo docente di ruolo dell’Ateneo deve, ove possibile, tener conto delle sue diverse componenti.

8. Partecipano senza diritto di voto alle sedute del Consiglio di Amministrazione il Pro-Rettore vicario e il Direttore Generale. I componenti il Collegio dei Revisori dei Conti possono assistere alle sedute.

9. In caso di decadenza o di dimissioni di uno o più componenti, sono tempestivamente avviate le procedure per la loro sostituzione. Nelle more, il Consiglio resta validamente costituito. La durata dei sostituti è pari a quella della consiliatura in carica.

10.  Il Consiglio di Amministrazione dura in carica tre anni a partire dal decreto di nomina. I rappresentanti degli studenti e studentesse restano in carica due anni a partire dalla prima riunione dello stesso. Tutti i mandati possono essere rinnovati per una sola volta.

11. In caso di assenza del Rettore, il Consiglio di Amministrazione è presieduto da un membro del Consiglio designato dal Rettore stesso. Le funzioni di Segretario verbalizzante sono esercitate dal Direttore Generale, o in caso di suo impedimento, da un funzionario da lui designato, con l’assistenza tecnica di un funzionario dell’amministrazione.

12. Il Consiglio di Amministrazione è convocato dal Presidente, nei modi previsti dalle norme dell'ordinamento generale universitario e si riunisce, ordinariamente, almeno ogni bimestre e, in via straordinaria, qualora ne facciano richiesta scritta, con indicazione delle materie da inserire all’ordine del giorno, almeno un terzo dei componenti.

13. Per la validità delle riunioni e delle deliberazioni del Consiglio di Amministrazione si applicano le vigenti disposizioni di legge e regolamentari. Ai fini della valida costituzione del Consiglio di Amministrazione e del Senato Accademico deve essere presente almeno la maggioranza assoluta dei componenti.

 « indietro


Art. 19 - Collegio dei Revisori dei Conti

1. Il Collegio dei Revisori dei Conti è l'organo di controllo interno sulla regolarità della gestione amministrativa, finanziaria e contabile dell’Ateneo.

2. I compiti e le modalità di organizzazione e di funzionamento sono stabiliti dal Regolamento di Amministrazione e Contabilità.

3. Il Collegio dei Revisori dei Conti è composto da tre componenti effettivi e due supplenti, secondo quanto di seguito indicato:

a) un componente effettivo, con funzioni di presidente, scelto tra i magistrati amministrativi e contabili e gli avvocati dello Stato, designato dal Senato Accademico;

b) un componente effettivo e uno supplente designati dal Ministero dell'Economia e delle Finanze;

c) un componente effettivo e uno supplente designati dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

4. I componenti del Collegio dei Revisori dei Conti sono nominati con decreto del Rettore. L’incarico è di tre anni ed è rinnovabile una sola volta. I revisori non possono appartenere ai ruoli del personale dipendente dell’Ateneo e almeno due di essi, tra gli effettivi, devono essere iscritti al Registro dei revisori contabili.

« indietro


Art. 20 - Consiglio degli Studenti

1. Il Consiglio degli Studenti è l’organo di rappresentanza, organizzazione e coordinamento degli studenti e studentesse a livello di Ateneo. Le sue attività sono disciplinate da un Regolamento approvato a maggioranza assoluta dei componenti ed emanato dal Rettore.

2. Il Consiglio è organo consultivo e propositivo per quanto attiene:

a) allo Statuto, al Codice Etico, alla Carta dei diritti e dei doveri degli studenti e studentesse e alle loro modificazioni e integrazioni;

b) al Regolamento Generale di Ateneo;

c) agli ordinamenti didattici;

d) all’attuazione del diritto allo studio;

e) all’efficienza dei servizi;

f) alle attività di tutorato e di orientamento;

g) alle tasse e ai contributi di studenti e studentesse;

h) alle attività sportive studentesche.

3. E’ organo deliberativo in merito alle attività culturali e del tempo libero autogestite dagli studenti e dalle studentesse e provvede alla ripartizione dei fondi destinati a tali scopi.

4. E’ formato dagli studenti e dalle studentesse eletti nel Senato Accademico, nel Consiglio di Amministrazione, negli organi di gestione del diritto allo studio e nei Consigli di Dipartimento, nel numero stabilito dal Regolamento Generale d’Ateneo. Elegge al proprio interno un Presidente, che lo rappresenta a tutti gli effetti.

5. L’Università  fornisce i supporti logistici necessari per il funzionamento.

 « indietro


Art. 21 - Comitato etico

1. Per le attività di sperimentazione vengono costituiti appositi Comitati etici le cui competenze, composizione e modalità sono disciplinate dal Regolamento Generale di Ateneo.

 « indietro


Art. 22 - Nucleo di Valutazione

1. Il Nucleo di Valutazione svolge funzioni di valutazione e controllo della qualità e dell’efficacia dell’offerta didattica, anche sulla base degli indicatori individuati dalle Commissioni paritetiche docenti-studenti ai sensi dell’art. 13 del presente Statuto. Verifica l’attività di ricerca svolta dai Dipartimenti, nonché la congruità del curriculum scientifico o professionale dei docenti a contratto di cui all’art. 23, comma 1, L. n. 240/2010. Accerta la qualità, l’efficienza e l’efficacia degli interventi di sostegno al diritto allo studio e dei servizi di supporto. Al Nucleo di Valutazione sono altresì attribuite, in raccordo con l’attività dell’ANVUR, tutte le funzioni relative alle procedure di valutazione delle strutture e del personale, al fine di promuovere nell’Università, in piena autonomia e con modalità organizzative proprie, il merito e il miglioramento della performance organizzativa e individuale.

2. Nell’esercizio delle sue funzioni il Nucleo di Valutazione collabora, ove necessario, con il Comitato Unico di Garanzia di cui all’art. 24 del presente Statuto.

3. Il Nucleo di Valutazione presenta al Rettore, al Senato Accademico e al Consiglio di Amministrazione una relazione annuale.

4. Il Nucleo di Valutazione di Ateneo è composto da sette membri, di cui sei designati dal Consiglio di Amministrazione, sentito il Senato Accademico, ed uno eletto dal Consiglio degli Studenti, in rappresentanza degli studenti e delle studentesse stessi. Quattro dei componenti del Nucleo sono soggetti esterni all’Ateneo.

5. Ad eccezione del rappresentante degli studenti e delle studentesse, i membri del Nucleo di Valutazione, il cui curriculum è reso pubblico nel sito internet dell’Università, devono possedere un’elevata qualificazione professionale e rappresentare le diverse competenze presenti nelle varie aree scientifico-disciplinari dell’Ateneo. Almeno due di essi sono nominati tra studiosi ed esperti nel campo della valutazione, anche in ambito non accademico.

6. Il Coordinatore del Nucleo di Valutazione è designato dal Consiglio di Amministrazione e può essere individuato tra i Professori di ruolo dell’Ateneo.

7. Il Nucleo di Valutazione dura in carica tre anni e i suoi membri sono rinnovabili una sola volta.

8. L’Università assicura al Nucleo di Valutazione l’autonomia operativa, il diritto di accesso ai dati e alle informazioni necessarie, nonché la pubblicità e la diffusione degli atti, nel rispetto della normativa a tutela della riservatezza.

« indietro


Art. 23 - Collegio di Disciplina

1. La competenza disciplinare è esercitata secondo le vigenti disposizioni di legge.

2. Nell’Università è istituito un Collegio di Disciplina, competente a istruire i procedimenti disciplinari a carico dei Professori e dei Ricercatori per ogni fatto che possa dar luogo all’irrogazione di una sanzione più grave della censura, nonché ad esprimere parere conclusivo e vincolante in materia ai sensi delle vigenti disposizioni di legge.

3. Il Collegio di Disciplina è composto, da tre membri effettivi ed altrettanti supplenti per ciascuna delle categorie del corpo docente, ordinari, associati e ricercatori, tutti in regime di tempo pieno, nominati dal Senato Accademico per un triennio accademico, immediatamente rinnovabili per una sola volta. La competenza è attribuita secondo il principio del giudizio tra pari.

4. Il Collegio opera secondo il principio del giudizio fra pari, nel rispetto del contraddittorio.

« indietro


Art. 24 - Comitato unico di garanzia per le pari opportunità,
la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni

1. Nell’Università è istituito il <<Comitato unico di garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni>> (CUG).

2. Il CUG ha compiti propositivi, consultivi e di verifica e opera in collaborazione con le Consigliere o i Consiglieri di parità  nominati a livello nazionale, regionale e provinciale. Contribuisce a migliorare la qualità complessiva del lavoro, dell’insegnamento e dell’apprendimento, promuovendo, in continuità con l’esperienza e l’attività del Comitato Pari Opportunità, la valorizzazione delle differenze di genere e le pari opportunità, anche attraverso azioni positive e ogni altra iniziativa, a carattere scientifico, formativo e culturale, utile a realizzare condizioni di effettiva parità per il genere sottorappresentato. Il CUG garantisce che l’Università adotti un’organizzazione idonea a favorire la conciliazione fra vita professionale e familiare tanto di studenti e studentesse quanto del personale docente e non docente, uomini e donne. Assicura altresì un ambiente ispirato al benessere organizzativo e al contrasto di qualsiasi tipo di discriminazione, diretta e indiretta, fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle, l’origine etnica o sociale, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l’appartenenza ad una minoranza nazionale e/o culturale, la disabilità, l’età o l’orientamento sessuale. Garantisce altresì la prevenzione e rimozione di ogni forma di violenza morale o psichica nei confronti delle lavoratrici, dei lavoratori, delle studentesse, degli studenti e di tutti gli appartenenti alla comunità universitaria.

3. Il CUG è costituito da un componente designato da ciascuna delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello di Ateneo e da un pari numero di rappresentanti dell’amministrazione, nonché da altrettanti supplenti. E’ integrato, nella stessa misura e nel rispetto del medesimo principio, da docenti e studenti/studentesse, in numero pari tra loro, eletti secondo le previsioni di cui al Regolamento Generale di Ateneo.

4. Il Presidente del CUG è designato tra i componenti dell’organo, esclusi i rappresentanti sindacali e degli studenti e studentesse, dal Rettore, sentito il Direttore Generale.

5. Il CUG adotta un apposito Regolamento per la disciplina delle proprie modalità di funzionamento.

 « indietro


Art. 25 - Tavolo di consultazione

1. Il Tavolo di consultazione dell’Ateneo con  le Autonomie locali, l’E.R.S.U. di Urbino, le Associazioni di categoria del mondo imprenditoriale e dei lavoratori ha compiti di informazione, ascolto e consultazione. In vista della predisposizione del piano di programmazione triennale di Ateneo, esso può avanzare proposte o suggerire iniziative di comune interesse.

2. Il Tavolo è nominato con decreto del Rettore su segnalazione dei rappresentanti degli Enti e Categorie summenzionati. Dura in carica tre anni.

« indietro


TITOLO IV
ORGANIZZAZIONE DELL’AMMINISTRAZIONE E DIRETTORE GENERALE

Art. 26 - Principi

1. L’Università conforma l'organizzazione e le attività  delle proprie strutture ai principi generali di  imparzialità, legittimità,  trasparenza e semplificazione, efficienza, efficacia e economicità.

2. L’Università, nell'ambito della propria autonomia, adotta con delibera del Consiglio di Amministrazione il piano di  organizzazione dei servizi necessario al perseguimento dei fini istituzionali.

« indietro


Art. 27 - Direttore  Generale

1. Il Direttore Generale ha funzioni di complessiva gestione e organizzazione dei servizi, delle risorse strumentali e del personale tecnico-amministrativo dell’Ateneo, sulla base degli indirizzi forniti dal Consiglio di Amministrazione. Esercita i compiti attribuiti dalla legge ai dirigenti di uffici dirigenziali generali, in quanto compatibili.

2. Il Direttore Generale partecipa alle riunioni del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione senza diritto di voto. Egli redige e invia al Consiglio di Amministrazione, al Senato Accademico e al Nucleo di Valutazione una relazione annuale sull’attività svolta.

3. L’incarico di Direttore Generale è conferito dal Consiglio di Amministrazione, su proposta del Rettore, sentito il Senato Accademico, scegliendo tra personalità di elevata qualificazione professionale  e comprovata esperienza pluriennale con funzioni dirigenziali. L’incarico, regolato con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato,  ha durata non superiore a quattro anni ed  è rinnovabile.  Il Direttore Generale può essere revocato prima della scadenza, su proposta del Rettore, con atto motivato del Consiglio di Amministrazione, sentito il Senato Accademico.

4. Il trattamento economico del Direttore Generale è determinato in conformità ai criteri e ai parametri fissati con decreto del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze. Nel caso in cui l’incarico di Direttore Generale venga conferito a dipendente pubblico, lo stesso viene collocato in aspettativa senza assegni per tutta la durata del contratto.

5. Il Direttore Generale designa chi lo sostituisce in caso di assenza o impedimento.

 « indietro


Art. 28 - Funzioni dirigenziali

1. Gli incarichi di direzione degli uffici di livello dirigenziale sono conferiti a tempo determinato e con facoltà di rinnovo dal Direttore Generale in conformità alle vigenti disposizioni di legge.
2. I dirigenti e i titolari di incarico dirigenziale, nell’ambito dei programmi deliberati dagli organi accademici e delle direttive elaborate dal Direttore Generale, curano l’attuazione dei progetti ad essi assegnati dal Direttore medesimo,  nei cui confronti possono elaborare proposte ed esprimere pareri. Nell’esercizio delle relative competenze, godono di autonomi poteri di spesa e di acquisizione delle entrate. Si avvalgono delle risorse finanziarie e strumentali, nonché del personale attribuito ai propri uffici, sottoponendolo ad apposita valutazione secondo criteri di merito.

3. Ferma la responsabilità disciplinare del dirigente, il mancato raggiungimento degli obiettivi accertato attraverso le risultanze del sistema di misurazione e valutazione della performance ovvero l’inosservanza delle direttive comportano, su proposta del Direttore Generale, previa contestazione e comunque secondo modalità e procedure determinate da apposito Regolamento, l’impossibilità di rinnovo dello stesso incarico dirigenziale o, in relazione alla gravità del caso, la rimozione dall’incarico medesimo, nel rispetto del principio del contraddittorio, con conseguente collocamento a disposizione nei ruoli dirigenziali ovvero recesso dal rapporto di lavoro.

« indietro


Art. 29 - Sistema Bibliotecario di Ateneo

1. Il Sistema Bibliotecario di Ateneo, cui afferiscono le biblioteche e i centri di documentazione dell'Università, ha lo scopo di sviluppare e organizzare in forma coordinata tra macro-aree omogenee, l'acquisizione, la conservazione, l'aggiornamento e la fruizione delle raccolte, nonché l’allestimento e la gestione di servizi di informazione bibliografica e di orientamento e accesso alle risorse documentarie digitali, cooperando a questi fini con altre Università ed Enti di ricerca. Il Sistema Bibliotecario di Ateneo opera in funzione delle esigenze della ricerca, della didattica, dell’amministrazione e della valutazione; l’organizzazione e il funzionamento del Sistema sono definiti da apposito Regolamento.

« indietro


Art. 30 - Strutture di servizio

1. Al fine di coordinare e gestire l’erogazione di specifici servizi fondamentali o integrativi dell’attività didattica e di ricerca quali i servizi librari, informatici, telematici, linguistici, tecnici, statistici, di stampa e editoriali il Consiglio di Amministrazione, sentito il Senato Accademico, può istituire, nel rispetto dei principi di semplificazione, razionale dimensionamento, efficienza ed efficacia di cui all’art. 2, comma 12, L. n. 240/2010, strutture di servizio la cui denominazione, organizzazione e funzionamento sono stabiliti nella delibera di istituzione secondo quanto previsto dal Regolamento Generale di Ateneo.

« indietro


Art. 31 - Centri di ricerca interuniversitari e internazionali

1. Per il rafforzamento della cooperazione interuniversitaria e dell’internazionalizzazione i Dipartimenti possono proporre la costituzione di Centri di ricerca interuniversitari e internazionali indicando il progetto specifico di ricerca.

2. La costituzione dei Centri è deliberata dal Consiglio di Amministrazione, sentito il Senato Accademico.

« indietro


Art. 32 - Comitato per lo Sport Universitario

1. E’ costituito presso l’Università il Comitato per lo Sport Universitario, con lo scopo di promuovere l’attività sportiva degli studenti e studentesse e del personale universitario, sovrintendendo agli indirizzi di gestione degli impianti a disposizione e ai programmi di sviluppo delle varie attività.

2. Il Comitato per lo Sport Universitario è composto secondo le disposizioni legislative vigenti.

 « indietro


TITOLO V
NORME COMUNI, FINALI E TRANSITORIE

Art. 33- Pari opportunità nella composizione di organi e strutture collegiali

1. La costituzione di organi e strutture collegiali dell’Ateneo avviene nel rispetto del principio costituzionale di pari opportunità tra uomini e donne nell’accesso agli uffici pubblici.

2. A tal fine, nell’elezione dei membri del Senato Accademico, eccettuata la componente rappresentata dai Direttori di Dipartimento, nonché nell’attribuzione di cariche elettive, ivi comprese quelle studentesche, in organi e strutture collegiali, ciascun elettore può esprimere due preferenze a condizione che siano riferite a candidati di sesso diverso, pena l’annullamento della scheda. Nel caso di presentazione di liste, queste ultime indicano i candidati alternandoli per genere. Entrambi i generi devono figurare in misura pari alla metà, pena l’inammissibilità delle liste medesime.

3. Nel rispetto dei requisiti di competenza e professionalità, la nomina dei membri del Consiglio di Amministrazione assicura, per quanto possibile, la presenza paritaria di entrambi i generi nell’ambito di ciascuna componente dell’organo.

4. Nell’attribuzione di cariche soggette a designazione in organi e strutture collegiali deve essere assicurata nel complesso, per quanto possibile, la presenza paritaria di ciascun genere.

5. In ogni caso le previsioni di cui ai precedenti commi si applicano compatibilmente con un numero di sufficienti candidature di entrambi i generi.

 « indietro


Art. 34  - Partecipazione a organismi privati

1. L’Università può partecipare a società o ad altre forme associative di diritto privato per lo svolgimento di attività strumentali a quelle didattiche e di ricerca o comunque utili per il conseguimento dei propri fini istituzionali.

2. L’Università potrà definire convenzioni dirette a regolare le modalità di partecipazione alle attività della società e/o degli altri organismi.

3. La partecipazione di cui al comma 1 è deliberata dal Consiglio di Amministrazione, su parere conforme del Senato Accademico.

4. Essa, deve, in ogni caso, conformarsi ai seguenti principi:

a)  disponibilità delle risorse finanziarie  e organizzative richieste;

b) destinazione a finalità istituzionali dell’Università di eventuali dividendi spettanti all’Ateneo;

c)  espressa previsione di patti parasociali a salvaguardia dell’Università in occasione di aumenti di capitale;

d) limitazione del concorso dell’Ateneo, nel ripiano delle eventuali perdite, alla quota di partecipazione.

5. La concessione di licenza del marchio, gratuita od onerosa, a titolo di locazione o di conferimento in società o di merchandising, ferma in ogni caso la salvaguardia del prestigio dell’Ateneo, deve essere oggetto di apposita autorizzazione da parte del Consiglio di Amministrazione, su parere conforme del Senato Accademico.

6. L’autorizzazione è, in ogni caso, pubblicizzata con mezzi idonei.

 « indietro


Art. 35 - Invenzioni conseguite nell’ambito dell’Università

1. Apposito Regolamento di Ateneo stabilisce diritti e doveri per l’Università e per i singoli autori in relazione ad invenzioni realizzate a seguito di attività di ricerca svolta utilizzando comunque strutture o mezzi finanziari forniti dall’Ateneo, nel rispetto della normativa vigente.

2. Per le invenzioni che siano risultato di attività di ricerca o di consulenza svolte in esecuzione di contratti o convenzioni con Enti pubblici o privati, l’Università potrà riconoscere nel contratto o nella convenzione ai terzi contraenti diritti di titolarità o di contitolarità del brevetto, ovvero di sfruttamento dei diritti esclusivi scaturenti dallo stesso.

« indietro


Art. 36 – Logotipo

1. Il logotipo della Università é costituito dallo stemma contenente la raffigurazione dell’Immacolata Concezione circondato dalla legenda “Studiorum Universitas Publica Urbinaten”.

2. Il modello del logotipo stesso, come sopra descritto, è depositato presso le competenti autorità.

 « indietro


Art. 37 - Norme comuni, transitorie e finali

1. Il presente Statuto entra in vigore il quindicesimo giorno seguente a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

2. Sino all’entrata in vigore dei nuovi Regolamenti, quelli attualmente vigenti si applicano in quanto compatibili con le disposizioni del presente Statuto dotate di immediata efficacia.

3. Gli organi collegiali e monocratici elettivi in carica al momento dell’entrata in vigore del presente Statuto continuano nell’esercizio delle funzioni fino alla costituzione dei nuovi organi accademici, fatta eccezione per il Rettore il cui mandato è prorogato, ai sensi dell’art. 2, comma  9, della L. n. 240/2010.

4. Il Comitato per le Pari Opportunità è sostituito dal Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni. Gli attuali componenti del Comitato per le Pari Opportunità restano in carica fino all’insediamento del nuovo organo.

5. Il Senato Accademico in carica al momento dell’entrata in vigore del presente Statuto provvede alla costituzione del Collegio di Disciplina nella prima seduta utile.

6. In prima applicazione, ai sensi dell’art. 2, comma 8, L. n. 240/2010, il Senato Accademico, in carica al momento dell’entrata in vigore del presente Statuto, avvia le procedure per la costituzione dei nuovi organi e strutture statutarie entro trenta giorni dalla data di pubblicazione del presente Statuto nella Gazzetta Ufficiale.

7. In prima applicazione, la costituzione dei Dipartimenti di cui all’art. 9 del presente Statuto è deliberata dal Consiglio di Amministrazione in carica al momento dell’entrata in vigore del presente Statuto, sentito il Senato Accademico a prescindere dalla scadenza stabilita all’art. 9, comma 4.

8. I pareri previsti dallo Statuto devono essere espressi e notificati entro il termine di trenta giorni dalla richiesta; trascorso tale termine la deliberazione può essere assunta anche in assenza del parere.

9. Ai fini dell’applicazione delle disposizioni sui limiti del mandato e delle cariche di Rettore, di componente del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione, sono considerati anche i periodi già espletati nell’Ateneo alla data di entrata in vigore del presente Statuto, nei suddetti organi costituiti successivamente al decreto di statizzazione.

10. La condizione di Professore a tempo definito o di Ricercatore a tempo definito è incompatibile con le cariche accademiche di Rettore, membro del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione, Direttore di Dipartimento. I docenti a tempo definito possono candidarsi, optando per il regime a tempo pieno per il caso di elezione alle predette cariche.

11. L’entrata in vigore del presente Statuto determina l’abrogazione del previgente Statuto, emanato con D.R. n.1192/2008 del 15 novembre 2008.

« indietro


Condividi


Questo contenuto ha risposto alla tua domanda?


Il tuo feedback è importante

Raccontaci la tua esperienza e aiutaci a migliorare questa pagina.

numero verde

800 46 24 46

Richiesta informazioni

informazioni@uniurb.it

Posta elettronica certificata

amministrazione@uniurb.legalmail.it

Social

Performance della pagina

Università degli Studi di Urbino Carlo Bo
Via Aurelio Saffi, 2 – 61029 Urbino PU – IT
Partita IVA 00448830414 – Codice Fiscale 82002850418
2017 © Tutti i diritti sono riservati

Top